guida agli album di

JOHN COLTRANE

seconda parte


Miles
- Cookin' - Relaxin' - Workin' - Steamin' - Miles Davis & the Modern Jazz Giants - 'Round About Midnight - Milestones - Miles & Coltrane - Miles Davis at Newport 1958 - Jazz at the Plaza - Kind of Blue - Someday My Prince Will Come - Circle in the Round - Tenor Madness - All Mornin' Long - Soul Junction - High Pressure - Dig It!

Album di Miles Davis per la Prestige
Lo stile musicale del Coltrane del primo periodo, fino al 1958 compreso, è l'hard-bop. In altre parole, se provate antipatia per il jazz puro e semplice, fate meglio ad attendere la quinta parte di questo articolo. Hard-bop è una etichetta di comodo ed io non sono la persona idonea per definirlo, nè questa è la sede. Naturalmente ci sono diverse sfumature fra disco e disco; io mi concentrerò su queste.
Coetaneo di Coltrane, Miles Davis era divenuto famoso molti anni prima, per aver suonato con Parker e per aver esordito da leader sin dalla fine degli anni '40. Quando queste cose accadevano Davis era in realtà piuttosto acerbo, non avendo ancora trovato il suo stile. Lo stile lo mise a punto nel mezzo degli anni '50, quando si liberò dalla dipendenza dall'eroina e si pose all'attenzione di tutti. Siamo così arrivati al 1955, anno in cui fu pronto a formare il suo primo quintetto stabile. La formazione diventerà quella più canonica in ambito jazz: tromba, sax tenore, piano, contrabbasso e batteria. Quest'ultima era affidata a Philly Joe Jones che, come dice il soprannome, era di Philadelphia. Fu egli a raccomandare a Davis il concittadino Coltrane. Davis non nascose che avrebbe preferito Sonny Rollins, col quale aveva già suonato dal '51, ma la cosa non andò in porto. Ripiegò dunque sullo sconosciuto Coltrane. Nella storia questo rimarrà come uno dei tanti casi in cui Davis si rivelò uno scopritore di talenti.
Forte della fama recentemente raggiunta, Davis aveva firmato un contratto con la major Columbia. La precedente casa discografica (Prestige) fece valere il suo vecchio contratto, per onorare il quale mancavano ancora diversi long playing. Davis registrò per l'una e per l'altra, ma con modi e risultati diversi. L'unico disco del quintetto per la Columbia è più studiato negli arrangiamenti. Il brano che dà il titolo al disco ('Round Midnight) è un rifacimento di una canzone di Monk. Si tratta di un frammento di musica perfetta. Se c'è un disco che val la pena di acquistare per una sola canzone, si tratta di questo. Il brano si regge sui due assoli dei fiati. L'assolo di Davis è rarefatto, lirico, commovente. Quello di Coltrane è denso e grintoso. Gran parte della musica del quintetto si basa su questo contrasto, e questo primo esempio ne è il manifesto.
Il primo disco per la Prestige è riportato sotto due diversi titoli: "Miles" oppure "The New Miles Davis Quintet". Si tratta di un'opera minore. La storia dei restanti quattro è singolare e in parte avvolta nel mistero. Secondo alcuni furono registrati tutti nella stessa seduta d'incisione, ma nella versione ufficiale le sedute sono due, a distanza di qualche mese. Stilisticamente non si avverte differenza fra le due date. Nessun pezzo fu suonato due volte! Tutto è dal vivo al primo tentativo. Il quintetto suonò i brani del proprio repertorio, escludendo quelli nuovi già incisi per la Columbia. Si tratta principalmente di cover. Rispetto a "Round Midnight" si avverte che il mestiere sopperisce alla cura per gli arrangiamenti. L'andamento è rilassato, tanto da far pensare che tutto tenda ad allungare i brani e quindi a completare quanti più long-playing possibili col minimo sforzo. Molto spazio è lasciato agli assoli di piano o di contrabbasso e questo può facilmente creare un senso di noia. I quattro dischi furono rilasciati lentamente, con una discreta distanza temporale fra l'uno e l'altro. Sin da quando fu stampato il primo la critica li ha incensati ed oggi sono ritenuti dei dischi da avere in qualsiasi discoteca jazz che si rispetti. Per questo motivo essi sono anche stati analizzati a fondo. I critici sottolineano il perfetto amalgama dei musicisti e l'atmosfera raffinata. Il trucco, tipico di Davis, è quello di sottrarre più che aggiungere. La sua è una musica di sottintesi, di pause di grande effetto. Altra cosa che gli esperti ammirano è la duttilità della sezione ritmica, la quale accompagna in maniera diversa gli assoli di Davis da quelli di Coltrane, per meglio raggiungere la fusione del suono. Io ho già detto una volta di non essere uno studioso ma un semplice consumatore. Il mio giudizio è che ci sono un sacco di assoli notevoli, ma che fondamentalmente si tratta di ottima musica di sottofondo.
Il disco per la Columbia sembra più datato perchè cercava di dire qualcosa di nuovo. I dischi fatti per la Prestige andavano sul sicuro, pertanto sembrano senza tempo. Distinguere qualitativamente fra un disco e l'altro è impossibile perchè si tratta in pratica di un'opera unica acquistabile in piccole dosi. La mia lista delle preferenze vede in cima Relaxin' ed a seguire Workin', Steamin' e Cookin', nell'ordine. Non so dirvene però il motivo in quanto questi dischi mi capita sempre di metterli di sottofondo e non li ho mai analizzati.

MILES (The New Miles Davis Quintet)

1. Just Squeeze Me (Ellington-Gaines)
2.
Is No Greater Love (Symes-Jones)
3.
How Am I to Know? (King-Parker)
4.
S'posin (Razaf-Denniken)
5.
The Theme (Davis)
6.
Stablemates (Golson)

16 novembre 1955
con: Miles Davis, John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones

COOKIN'

1. My Funny Valentine (Rodgers-Hart)
2. Blues by Five (Davis)
3. Airegin (Rollins)
4. Tune Up (Davis)
5. When Lights Are Low (Carter)

26 ottobre 1956
con: Miles Davis, John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones

RELAXIN'

1. If I Were a Bell (Loesser)
2. You're My Everything (Dixon-Young-Warren)
3. I Could Write a Book (Rodgers-Hart)
4. Oleo (Rollins)
5. It Could Happen to You (Burke-Van Heusen)
6.
Woody'n You (Gillespie)

11 maggio (5,6) e 26 ottobre 1956 (1-4)
con: Miles Davis, John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones

WORKIN' WITH

1. It Never Entered My Mind (Rodgers-Hart)
2.
Four (Davis)
3.
In Your Own Sweet Way (Brubeck)
4.
The Theme, I (Davis)
5.
Trane's Blues (Coltrane)
6.
Ahmad's Blues (Jamal)
7.
Half Nelson (Davis)
8.
The Theme, II (Davis)

11 maggio (2-4,8) e 26 ottobre 1956 (5-7)
con: Miles Davis, John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones

STEAMIN' WITH

1. Surrey with the Fringe on Top (Rodgers-Hammerstein)
2.
Salt Peanuts (Gillespie-Clark)
3.
Something I Dreamed Last Night (Yellen-Magidson-Fain)
4.
Diane (Rappee-Pollack)
5.
Well, You Needn't (Monk)
6.
When I Fall in Love (Young-Heyman)

11 maggio (1,2,4,6) e 26 ottobre 1956 (5)
con: Miles Davis, John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones

MILES DAVIS & THE MODERN JAZZ GIANTS

[Original Jazz Classics OJC CD 347-2]
Coltrane appare in un solo brano, che è una versione alternativa di 'Round Midnight.

The Complete Prestige Recordings (1951-1956)[Prestige 8PCD 12-2]
Cofanetto di 8 CD; Coltrane compare negli ultimi 3. Come dice il nome contiene tutti i dischi precedenti.


Album di Miles Davis per la Columbia
Del primo disco ne ho già parlato ad inizio pagina, in quanto contemporaneo alle registrazioni per la Prestige. Altri due brani, fra i primissimi incisi da Coltrane con Davis, sono stati inseriti in appendice a un disco del '58 (Miles & Coltrane), tanto per complicare le cose. La permanenza di Coltrane nel quintetto durò circa un anno. Fra la fine del '56 e l'inizio del '58 i rapporti fra lui ed il leader degenerarono. La causa era la tossicodipendenza di Coltrane, cui Davis era fermamente contrario. Nel '57 Coltrane passò alle dipendenze di Thelonious Monk (ne parlerò fra due puntate), mentre Davis si dedicò alla collaborazione con Gil Evans ed alla colonna sonora de "L'Ascensore per il Patibolo". Nel '58 tornarono, più maturi, assieme, a formare un sestetto, perchè questa volta c'era anche un altosassofonista di scuola parkeriana. Il suo nome era Julian Adderley, ma veniva chiamato Cannonball. Non sempre è facile distinguere su disco gli assoli dei due sassofonisti, e questo testimonia le elevate capacità tecniche di entrambi. Di questa formazione abbiamo due dischi in studio. Il primo, Milestones, contiene brani tecnicamente complessi e manca, a tratti, di comunicativa. La composizione che da cui l'opera prende il titolo è una delle più famose e suonate di Davis. E' più vicino alla realtà dire che è stato il brano a prendere il nome dal disco. Infatti il nome giusto sarebbe "Miles", ma tutti la conoscono come "Milestones". La versione originale, cioè questa, è anche la più bella che io abbia ascoltato finora. Il momento culminante del disco è però un altro: la sequenza di assoli su "Straight, No Chaser": vale da sola il prezzo che pagate. Da imparare a memoria. Il disco successivo, "Kind of Blue", non richiedeva invece grandi abilità tecniche, ma una eccezionale creatività melodica. I singoli componenti del sestetto possiedevano entrambe le cose, pertanto ne venne fuori un capolavoro. Si tratta al contempo del punto di arrivo della ricerca compiuta nei dischi precedenti e del nuovo punto di partenza per entrambe le carriere di Davis e Coltrane. Esso è anche l'ultimo disco inciso dal sestetto. Riassumendo: "Kind of Blue" è uno dei dischi più influenti ed importanti del secolo scorso. Essendo anche uno dei più famosi e comprati è inutile parlarne oltre. In mezzo ai due dischi in studio ci sono le registrazioni dal vivo al festival di Newport del '58. La formazione è quella di "Kind of Blue", ma il repertorio è quello dei due dischi precedenti, cui assomiglia. La qualità sonora lascia a desiderare e la musica in sè stessa è spigolosa, di difficile ascolto. Una volta capito è un gran disco, ma non strettamente indispensabile. Rispetto ai dischi in studio Coltrane si prende più spazio e più rischi. Il fatto che egli sia designato come co-titolare (nella edizione più diffusa) sottolinea la grande forma in cui si trovava quel giorno. Dello stesso anno esiste un altro live ufficiale (Jazz at the Plaza). Se non ne parla nessuno un motivo ci sarà...
Nel 1960 Coltrane, pur essendo in procinto di intraprendere una propria carriera, fu trascinato da Davis nel suo tour in Europa. Esistono registrazioni che io, per mia comodità, considero bootleg anche se (forse) non lo sono. Uso la parola "comodità" perchè ho deciso di trascurare i bootlegs! Quando Davis tornò in studio col suo nuovo quintetto, nel 1961, al posto di Coltrane, ormai affermatosi in proprio, c'era Hank Mobley. Il vecchio tenorista fu però richiamato per arrichire il disco, dal titolo "Some Day My Prince Will Come", con due assoli molto caratteristici, fra i suoi più riusciti. Il resto del disco, meno sperimentale dei precedenti, è molto piacevole da ascoltare.

'ROUND ABOUT MIDNIGHT

1. 'Round Midnight (Hanighen-Williams-Monk)
2.
Ah-Leu-Cha (Parker)
3.
All of You (Porter)
4.
Bye Bye Blackbird (Dixon-Henderson)
5.
Tadd's Delight (Dameron)
6.
Dear Old Stockholm (Getz)

27 ottobre 1955 (2), 5 giugno (4-6) e 10 settembre 1956 (1,3)
con: Miles Davis, John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones

MILESTONES

1. Dr. Jekyll (McLean)
2.
Sid's Ahead (Davis)
3.
Two Bass Hit (Lewis-Gillespie)
4.
Miles (Davis)
5.
Billy Boy (Public Domain)
6.
Straight, No Chaser (Monk)

4 febbraio e 4 marzo 1958
con: Miles Davis, Julian Cannonball Adderley, John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones

MILES & COLTRANE

1. Ah-Leu-Cha (Parker)
2.
Straight, No Chaser (Monk)
3.
Fran-Dance (Davis)
4.
Two Bass Hit (Lewis-Gillespie)
5.
Bye Bye Blackbird (Dixon-Henderson)
6.
Little Melonae (McLean)
7.
Budo (Davis)

27 ottobre 1955 (6-7) e 4 luglio 1958 (live) (1-5)
con: Miles Davis, Julian Cannonball Adderley (1-5), John Coltrane, Red Garland (6-7), Paul Chambers, Philly Joe Jones (6-7), Bill Evans (1-5), Jimmy Cobb (1-5)

MILES DAVIS AT NEWPORT 1958

1. Introduction (Connover)
2.
Ah-Leu-Cha (Parker)
3.
Straight, No Chaser (Monk)
4.
Fran-Dance (Davis)
5.
Two Bass Hit (Lewis-Gillespie)
6.
Bye Bye Blackbird (Dixon-Henderson)
7.
The Theme (Davis)

4 luglio 1958 (live)
con: Miles Davis, Julian Cannonball Adderley , John Coltrane, Paul Chambers, Bill Evans, Jimmy Cobb
Si tratta dello stesso disco precedente, con due brani in più, tratti dallo stesso concerto, ma senza i brani in studio. Esiste anche una pubblicazione che comprende questo stesso disco abbinato ad un disco dal vivo di Monk, registrato sempre al festival di Newport ma nel 1963.

JAZZ AT THE PLAZA VOL. 1

1. Jazz at the Plaza (...)
2.
My Funny Valentine (Rodgers-Hart)
3.
If I Were a Bell (Loesser)
4.
Oleo (Rollins)

aprile (settembre?) 1958 (live)
con: Miles Davis, Julian Cannonball Adderley, John Coltrane, Bill Evans, Paul Chambers, Philly Joe Jones

KIND OF BLUE

1. So What (Davis)
2.
Freddie Freeloader (Davis)
3.
Blue in Green (Davis)
4.
All Blues (Davis)
5.
Flamenco Sketches (Davis)

2 marzo (1-3) e 22 aprile (4,5) 1959
con: Miles Davis, Julian Cannonball Adderley (1-2,4-5), John Coltrane, Wynton Kelly (2), Bill Evans (1,3-5), Paul Chambers, Jimmy Cobb

SOMEDAY MY PRINCE WILL COME

1. Someday My Prince Will Come (Churchill-Morey)
2.
Old Folks (Hill-Robison)
3.
Pfrancing (Davis)
4.
Drag-Dog (Davis)
5.
Teo (Davis)
6.
I Thought About You (Mercer-Van Heusen)

7 (...), 20 (1) e 21 (5) marzo 1961
con: Miles Davis, John Coltrane (1,5), Hank Mobley, Wynton Kelly, Paul Chambers, Jimmy Cobb, Philly Joe Jones

CIRCLE IN THE ROUND

[Columbia 467898]
Si tratta di un doppio long-playing (poi accorciato in un unico CD) di materiale inedito. In termini più crudi: brani così deboli da non aver trovato spazio in nessun album. Solo pochi pezzi vedono la presenza di Coltrane.

The Complete Columbia Recordings: Miles Davis With John Coltrane, 1955-1961[Sony 65833]
Come dice il titolo, in questo cofanetto di 8 CD sono compresi tutti i dischi precedenti, più gli scarti della lavorazione (18 inediti).


Album di Sonny Rollins (per la Prestige)
Torniamo indietro al 1956. Sull'onda del successo del quintetto di Davis, la sua sezione ritmica diventa la più quotata sulla scena. Essa viene ingaggiata in blocco dal tenorista Sonny Rollins (allora emergente) per questa unica seduta di incisione. Pare che Coltrane passasse per lo studio e fu invitato a contribuire. Egli duetta nel solo brano iniziale. All'epoca anzichè di duetto si parlava di battaglia. Si tratta di una tradizione antica quanto il jazz, ma già in disuso negli anni '50. Nelle antiche battaglie due orchestre o due solisti si alternavano davanti ad un pubblico che, per acclamazione, decretava il vincitore. La cosa più importante era stabilire chi fosse il migliore della città, o del mondo, a seconda delle circostanze. Quando la battaglia, come nel caso in questione, avveniva in studio, anzichè essere cruenta tendeva al nostalgico. Prima l'assolo lo fa uno, poi l'altro e via discorrendo. Quando tutti i musicisti hanno avuto modo di sviluppare il proprio assolo inizia il procedimento di domanda e risposta fra i due sassofonisti, ad libitum. Se avete ascoltato tutti i dischi precedenti, in cui la struttura dei brani è sempre la stessa (esposizione del tema - assoli dei fiati - piano - contrabbasso), finalmente troverete qualcosina di diverso. Il disco ed il brano "tenor Madness" sono di una certa importanza per gli appassionati di Rollins, meno per quelli di Coltrane; in realtà dubito che esista qualcuno che apprezzi uno solo dei musicisti e non entrambi.

. TENOR MADNESS

1. Tenor Madness (Rollins)
2.
When Your Lover Has Gone (Swan)
3.
Paul's Pal (Rollins)
4.
My Reverie (Clinton)
5.
The Most Beautiful Girl In The World (Rodgers-Hart)

24 maggio 1956
con: Sonny Rollins, John Coltrane (1), Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones


Album di Red Garland (per la Prestige)

I singoli membri del quintetto di Davis firmarono a loro volta contratti per la Prestige. Pare fu Red Garland, il pianista, a procurare il contratto a Coltrane. Lo troveremo, nella terza parte, come ospite quasi fisso di tanti dei primi dischi di Coltrane da solista. Per ricambiare il favore, Coltrane partecipò a due sedute in studio dell'amico, e ne son venuti fuori ben quattro dischi, per il noto principio del raschiamento del barile. In tutti questi dischi (di Garland e di Coltrane) la formazione più ricorrente è quella solita del quintetto. Al posto di Davis c'è la tromba di Donald Byrd. Sicuramente meno originale, ma altrettanto dotato tecnicamente. E' un solista di grande comunicativa che vale la pena di scoprire se non lo si conosce già. Il suo è un be-bop poco o nulla innovativo ma comunque di alto livello. Per quel che riguarda le sedute di registrazione, a volte mi chiedo se era deciso in partenza chi fosse il titolare e chi i sideman o se i ruoli fossero ripartiti equanimamente a posteriori. Qui sotto ci sono quelli attribuiti a Garland, mentre quelli attribuiti a Coltrane li ho inseriti nella prossima puntata. La differenza è che qui gli assoli di pianoforte durano dieci minuti l'uno, giusto per allungare il brodo. Garland fu lanciato da Davis ed ha avuto una lunga ma trascurabile carriera, pur non essendo privo di qualità (aveva un bel tocco). Il suo stile è contemporaneamente rilassato ed intrigante. La lievissima differenza fra le sue performance con Davis e quelle da solista è che nelle seconde tende verso una musica di più facile presa. Non ho ascoltato nessuno dei suoi dischi in trio (voglio dire con la sola sezione ritmica) e non ho nessun bisogno di aquistarne. Potete infatti controllare che, solo su questa pagina, compare in circa 15 album. I suoi assoli sono piacevoli, ma troppo, troppo diluiti. E' vero che Garland è capace di suonare 30 giri di blues uno diverso dall'altro, ma è proprio questo tipo di melina che irrita. Non ha null'altro da dire che: "Adesso stabilisco il primato dell'assolo più lungo". Questo non significa assolutamente che i seguenti dischi siano brutti, perchè sono quanto meno salvati dagli assoli dei due fiati. Anche il pianismo di Garland ha il suo fascino (avete presente l'intervallo della RAI in bianco e nero?). Devo ancora dire cosa c'è in questi quattro dischi. Si tratta semplicemente di lunghe jam-sessions basate principalmente sul blues. E' probabile che piacciano anche a chi è digiuno di jazz (dando per scontato che il blues piaccia a tutti). Sono tenuto ad avvisare che l'ultimo, "Dig It", rasenta la truffa. Pur arricchito da scarti, ritagli ed i soliti allungamenti di brodo, a stento dura 30 minuti. Se proprio lo dovete prendere, compratelo per ultimo.

ALL MORNIN' LONG

1. All Mornin' Long (Garland)
2.
They Can't Take That Away from Me (Gershwin-Gershwin)
3.
Our Delight (Dameron)

15 novembre 1957
con: John Coltrane, Donald Byrd, Red Garland, George Joyner, Art Taylor

SOUL JUNCTION

1. Soul Junction (Garland)
2.
Woody 'N You (Gillespie)
3.
Birk's Works (Gillespie)
4.
I've Got It Bad (And That Ain't Good) (Ellington-Webster)
5.
Hallelujah (Youmans)

15 novembre 1957
con: John Coltrane, Donald Byrd, Red Garland, George Joyner, Art Taylor

HIGH PRESSURE

1. Undecided (Robin-Shavers)
2.
What Is There to Say? (Duke-Harburg)
3.
Solitude (...)
4.
Two Bass Hit (Gillespie-Lewis)
5.
Soft Winds (Goodman-Henderson)

15 novembre (1-2) e 13 dicembre (3-5) 1957
con: John Coltrane, Donald Byrd, Red Garland, George Joyner, Art Taylor

DIG IT!

1. Billie's Bounce (Parker)
2.
Crazy Rhythm (Meyer-Kahn)
3.
C.T.A. (Heath)
4.
Lazy Mae (Garland)

22 marzo (3) e 13 dicembre (1,4) 1957; 2 febbraio 1958 (2)
con: John Coltrane (1,3,4), Donald Byrd (1,3,4), Red Garland, George Joyner (1,3,4), Art Taylor, Paul Chambers (2)
La stessa versione di C.T.A. è anche presente sull'album "Interplay for 2 Trumpets and 2 Tenors" di John Coltrane.


Giuseppe Balacco


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