KRANKY RECORDS
Psichedelicatessen from Chicago

Nessuna label al pari della Kranky di Chicago può rivendicare un ruolo di assoluta centralità nello sviluppo di quella arzigogolata galassia di suoni che, per odiosissima prassi, si suole archiviare nel gran calderone del "post-rock".
E, per meglio circoscrivere i confini che delimitano, almeno nelle sue linee di fondo, quello stile inconfondibile che, in pochissimo tempo, è assurto a simbolo del cosiddetto "suono Kranky", diremo che tale comun denominatore riunisce quelle correnti di matrice psichedelica -di una psichedelia prevalentemente eterea e spaziale- che pescano in ugual modo dal kraut come dalla tradizione acustica folk e cantautorale, dall’elettronica come dal rock chitarristico, dalla musica per aeroporti di Brian Eno come dai ritmi della catena di montaggio dei Throbbing Gristle.

La scintilla che fece divampare l’incendio fu uno strano 7" degli allora sconosciutissimi Labradford: era la primavera del 1993 e quell’oggettino che spuntava dalle cataste di demo negli uffici di Joel Leoschke e Bruce Adams alla Cargo Distributions di Chicago ebbe il merito di dischiudere ai due le porte di un suono del tutto nuovo e di dare la spinta decisiva ai loro sogni ricorrenti di fondare un’etichetta propria.
La Kranky (da "cranky" sgangherato) nacque così, un pò per noia e un pò per scommessa, ed allo stesso modo, nel novembre di quell’anno, negli scaffali dei negozi specializzati fece la sua comparsa la prima uscita ufficiale della label.

"Prazision", album di debutto dei Labradford, è ancora oggi musica per palati forti.
Lontano dalle fragili e melanconiche tessiture armoniche che ne avrebbero caratterizzato i capitoli successivi, il disco esibisce una serie di contrappunti di stampo isolazionista fra chitarra e sintetizzatore fedeli alla tradizione dei corrieri cosmici tedeschi e dei loro più recenti emuli in Terra d’Albione (Spacemen 3, Main).

L’arruolamento di nuove bands ebbe una curiosa appendice in Nuova Zelanda, dove gli emissari della Kranky, giunti per ottenere dai disciolti Dadamah la licenza per la ristampa in CD del loro materiale pregresso, riuscirono ad assicurarsi le prestazioni di Roy Montgomery, Dissolve e Flies Inside The Sun, contribuendo in maniera non indifferente alla conoscenza e allo sviluppo di quella ristretta ma battagliera scena.

Il 1994 iniziò alla grande con la pubblicazione con un altro dei pezzi da novanta del catalogo Kranky: l’omonimo debutto dei Jessamine (gli irriducibili ne inseguano l’edizione in vinile verde-trasparente per lo splendido packaging e l’effetto psichedelico che crea la conformazione dei solchi quando il disco gira sul piatto) rimane forse la loro produzione migliore, nel suo esaltante mix di Pink Floyd, Silver Apples, Stereolab, Spacemen 3 e chissà che altro ancora.

Con la successiva pubblicazione degli album di debutto di Dissolve, Bovery Electric, Roy Montgomery e Magnog, nonchè delle conferme di Labradford e Jessamine (furono questi ultimi due gruppi senza dubbio a dare maggior lustro alla label nei primi anni) il nome Kranky divenne in breve un punto cardinale nel firmamento dei suoni "avanti" e dei loro accorati sostenitori.

Nonostante l’intensificarsi della produzione è facile riconoscere all’etichetta uno spirito strettamente indipendente, spirito che si riflette nella orgogliosa estraneità alle mode ed alle vanità del music businness, nell’intervento diretto in tutte le fasi della produzione e distribuzione delle proprie uscite, nella costante perlustrazione del sottobosco alla ricerca di nuovi frutti da portare a maturazione: obiettivo dichiarato della Kranky è produrre musica senza tempo e buona parte delle sue uscite va senz’altro in questa direzione.

E "musica senza tempo" è un termine che calza sicuramente a pennello per il terzo grande fiore all’occhiello di casa Kranky, i canadesi Godspeed You Black Emperor!, il cui debutto del 1998 dall’indecifrabile titolo F#a#oo, dopo una prima uscita in limitatissima stampa vinilitica per la minuscola Constellation, viene ristampato in cd in edizione riveduta e corretta.
E’ certamente musica per ampie distese, sia fisiche che mentali, quella dei GYBE!, un ensemble assolutamente atipico a partire dalla formazione e strumentazione (almeno una decina di elementi!) per arrivare all’originalità di nome e titoli: è un pò come se Morricone e Badalamenti si sfidassero a duello in un deserto rovente con in sottofondo Atom Heart Mother alternato a un pò di sano Kraut...come sempre in questi casi si fa prima ad ascoltare.

Nello stesso anno viene raggiunto un accordo con la Southern per la distribuzione esclusiva in Europa e UK del catalogo Kranky e, ciliegina sulla torta, ecco la "Kompilation", ovvero 74 imperdibili minuti di musica per il mercato europeo con un ampio ed esaudiente panorama dei prodotti della casa.
Anche il 2000 ha visto in piena attività la label di Chicago, in primo piano l’esordio dei Fontanelle, il progetto nato dalle ceneri dei Jessamine, e, recentissimo, il nuovo mastodontico lavoro dei GYBE!. Rimanete sintonizzati.

Per saperne di più:
http://brainwashed.com/kranky/

http://www.southern.com/southern/label/KRK/

Distribuzione italiana: Wide Records-Pisa - www.widerecords.com

Gli artisti Kranky: Amp, Jessica Bailiff, Bowery Electric, Dadamah, Dissolve, Doldrums, Flies Inside The Sun, Godspeed You Black Emperor!, Jessamine, Labradford, Low, Magnog, Roy Montgomery, Philosopher’s Stone, James Plotkin, The Spiny Anteaters, Mark Spybey, Stars Of The Lid, Windy & Carl.


di Marco Tagliabue, tratto dalla rivista Late For The Sky, n. 50, gennaio 2001


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