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Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel
tragico 11 Settembre ma purtroppo è una data che resterà
ancora per molto tempo, anzi per sempre, nelle menti e nei cuori di come
me ama gli Stati Uniti e la sua gente.
Negli ultimi undici anni sono stato 15 volte negli States e ho avuto la fortuna di conoscere tantissimi cantanti e musicisti sia Country che Bluegrass e alcuni di loro sono nati e cresciuti proprio nella Grande Mela. Da un paio d’anni ho stretto una bella amicizia con Victoria Shaw e suo marito, tanto che la mamma di Victoria lo scorso Aprile, trovandosi in vacanza in Italia, ha pensato bene di venirmi a trovare durante il Festival di Correggio e si è emozionata non poco nel sentire la Band francese dei Roadriders suonare un pezzo di Garth Brooks scritto proprio da sua figlia Victoria. Per chi non fosse familiare con la musica di Victoria, è bene sapere che è considerata una delle più grandi autrici al mondo avendo scritto ad esempio per Ricky Martin e Christina Aguilera (Nobody Wants To Be Lonely) e tanti artisti Country tra i quali spicca Garth Brooks che se ha venduto oltre 105 milioni di albums lo deve in parte anche agli stupendi pezzi che gli ha scritto Victoria Shaw. Garth poi le è stato riconoscente invitandola ad aprire il suo concerto al Central Park di New York davanti ad un milione di spettatori. Un altro mio carissimo amico è Chris Jones che conosco dal lontano 1994 quando insieme alla Lynn Morris Band suonò al Festival di Correggio. Da allora sono riuscito a farlo suonare in Italia altre tre volte e al Festival dello scorso anno ho invitato la Band di sua moglie Sally. Anche Chris, come Victoria è di New York ed è stato molto difficile per me nei giorni successivi alla tragedia, quando ho scritto un centinaio di e-mails ai miei amici Americani, e soprattutto a Victoria e Chris, trovare il modo di esprimere il mio dolore. In quei giorni ad ogni collegamento dei telegiornali, mi si inumidivano gli occhi e mi sono commosso non poco quando ho assistito alla maratona musicale televisiva alla quale hanno partecipato grandi Stars del Country: Willie Nelson e le Dixie Chicks esibendosi e Reba McEntire a rispondere alle telefonate. In Italia non abbiamo visto la versione integrale e immagino, anzi sono sicuro, che altre Stars del circuito Country si sono unite al coro. La comunità Country, artisti, promoters e soprattutto fans, si è mobilitata subito in una gara di solidarietà. Molti dei concerti che erano stati cancellati dopo la tragedia sono stati poi trasformati in concerti benefici. Tra le vittime c’era anche Carolyn Mayer Beug, regista che ha diretto diversi video di Dwight Yoakam. Su un aereo, per fortuna non dirottato si trovava Mary Chapin Carpenter che ha sorvolato New York pochi minuti dopo l’attacco. Jamie O’Neil si trovava in un hotel di Manhattan e ricorda: "siamo corsi giù dalle scale e la gente correva da tutte le parti. La gente piangeva e i cellulari non funzionavano. C’era la paura che potesse succedere qualcos’altro di spaventoso. Non mi ero mai sentita così spaventata e insicura". I Texani Asleep At The Wheel si trovavano in un hotel di Washington quando il terzo aereo si è schiantato sul Pentagono. Avrebbero dovuto suonare quella sera alla Casa Bianca ad un barbecue per il ritorno di alcuni membri del Congresso. "Mio marito John è corso a scuola a prendere nostra figlia Delaney e portarla a casa" dice Martina McBride "poi mi ha chiamato sul cellulare e mi ha detto ‘accendi la TV, non crederai ai tuoi occhi’". Kenny Chesney ha appreso la notizia dalla TV sul suo bus. "E’ incredibile. Avremmo dovuto girare un video al World Trade Center oggi; se non fosse stato spostato ora saremmo là sotto. Ti fa pensare che veramente esistono gli angeli custodi" (Non per tutti, evidentemente). I membri della Band dei Lonestar, da molto tempo testimonials degli spot televisivi della Croce Rossa, hanno lanciato un appello a tutti gli iscritti al loro Fan Club invitandoli a donare il sangue mentre la canzone di Travis Tritt "It’s A Great Day To Be Alive" (E’ un gran giorno per essere vivi) è stata scelta come canzone simbolo dalla fondazione che si occupa della raccolta di fondi per le famiglie delle vittime. Stars quali Phil Vassar e Clint Black hanno chiamato la stazione radiofonica di New York WYNY per offrire il loro aiuto e radio in tutta l’America programmavano continuamente canzoni in ricordo delle vittime. La più ascoltata in quei giorni è stata sicuramente la patriottica "God Bless The USA", un grande successo di Lee Greenwood del 1984 e tornato prepotentemente nella classifica che viene stilata in base ai passaggi che una canzone riceve alla radio. Un’altra canzone molto richiesta è stata "Bring On The Rain" di Jo Dee Messina che le radio passavano inserendo qua e là pezzi tratti dai rapporti dei giornalisti: in uno di questi passaggi si sente pure la voce del sindaco Giuliani. "Immaginate cosa può significare ora questa canzone per me" ha detto una commossa Jo Dee Messina. Toby Keith rivolge un pensiero agli eroi del quarto aereo che con il loro coraggio hanno impedito che si schiantasse contro l’obiettivo. Toby Keith è purtroppo familiare a queste tragedie, infatti alcuni anni fa interruppe la sua tournèe per tornare nella sua città, Oklahoma City, dove un edificio federale era saltato in aria con centinaia di vittime. La sera precedente agli attentati dell’11 Settembre si era tenuta la serata di gala a Calgary per la consegna dei premi della Associazione Country Canadese e gli artisti presenti, rimasti bloccati per l’assenza dei voli si sono prodigati nel raccogliere fondi per la Croce Rossa con un concerto improvvisato poche ore dopo la catastrofe. Mentre intanto si mobilitavano anche gli artisti che si trovavano a Nashville. Il torneo di golf benefico organizzato dai Diamond Rio si svolgerà ugualmente , se non altro per raccogliere fondi, mentre altri happenings vengono cancellati. Tra questi la presentazione del nuovo brano di Garth Brooks, le celebrazioni per il 70esimo compleanno di George Jones e i concerti di Clint Black e Trisha Yearwood. Clint la spiega così:"Salire sul palco in questo momento sarebbe mancare di rispetto alle vittime di questa terribile tragedia". Anche Lee Ann Womack usando le stesse parole di Clint Black ha cancellato il suo concerto che si doveva tenere a Boston proprio la sera della tragedia. Boston è tra l’altro la città da dove sono partiti due dei quattro aerei dirottati. |
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| Martina McBride | . | |
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| Garth Brooks | . | |
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| Kenny Chesney | . | |
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| Tim McGraw | . | |
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| Rosanne Cash | . | |
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| Toby Keith | . | |
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Tantissimi artisti sparsi un po’ in tutti gli stati dove si erano
esibiti in concerto sono rimasti bloccati a causa della chiusura degli
aeroporti e così con l’aiuto dei telefoni cellulari si sono messi
in contatto gli uni con gli altri e chi si era recato ai concerti col
proprio bus ha offerto passaggi a chi invece aveva viaggiato in aereo.
Lee Ann Womack ad esempio ha raccolto sul suo bus Hank Williams, Jr. che
si trovava anche lui a Boston e sulla strada del ritorno a Nashville si
sono fermati in Pennsylvania dove hanno dato un passaggio ai Sons Of The
Desert. Hank Williams Jr. e Doug Stone hanno dovuto velocemente smentire
le voci che li davano tra i passeggeri degli aerei dirottati.
I fans di Tim McGraw, sapendo che l’artista doveva volare a New York proprio quel martedì di Settembre, hanno bombardato di telefonate il suo fan club per avere notizie ma per fortuna sua Tim non era ancora partito. Alcuni artisti hanno reagito con molto dolore e tristezza ma non con rabbia come ad esempio Rosanne Cash e Bryan White che teme vendette contro gli arabi innocenti che vivono in America. Rosanne Cash , che vive a New York da 10 anni era la più sconvolta di tutte. Era appena uscita dalla scuola dove aveva accompagnato la figlia quando ha visto sorvolare il primo aereo sopra di lei. Dopo il secondo schianto è rientrata a scuola e dopo aver preso la figlia per mano si è fatta la strada di ritorno a casa di corsa perché i mezzi pubblici non funzionavano più. Rosanne dice che la paura di molti era che insieme agli schianti degli aerei fosse stato lanciato anche un attacco chimico. C’è chi però ha reagito con molta rabbia e grida vendetta: Waylon Jennings e Charlie Daniels per esempio. Non vi erano dubbi che i due monumenti della musica Americana avrebbero reagito così. Mi hanno colpito molto le parole di Charlie Daniels: "Questa gente ha causato molti danni ma ci ha anche galvanizzato. Democratici o Repubblicani, bianchi o neri, siamo tutti Americani. Fai del male a uno solo di noi e te la vedrai con tutti gli altri". La città di New York da un po’ di tempo aveva organizzato dei concerti gratuiti di Country Stars proprio ai piedi del World Trade Center per intrattenere i lavoratori delle due torri durante la pausa pranzo. Terri Clark che suonò a questa rassegna in Luglio ricorda con dolore le vittime che sicuramente erano anche al suo concerto. "Ed ora da Nashville, Tennessee questa è la stazione WSM che presenta la 3950esima edizione consecutiva dell’universalmente famoso Grand Ole Opry". Con queste familiari parole, il presentatore del Grand Ole Opry Hairl Hensley ha fatto sapere che il più longevo show radiofonico del mondo (fu cancellato una volta sola, dopo l’assassinio di Martin Luther King Jr. nel 1968) sarebbe andato in onda. Nel weekend successivo alla tragedia, tutti gli artisti saliti sul palco dell’Opry, dai Diamond Rio e Jeannie Seely a Porter Wagoner e Bill Anderson, hanno dedicato speciali canzoni alle vittime e ai loro cari. Wynonna, al suo debutto al Grand Ole Opry ha detto: "Com’è triste suonare qui stasera dopo quello che è successo ma salirò su quel palco e canterò ‘How Great Thou Art’ e che Dio mi assista". Nashville, come tutte le altre città Americane, ha organizzato delle veglie di preghiera e delle fiaccolate alle quali si sono uniti tanti artisti Country che hanno contribuito cantando pezzi soprattutto gospel. Ad uno di questi hanno partecipato 5000 persone tra le quali Kenny Chesney ("Ne abbiamo passate tante" ha detto" e supereremo anche questa"), Phil Vassar, Jo Dee Messina e Martina McBride che ha salutato i presenti con una versione a cappella del suo successo "Independence Day" che tratta l’argomento degli abusi domestici ma che stavolta acquista un nuovo toccante significato e che termina con le parole "let the guilty pay, it’s Indepence Day" ( Che il colpevole paghi!!!!!!) Roberto Campovecchi |
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| Grand Ole Opry | Dixie Chicks al concerto Tribute For Heroes |