La notte degli Awards della Country Music Association tenutasi alla
Grand Ole Opry House di Nashville lo scorso Novembre non poteva non
iniziare con il ricordo delle vittime degli attacchi terroristici dell’11
Settembre.
Tante stars si sono esibite con brani patriottici o scritti per l’occasione
come la number 1 ‘Were Where You’ di Alan Jackson. Altri artisti che
hanno dedicato la loro performance alle vittime sono stati Brooks &
Dunn, Diamond Rio e le Dixie Chicks.
Ma veniamo ai trionfatori della serata (cliccare sui nomi per vedere
le foto).
Tanto per cominciare bisogna dire che, grazie a Dio, c’è stata
un’inversione di tendenza rispetto alle scorse edizioni della manifestazione
che hanno visto trionfare il sound moderno della Country Music, quello
che dai più cinici viene definito Bubblegum Rock’n’Roll ma anche
conosciuto come Pop-Country o Country Contemporaneo, un sound che si
allontana ancora di più dalla tradizione del già allora
criticato New Country.
Se c’è stato un ritorno alla tradizione, gran parte del merito
va sicuramente al film ‘Fratello
Dove Sei’ dei fratelli Cohen che si è aggiudicato ben due
premi.
Ma andiamo per ordine.
Il premio più ambito, quello di Entertainer of the Year, è
andato a Tim
McGraw che, nonostante avesse già vinto in passato due premi
come Male Vocalist, due per l’Album dell’anno e uno per l’Evento Vocale
insieme alla moglie Faith Hill, non era ancora riuscito a portare a
casa la statuetta più importante.
Male Vocalist è stato eletto Toby Keith per la prima volta come
anche Lee Ann Womack che si è aggiudicata finalmente il trofeo
come Female Vocalist.
Prima volta anche per i Lonestar, vincitori del premio Vocal Group.
Grande ritorno del duo Brooks & Dunn che dopo otto anni di dominio
assoluto nella categoria ‘Duo Vocale’, lo scorso anno si erano fatti
soffiare il trofeo da Montgomery Gentry.
Horizon Award, che in Italiano potremmo tradurre in ‘Giovani Speranze’,
per l’australiano keith urban (non è un errore ortografico, è
lui che si firma con le lettere minuscole).
Video dell’anno per la bella Sara
Evans con ‘Born To Fly’ diretto da Peter Zavadil.
Veniamo ora alle leggende che sono entrate di diritto a far parte della
Hall Of Fame: Bill Anderson, Delmore Brothers, The Everly Brothers,
Don Gibson, Homer & Jethro, Waylon Jennings, The Jordanaires, Don
Law, The Louvin Brothers, Ken Nelson, Sam Phillips e Webb Pierce.
Chiudiamo come avevamo cominciato, con questo benedetto ritorno alla
tradizione.
Due canzoni che criticano senza mezzi termini il sound troppo commerciale
del moderno Country si sono aggiudicate i premi ‘Canzone dell’Anno’
e ‘Evento Vocale’.
Sorprendentemente ‘Murder On Music Row’ di Alan
Jackson in duetto con George Strait si aggiudica il premio che aveva
già conquistato lo scorso anno, ‘Canzone dell’Anno’, cosa mai
accaduta prima. Vale la pena ricordare che il premio in questione va
agli autori e non agli interpreti e quindi il premio va a Larry
Cordle e Larry Shell.
Brad
Paisley vince invece il premio per l’Evento Vocale con il brano
‘Too Country’ dove si avvale della collaborazione di grandi stars quali
Bill Anderson, Buck Owens e George Jones.
Album dell’anno non poteva essere che la colonna sonora del film ‘Fratello
Dove Sei’ che ad oggi ha venduto quasi 5 milioni di copie e che dopo
tantissime settimane resiste ancora al secondo posto della classifica
di Billboard.
Chiudiamo con il ‘Single of the Year’ andato alla canzone ‘I Am A Man
Of Constant Sorrow’ dei Soggy Bottom Boys, al secolo gli Union Station
di Alison Krauss con il grande Dan
Tyminski alla voce. Brano estratto naturalmente dalla colona sonora
di ‘Fratello Dove Sei’.
A mio modesto parere è stato l’anno forse dove si sono viste
meno sorprese rispetto agli anni precedenti, soprattutto dopo aver dato
uno sguardo alle nominations. Io sicuramente non avrei votato i Lonestar
che a competere con loro avevano Bands ben più dotate di loro
come ad esempio le Dixie Chicks o i Nickel Creek.