APPLE PIES - Intervista
The Beatles get back : ritorno ai suoni degli anni ‘60 con gli Apple Pies.

Dal 31 Maggio al 9 Giugno 2002 si è tenuta a Ferrara la IX edizione del "Rockafe" (www.rockafe.it), un concorso per giovani gruppi musicali che ogni anno mette in palio il premio "Paolo Laccetti" per il miglior brano inedito (assegnato da una giuria di esperti) e un premio speciale per il miglior gruppo (assegnato dal pubblico). Buona musica, nuovi talenti, divertimento, senza però dimenticare la solidarietà: quest’anno gli utili della manifestazione, infatti, sono stati devoluti alla Comunità "Papa Giovanni XXIII", e verranno destinati alla realizzazione di una struttura per l’accoglienza residenziale di persone tossicodipendenti ed alcoliste.

Nella serata di Sabato 1° Giugno, davanti ad un pubblico numeroso e quanto mai coinvolto si sono esibiti (come "ospiti speciali") gli Apple Pies, tribute band beatlesiana di Roma. Antonello Ripepi/John, Emanuele Angeletti/Paul, Stefano Panzieri/George e Luca Biagini/Ringo hanno parlato con noi prima del concerto.

Cominciamo dal vostro nome...

(Emanuele/Paul): Diciamo che "apple" e "pie" sono due parole che ricorrono spesso nella storia dei Beatles: la loro casa discografica Apple Ltd., la canzone Honey Pie, l’album di McCartney Flaming Pie per citare alcuni esempi.

A proposito di album, quali, tra quelli dei Beatles, sono i vostri preferiti ?

(Stefano/George): Gli album della svolta, Rubber Soul e Revolver.
(Antonello/John): Revolver, A Hard Day’s Night, Sgt. Pepper...è troppo difficile decidere. In una scala da uno a dieci, tutti si aggirerebbero tra il 9,5 e il 10 !
(Emanuele/Paul): Direi Abbey Road e Sgt. Pepper.
(Luca/Ringo): Sono d’accordo con Stefano e Antonello, Revolver è un album fondamentale.

Una piccola curiosità: tecnicamente parlando, meglio Ringo o Pete Best ?

(Luca/Ringo): Decisamente Ringo. Non è solo una mia opinione: la maggior parte dei batteristi vede in Ringo una sorta di maestro. E’ stato in grado di adattare ad ogni canzone un pattern di batteria sempre originale, basti pensare a quello di Come Together.

Qual è la canzone che più vi piace suonare dal vivo ?

(Stefano/George): Nessuno ce l’aveva mai chiesto, è una domanda interessante: mi entusiasma Help.

Help è un masterpiece, ma la vostra scaletta, oltre, appunto, a tutti i più grandi successi, comprende anche qualche rarità...

Già, ci piace "ripescare" brani meno conosciuti (If I Fell, In My Life, Please Mr.Postman, brani tratti dalla raccolta Live at the BBC per fare alcuni esempi), per la gioia degli intenditori e anche per rendere più originale la nostra esibizione:

A questo contribuisce anche il fatto che indossiate abiti tipici dei Beatles e utilizziate gli stessi strumenti ...

Esatto. In molti si fermano davanti al palco per osservare incuriositi gli amplificatori Vox, il basso Hofner, la Gretsch Country Classic del ‘62, la Ludwig del ‘66... siamo una specie di museo ! D’altronde anche gli strumenti fanno parte della leggenda dei Beatles.

Con quale atteggiamento, appunto, vi rapportate alla "leggenda" e ne riproponete la musica ?

(Antonello/John): Cerchiamo di ottenere un sound che sia il più simile possibile all’originale. A mio avviso, reinterpretare brani altrui ha senso solo nel caso in cui a farlo sia qualche artista particolarmente famoso.

Il pubblico, molto eterogeneo, sembra apprezzare notevolmente il vostro sound: cosa volete trasmettere a chi vi ascolta ?

Entusiasmo, adrenalina, l’atmosfera di un’epoca.

Non avete realizzato alcun cd: perchè questa scelta ?

In molti ci hanno chiesto se fosse disponibile un nostro cd, e noi ogni volta abbiamo risposto che se gli piaceva ciò che suonavamo avrebbero dovuto comprarsi "1". Se incidessimo qualcosa ci sembrerebbe di speculare ulteriormente sui Beatles.

E’ ammirevole l’onestà e l’umiltà con cui questo gruppo, formato da musicisti autodidatti, contando solo sulle proprie capacità, è giunto al successo. Pienamente meritato.

Per informazioni sulle numerose partecipazioni televisive e i concerti, www.applepies.it

Arianna Cantoni


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