L’HIT PARADE DELL’AUTOMOBILISTA

Viviamo in un’epoca in cui i palinsesti radiofonici si sono degradati al punto che su dieci stazioni cinque trasmettono pubblicità, due sono giochi a quiz, uno approfondisce i temi sociali del Grande Fratello, un altro si infervora in una cronaca sportiva e l’ultimo, se abbiamo fortuna, è un reportage fedelissimo delle vacanze a Rimini dello speaker. L’automobilista musicofilo, pertanto, si riduce a "saltare" in continuazione da un canale all’altro alla disperata ricerca di un po’ di musica che duri almeno lo spazio di tre canzoni, con il rischio di rivolgere maggiore attenzione ai tasti dell’autoradio che alla strada.
Il rimedio? Tenere in macchina una scelta accurata di cd o musicassette con cui allietare le monotone ore da passare inevitabilmente nel congestionato traffico cittadino, tra smog e pirati della strada. Che il percorso sia breve o lungo, che si viaggi per lavoro o per piacere, che si sia soli o in compagnia, nulla è più piacevole che avere a bordo la musica adatta all’occasione: briosa in un mattino di sole, romantica e suggestiva al tramonto oppure elettrizzante di notte. La colonna sonora dei vostri viaggi può veramente fare la differenza ed essere ricordata con piacere anche a distanza di anni.

Se siete dei nostalgici degli anni ‘80 e la classifica di quei tempi vi ricorda ore chini sui libri al liceo o all’università, non dovranno mancare in macchina le voci di Kate Bush (Hounds of Love), Peter Gabriel (So), U2 (The Joshua Tree), Sting (Soul Cages), Madonna (True Blue), Whitney Houston (I Wanna Dance with Somebody), Tina Turner (Break Every Rule), Sade (Diamond Life). Se vi piacciono le raccolte di successi, potete optare per i già citati Kate Bush (The Whole Story), Peter Gabriel (Shaking The Tree), Tear for Fears (Tears Roll Down, 1982-1992), Eurythmics (live 1982-1989) oppure i frizzanti Pet Shop Boys (Disco).

Se avete voglia di rivivere le emozioni di un film che vi è particolarmente piaciuto, di immergervi in una musica d’atmosfera - quasi sempre strumentale ma molto suggestiva - potete scegliere una colonna sonora che vi trasporti magicamente nella storia che avete visto al cinema. Per i romantici c’è "Lezioni di Piano", per gli affezionati guerrieri scozzesi "Braveheart", per i grintosi con la voglia di menare le mani "Conan Il Barbaro", per gli amanti delle piramidi "La Mummia", per i malinconici "Furyo", per chi preferisce la fantascienza "Stargate" e chi vuole un pot pourri di buona musica, può provare con "Shine".

Chi, al rombo dei tir e al fracasso dei clacson, contrappone atmosfere rilassanti e un po’ new age, può senz’altro procurarsi qualche opera degli intramontabili evergreen Vangelis o Jean-Michel Jarre. O, per rivolgersi a tempi più recenti, un corposo Hevia (No Man’s Land), una eterea Enya (Watermark) o un eccezionale Alan Stivell (The Renaissance of Celtic Harp).

Se vi sentite "etnici" e volete che l’abitacolo risuoni di note colorate e inusuali, non c’è che l’imbarazzo della scelta: ogni giorno potete scegliere un paese diverso e partire di casa con il sorriso sulle labbra. Dal Senegal di Youssou N’Dour (The Lion), al Sudafrica di Johnny Clegg & Savuka (Cruel, Crazy, Beutiful World), al Pakistan di Nusrat Fateh Ali Khan (Musst Musst) all’Uganda di Geoffrey Oryema (Exile). Se siete coraggiosi, potete tentare con uno degli innumerevoli dischi del travolgente coro di voci bulgare (Mystere des Voix Bulgares), l’ideale per scoraggiare qualsiasi approccio di autostoppisti e lavavetri!

Se invece sono gli anni ‘90 a mettervi di buonumore, potete sempre contare sulle inossidabili voci di Mariah Carey (N° 1’s), Loreena McKennit (The Mask and the Mirror), Tori Amos (Under The Pink) oppure Sinead O’Connor (Universal Mother). Non dimentichiamoci poi la voce femminile italiana per eccellenza: Rossana Casale (Lo Stato Naturale).

Dato che si avvicina la brutta stagione con le sue giornate piovose e nebbiose, ci vuole della musica adatta per sognare di trovarsi in paesi lontani come l’Irlanda, la Scozia e l’Inghilterra, dove la nebbia ha persino connotati romantici e quasi mitici. Musica che ci faccia vedere con occhi diversi la neve fangosa e le foglie morte sul ciglio della strada. Faccio l’esempio delle gighe di Alan Stivell (Mist of Avalon), delle carole di Loreena McKennit (To Drive the Cold Winter Away) e magari, sotto Natale, fischiettare con il violino di André Rieu una selezione di classici (Christmas with André Rieu).

Infine ci sono le musiche per i vostri momenti bui, quando avete voglia di crogiolarvi nella depressione e nell’umore nero come il carbone. Per le delusioni amorose ci sono i Portishead (Dummy), per le crisi esistenziali c’è Tori Amos (From the Choirgirl Hotel), per gli istinti omicidi verso colleghi e datori di lavoro ci sono i tenebrosissimi Nick Cave and the Bad Seeds (Murder Ballads - testi macabri, volgari, variamente violenti... una sorta di Stephen King della musica). Se poi cercate qualcosa che non vi distragga dai sentimenti negativi, per voi ci sono gli It’s Immaterial con il loro disco dal titolo definitivo: "Life is Hard and then You Die".

Monica Tessarin
www.geocities.com/monicatex


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