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Tutte le chiacchiere giornalistiche di cui sopra contengono una piccola
verità: il nostro modo di procurarci musica è cambiato.
Basti vedere le autoradio. Fino a 10 anni fa circa erano quasi esclusivamente
a cassetta. Oggi sono passate anch'esse al CD. Perfino registrarsi una
cassetta è divenuto un ricordo dei tempi lontani. Solo a confrontare
il prezzo dei supporti vergini risalta la convenienza del CD. Se poi ci
aggiungiamo la comodità d'uso, la qualità sonora, la durata,
ecc. allora non c'è competizione: masterizzare conviene. La stampa
non può dirlo. Il lettore, a sentirsi dire che è un fuorilegge
per aver copiato un CD, si offende. Un lettore offeso non ricompra il
giornale e questo il giornalista lo sa. Io non campo di quello che scrivo,
quindi sono libero di scrivere quello che tutti sanno. Internet riguarda
una minoranza degli italiani, lo scambio di file musicali riguarda una
minoranza della minoranza, ma tutti hanno in casa almeno un CD masterizzato.
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Nessuno dice però che esiste una alternativa perfettamente
legale. Meno costosa che acquistare CD dalla bancarella improvvisata dell'extracomunitario.
Ancor meno costosa che acquistarsi un PC ed abbonarsi ad Alice. Con una
resa acustica certamente superiore alle due alternative meno legali summenzionate.
Mi riferisco all'acquisto di un vero ed autentico CD da un vero ed autentico
negozio. Con questo mio scritto voglio aprire una nuova rubrica dedicata
ai dischi che costano poco. Per poco intendo non più di 5 euro.
Preciso subito che, mediamente e generalmente, i dischi che costano poco
non valgono nulla e vi dovrebbero in realtà pagare solo per la
noia che il loro ascolto può procurarvi. Esistono però delle
eccezioni, sono numerose e di esse parlerò. Seconda precisazione:
l'ascolto di un CD rappresenta solo una parte del piacere. Volete mettere
il gusto della scoperta di un capolavoro inaspettato, sconosciuto a tutti
i vostri amici? E la soddisfazione di dirlo in giro, cosa che mi stò
accingendo a fare? Terza precisazione: quando un disco costa così
poco all'autore non arriva neanche un centesimo. Non è bello, ma
è comunque rispettoso dell'artista. Nel prosieguo infatti parlerò
spesso di musicisti morti e sepolti che dei soldi non saprebbero cosa
farne ma forse gradiscono essere ricordati per i loro meriti artistici.
Vi sembra bello o rispettoso, invece, vendere a prezzo pieno le opere
di chi è morto da 20 o 30 anni? Quarta ed ultima premessa: non
procederò per genere musicale o per artista, bensì per casa
discografica o per negozio.
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In questa prima puntata l'etichetta è praticamente sconosciuta.
Sulle copertine trovo scritto "by SAAR srl - Manufactered by Promo Sound
AG" e pertanto mi sembrerebbe un'iniziativa italiana (l'unica parola italiana
essendo srl). Il nome di chi c'è dietro non lo conosco, ma deve
trattarsi di un genio e di un benefattore. L'idea di partenza è
questa: passati 50 anni dalla data di prima pubblicazione, una incisione
non è più protetta dal copyright. Chiunque può legalmente
riprodurla e rivenderla. Questo è quello che ho capito, ma potrei
sbagliarmi. Il primo singolo di Elvis Presley uscì nell'estate
del '54, quindi a tutt'oggi il rock è ancora prigioniero del copuright,
ma fra qualche mese non lo sarà più. Per il momento accontentiamoci
di scoprire i nobilissimi anni '20, '30 e '40. In quell'epoca jazz e musica
commerciale erano vicini ed affini, pertanto il nome della serie, come
potete notare dalle copertine qui riprodotte, è "Jazz forever".
Non aspettatevi lunghi e soporiferi assoli di contrabbasso, però,
non ne troverete nemmeno mezzo! Pochissimi brani raggiungono i 4 minuti,
molti sono quelli cantati, di quelli che cantereste anche voi sotto la
doccia. Le differenze stilistiche con quello che siamo abituati ad ascoltare
nel terzo millennio sono pesanti, pertanto si tratta in definitiva di
musica per poche orecchie musicalmente educate, ma questa non è
colpa mia. L' intera serie è stata rimasterizzata in digitale,
quindi non vi è traccia del fruscio di fondo dei 78 giri originali.
Le incisioni predatano comunque la comparsa dell'alta fedeltà,
ed a questo non era possibile porvi rimedio. In ogni caso quando gli acquirenti
dell'epoca si portavano a casa i rispettivi 78 giri non credo che ascoltassero
più di quanto possiamo fare noi da questi pratici CD.
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E' vero che questa musica è stata già pubblicata infinite
volte ed in infinite forme. Noto però dei drastici miglioramenti.
Tipicamente le raccolte prima pubblicate o erano limitate ad una sola
etichetta, quindi non potevano coprire l'intera carriera di un artista,
oppure portavano il titolo "the Best of" ma dentro potevano contenere
il peggio del peggio. In questo caso, invece, ci deve essere dietro qualcuno
veramente competente e sulle selezioni operate c'è poco da ridire.
(Una compilation è come la formazione della nazionale di calcio,
qualcosa da ridire ci sarà sempre). Nel presente caso abbiamo le
migliori incisioni di studio originali, niente scarti nè brani
dal vivo. L'unico limite è temporale: di molti artisti viene presentata
solo la parte iniziale della produzione, per i motivi già detti.
Per quel che riguarda la veste grafica eravamo abituati a pacchiani fotomontaggi
o a disegni indecenti. Qui invece l'aspetto è minimalista ma rispettoso
del buon gusto. All'interno di ogni raccolta è possibile trovare
una fotografia ingrandita dell'artista. Infine, cosa davvero fondamentale,
per ogni singolo brano vengono riportati: luogo e data di registrazione,
nome e strumento di tutti i musicisti coinvolti. La durata media di ogni
raccolta è di circa 50 minuti. Il prezzo varia a seconda del rivenditore.
Per il momento il prezzo più conveniente che ho trovato è
di 2,99 euro (precisamente da questo
negozio) + le spese di spedizione (da 2 a 5 euro circa). Non sono
regalati, se si trovano in giro è segno che sia chi li produce
che chi li vende ci fanno il loro (legittimo) guadagno.
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