GUIDA PER QUELLI CHE NON GLIENE FREGA NIENTE DEI VARI NAPSTER
parte prima

Da che mi ricordi in casa abbiamo sempre avuto una vecchia ed onorabile radio a valvole, ereditata dallo zio di mio padre e sempre perfettamente funzionante. Attualmente funge da elegante soprammobile. Troviamo più comodo adoperare le radio a transistor. Quando vogliamo ascoltare della musica basta accenderle e non è necessario aspettare che le valvole si riscaldino. Leggo da anni che internet dovrebbe cambiare il nostro modo di ascoltare ed acquistare musica. Avrò trovato centinaia di articoli sulla carta stampata. Me li sono anche letti! Nel frattempo Napster è passato, ho cambiato computer, ho cambiato provider, ma ancora non mi è venuta la voglia di scaricare un mp3 che sia uno. Il tempo necessario sarebbe incommensurabilmente maggiore di quello richiesto da una valvola per riscaldarsi, il prezzo da pagare fra connessione e computer sarebbe comunque ragguardevole. Alla fine cosa mi ritroverei mai? Un file elettronico, non catalogabile come alta fedeltà, destinato a rimanere sepolto nel mio hard disk, per poi perire con esso, salvo che mi premuri di farne una copia di back-up, con relativa spesa aggiuntiva di tempo e denaro. Non è meglio accendere la radio? Ci trovo anche la voce amica di un dj a tenermi compagnia!

Tutte le chiacchiere giornalistiche di cui sopra contengono una piccola verità: il nostro modo di procurarci musica è cambiato. Basti vedere le autoradio. Fino a 10 anni fa circa erano quasi esclusivamente a cassetta. Oggi sono passate anch'esse al CD. Perfino registrarsi una cassetta è divenuto un ricordo dei tempi lontani. Solo a confrontare il prezzo dei supporti vergini risalta la convenienza del CD. Se poi ci aggiungiamo la comodità d'uso, la qualità sonora, la durata, ecc. allora non c'è competizione: masterizzare conviene. La stampa non può dirlo. Il lettore, a sentirsi dire che è un fuorilegge per aver copiato un CD, si offende. Un lettore offeso non ricompra il giornale e questo il giornalista lo sa. Io non campo di quello che scrivo, quindi sono libero di scrivere quello che tutti sanno. Internet riguarda una minoranza degli italiani, lo scambio di file musicali riguarda una minoranza della minoranza, ma tutti hanno in casa almeno un CD masterizzato.

Nessuno dice però che esiste una alternativa perfettamente legale. Meno costosa che acquistare CD dalla bancarella improvvisata dell'extracomunitario. Ancor meno costosa che acquistarsi un PC ed abbonarsi ad Alice. Con una resa acustica certamente superiore alle due alternative meno legali summenzionate. Mi riferisco all'acquisto di un vero ed autentico CD da un vero ed autentico negozio. Con questo mio scritto voglio aprire una nuova rubrica dedicata ai dischi che costano poco. Per poco intendo non più di 5 euro. Preciso subito che, mediamente e generalmente, i dischi che costano poco non valgono nulla e vi dovrebbero in realtà pagare solo per la noia che il loro ascolto può procurarvi. Esistono però delle eccezioni, sono numerose e di esse parlerò. Seconda precisazione: l'ascolto di un CD rappresenta solo una parte del piacere. Volete mettere il gusto della scoperta di un capolavoro inaspettato, sconosciuto a tutti i vostri amici? E la soddisfazione di dirlo in giro, cosa che mi stò accingendo a fare? Terza precisazione: quando un disco costa così poco all'autore non arriva neanche un centesimo. Non è bello, ma è comunque rispettoso dell'artista. Nel prosieguo infatti parlerò spesso di musicisti morti e sepolti che dei soldi non saprebbero cosa farne ma forse gradiscono essere ricordati per i loro meriti artistici. Vi sembra bello o rispettoso, invece, vendere a prezzo pieno le opere di chi è morto da 20 o 30 anni? Quarta ed ultima premessa: non procederò per genere musicale o per artista, bensì per casa discografica o per negozio.


In questa prima puntata l'etichetta è praticamente sconosciuta. Sulle copertine trovo scritto "by SAAR srl - Manufactered by Promo Sound AG" e pertanto mi sembrerebbe un'iniziativa italiana (l'unica parola italiana essendo srl). Il nome di chi c'è dietro non lo conosco, ma deve trattarsi di un genio e di un benefattore. L'idea di partenza è questa: passati 50 anni dalla data di prima pubblicazione, una incisione non è più protetta dal copyright. Chiunque può legalmente riprodurla e rivenderla. Questo è quello che ho capito, ma potrei sbagliarmi. Il primo singolo di Elvis Presley uscì nell'estate del '54, quindi a tutt'oggi il rock è ancora prigioniero del copuright, ma fra qualche mese non lo sarà più. Per il momento accontentiamoci di scoprire i nobilissimi anni '20, '30 e '40. In quell'epoca jazz e musica commerciale erano vicini ed affini, pertanto il nome della serie, come potete notare dalle copertine qui riprodotte, è "Jazz forever". Non aspettatevi lunghi e soporiferi assoli di contrabbasso, però, non ne troverete nemmeno mezzo! Pochissimi brani raggiungono i 4 minuti, molti sono quelli cantati, di quelli che cantereste anche voi sotto la doccia. Le differenze stilistiche con quello che siamo abituati ad ascoltare nel terzo millennio sono pesanti, pertanto si tratta in definitiva di musica per poche orecchie musicalmente educate, ma questa non è colpa mia. L' intera serie è stata rimasterizzata in digitale, quindi non vi è traccia del fruscio di fondo dei 78 giri originali. Le incisioni predatano comunque la comparsa dell'alta fedeltà, ed a questo non era possibile porvi rimedio. In ogni caso quando gli acquirenti dell'epoca si portavano a casa i rispettivi 78 giri non credo che ascoltassero più di quanto possiamo fare noi da questi pratici CD.

E' vero che questa musica è stata già pubblicata infinite volte ed in infinite forme. Noto però dei drastici miglioramenti. Tipicamente le raccolte prima pubblicate o erano limitate ad una sola etichetta, quindi non potevano coprire l'intera carriera di un artista, oppure portavano il titolo "the Best of" ma dentro potevano contenere il peggio del peggio. In questo caso, invece, ci deve essere dietro qualcuno veramente competente e sulle selezioni operate c'è poco da ridire. (Una compilation è come la formazione della nazionale di calcio, qualcosa da ridire ci sarà sempre). Nel presente caso abbiamo le migliori incisioni di studio originali, niente scarti nè brani dal vivo. L'unico limite è temporale: di molti artisti viene presentata solo la parte iniziale della produzione, per i motivi già detti. Per quel che riguarda la veste grafica eravamo abituati a pacchiani fotomontaggi o a disegni indecenti. Qui invece l'aspetto è minimalista ma rispettoso del buon gusto. All'interno di ogni raccolta è possibile trovare una fotografia ingrandita dell'artista. Infine, cosa davvero fondamentale, per ogni singolo brano vengono riportati: luogo e data di registrazione, nome e strumento di tutti i musicisti coinvolti. La durata media di ogni raccolta è di circa 50 minuti. Il prezzo varia a seconda del rivenditore. Per il momento il prezzo più conveniente che ho trovato è di 2,99 euro (precisamente da questo negozio) + le spese di spedizione (da 2 a 5 euro circa). Non sono regalati, se si trovano in giro è segno che sia chi li produce che chi li vende ci fanno il loro (legittimo) guadagno.


La mia sembrerebbe fin qui una pubblicità spudorata. Sarò franco. La maggior parte dei dischi che ho acquistato finora mi soddisfa, ma diversi quasi quasi preferirei non averli acquistati. Si tratta di autori che non conoscevo ed ero curioso di scoprire (la curiosità costa). Non voglio dirvi quali, perchè si potrebbe trattare di mie personalissime idiosincrasie (rispondo in privato). Regolatevi come meglio credete se volete procedere all'acquisto. Ho messo insieme la seguente lista provvisoria e non ufficiale di titoli:
  1. Art Tatum
  2. Artie Shaw
  3. Ben Webster
  4. Benny Goodman (trio & quartet)
  5. Benny Goodman (& His Orchestra)
  6. Bessie Smith
  7. Billie Holiday
  8. Bix Beiderbecke
  9. Bud Powell
  10. Bunny Berigan
  11. Cab Calloway
  12. Charlie Barnet
  13. Charlie Christian
  14. Charlie Parker
  15. Chet Baker
  16. Chick Webb
  17. Coleman Hawkins
  18. Count Basie
  19. Dexter Gordon
  20. Dixieland
  21. Dizzy Gillespie
  22. Dizzy Gillespie (& His Orchestra)
  23. Django Reinhardt (w/ S. Grappelli)
  24. Django Reinhardt (w/ C. Hawkins)
  25. Duke Ellington
  26. Earl Hines
  27. Eddie Condon
  28. Ella Fitzgerald
  29. Errol Garner
  30. Fats Waller
  31. Fletcher Henderson
  32. Gene Krupa
  33. Glen Miller
  34. Harry James & Frank Sinatra
  35. Jelly Roll Morton
  36. Jimmie Lunceford
  37. Joe Venuti & Eddie Lang
  38. Johnny Dodds
  39. Johnny Hodges
  40. Lester Young
  41. Lionel Hampton (w/ small combos)
  42. Lionel Hampton (& His Big Band)
  43. Louis Armstrong
  44. Mel Torme
  45. Miles Davis
  46. Mills Brothers
  47. Nat King Cole
  48. Oscar Peterson
  49. Sarah Vaughan
  50. Scott Joplin
  51. Sidney Bechet
  52. Stan Getz
  53. Stan Kenton
  54. Stephan Grappelli & George Shearing
  55. The Best of New Orleans
  56. The Big Bands Boogie Woogie
  57. Thelonious Monk
  58. Tommy Dorsey & His Orchestra
  59. Tony Bennett & Count Basie
  60. Woody Herman
Finisco con un paio di paragoni tipo "associazione dei consumatori". La compilation di Monk corrisponde ai due volumi "Genius of Modern Music" della Blue Note (gruppo EMI), disponibili normalmente a 13 euro l'uno (se non di più). "The Penguin Guide to Jazz" by Cook & Morton gli assegna 4 stelle (quasi il massimo dei voti). Se comprate i due dischi originali vi portate a casa un tale carico di alternate takes che vi tocca o programmare il lettore o addormentarvi durante l'ascolto. Se invece comprate il CD sopra raffigurato spendete nove volte di meno, avete comunque tutti i brani principali (48 minuti) e non sarete zavorrati dagli scarti.
La compilation di Chet Baker ha 9 brani in comune col disco "With Fifty Italian Strings". Il disco originale racchiude in tutto 10 brani, è edito dalla "Original Jazz Classics" (gruppo Time/Warner/AOL), non contiene i credits e viene venduto per 10 euro (se non di più). Il CD qui riprodotto contiene in più i credits e altri 5 brani tratti dal coevo "In Milan", pur costando un terzo della cifra. Come se non bastasse, le copertine originali facevano vomitare e mi sento meglio nel non vederle.

Giuseppe Balacco

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