guida agli album di

John Coltrane


ottava parte

The John Coltrane Quartet Plays - Dear Old Stockholm - Transition - Living Space - Ascension - New Thing At Newport - Sun Ship - First Meditations - Live In Seattle - Om - Kulu Se Mama - Meditations - Live At The Village Vanguard Again! - Live In Japan - Stellar Regions - Expression - Interstellar Space - The Olatunjii Concert

Album per la Impulse 1965-1967

La vicenda musicale che sono andato raccontando nelle precedenti puntate prende una svolta radicale nel corso dell'anno 1965, un periodo breve quanto ricco di avvenimenti. Con una serie di tappe numerose e ravvicinate, Coltrane abbraccia la "New Thing", ossia il movimento artistico e culturale dei neri americani negli anni '60. In questo anno intensissimo Coltrane è completamente assorbito dalla musica. Compone moltissimo ed in maniera nuova, lasciando sempre più spazio all'improvvisazione. Le nuove composizioni hanno a che fare con la fede, la numerologia, le scienze orientali. Da un normale ascolto nulla di ciò appare, piuttosto la dedizione totale all'arte, l'estrema convinzione in quello che si suona.

Discograficamente possiamo distinguere fra gli album in quartetto e quelli per formazioni allargate. I primi costituiscono la naturale evoluzione di quanto fatto fino a "A Love Supreme". La differenza è che dopo quell'opera manca il messaggio forte, aumentano i dubbi. Tutte la incisioni sembrano prove in vista di un qualcosa che deve ancora venire, esperimenti in studio di registrazione non necessariamente finalizzati alla pubblicazione. Difatti buona parte sono pubblicazioni postume. Il primo album viene comunemente chiamato "Plays" perchè il titolo stampato sulla copertina è troppo lungo. Per la prima volta appare in studio la veemenza fino ad allora manifestata nei concerti dal vivo. In occasione della successiva seduta di registrazione Elvin Jones si trovava in carcere per droga (una cosa che gli accadeva a ripetizione) ed al suo posto figura Roy Haynes. Piccolo di statura ma grande musicista. La sua carriera lunghissima parte negli anni '40 ed attraversa tantissimi stili (credo sia ancora vivo ed attivo). Stupisce come, pur proveniendo da una generazione precedente, suoni tanto bene nello stile di Jones, non facendone sentire la mancanza. A vantaggio di Elvin bisogna aggiungere che anche la sua versatilità è eccezionale: lo si può constatare nei dischi in cui presta i suoi servigi di session-man. Parlando dell'album, "Dear Old Stockholm", esso è uno dei più godibili a nome Coltrane, specie per quel che riguarda i momenti lirici e rilassati.

"Transition", anch'esso una compilation postuma, è il logico proseguimento, con il batterista titolare di nuovo al proprio posto. Le quattro lunghe composizioni sono tutte interessanti e fanno di questo un CD imprescindibile. Dico CD perchè il contenuto di tutti gli album finora citati è sensibilmente cambiato rispetto agli LP dallo stesso titolo. Dalle stesse sessioni di "Transition" è tratto il CD "Living Space", ma si tratta degli scarti.
Il grande momento arriva il 28 giugno, quando Coltrane chiama attorno a sè dieci musicisti per dare vita alla sua composizione più ambiziosa. Sia nel titolo, "Ascension", che in qualcuno dei motivi, si nota un evidente riallacciamento a "A Love Supreme". Musicalmente siamo invece ai confini del caos. Cinque anni prima il sassofonista Ornette Coleman aveva registrato un album, "Free Jazz", contenente un'unica lunga improvvisazione collettiva ed evidentemente Coltrane prese di lì lo spunto. "Ascension" apre la stagione più discussa della musica coltraniana. Per alcuni si tratta del suo periodo migliore, per altri si era semplicemente bevuto il cervello.

Subito dopo, per pubblicizzare il resto del movimento, Coltrane realizza la prima facciata di un live, lasciando la seconda alla formazione del giovane Archie Shepp. Prima della fine dell'estate realizza un'opera minore come "Sunship" e poi una terza lunga opera: "Meditation". Sono le ultime occasioni in cui è accompagnato dal suo classico quartetto, ma qualcosa non funziona. I dischi continuano a creare una atmosfera speciale, ma per quanto vadano avanti sembra che non accada mai nulla. Lo stesso autore non è convinto di "Meditations" e deciderà di rifarlo un paio di mesi dopo. Dopo la morte anche la versione scartata è stata messa in commercio, e si tratta infatti di due dischi marcatamente diversi.
Ai primi di ottobre il quartetto si reca sulla costa occidentale per registrare nuovo materiale in formazione allargata. La sera prima di entrare nello studio è prevista una data in un club. Si decide su due piedi di iniziare già da questa occasione le registrazioni, dal vivo. La musica di questo periodo è la più caotica dell'intero repertorio. La durata dei brani raggiunge limiti inimmaginabili ("Evolution" dura oltre 36 minuti). L'intero disco registrato il giorno dopo, invece, ne dura appena 28. La cosa suonava truffaldina all'epoca, sebbene la musica non debba essere valutata in base alla durata. Alla luce di quanto accaduto recentemente, invece, non ci sono dubbi: il furto è evidente. Un paio di anni fa le registrazioni dell'ottobre 65 erano disponibili sullo stesso CD doppio contenente "Ascension". Oggi allo stesso presso si compra la sola "Ascension" (singolo CD), mentre i restanti brani sono sparpagliati su altri due CD, tutti a prezzo pieno! Il motivo per cui non vi posso raccontare della musica contenuta è che non ci stò a farmi derubare in questo modo. Mi limito a dire che "Kulu su Mama" è una composizione recitata direttamente dall'autore, il poeta Juno Lewis. I brani restanti sono gli stessi, uguali identici, a quelli che potete trovare su "Transition" e "Living Space".

Prima che si chiuda l'anno accadono altri avenimenti importanti. Innanzitutto la nuova edizione di Meditation, sempre in formazione allargata e nello stile caotico-rumoristico tipico di questo scorcio temporale. Il pianista McCoy Tyner ha l'impressione che in questa tempesta sonora quello che lui suona sia inudibile. Saluta la compagnia e se ne va. Dopo poche settimane anche Elvin Jones, non rispecchiandosi neanche lui nella nuova musica, lascia commentando: "Solo i poeti possono capire quello che suona adesso", riferendosi, è ovvio, al leader.
Si forma un nuovo quintetto con Alice Coltrane, seconda moglie, al piano, Rashied Alì alla batteria, Jimmy Garrison come sempre al contrabasso, e, per finire, un altro sassofonista, Pharoa Sanders. Questi riesce ad essere ancor più violento, stridulo e spigoloso dello stesso Coltrane. Non ci sono pervenute incisioni in studio del 1966, anche se sicuramente ci furono, come anche ci furono nuove composizioni. Abbiamo due dischi dal vivo. Ogni brano dura tantissimo anche se, all'ascoltatore, sembra non accadere nulla in tutto questo tempo. Il record è di "My Favorite Things" che arriva a sfiorare un'ora di durata. In compenso la musica si fà un tantino più intellegibile. I nuovi brani in studio arriverranno nel 1967, e si tratta di un'altra fase ancora. Dopo aver superato le regole dell'armonia e della melodia, anche il ritmo scompare. Rimane il suono puro, come in "Interstellar Space". Un intero album di sassofono e batteria ed è un'occassione unica per penetrare dentro il sassofono e l'anima di Coltrane. L'ascolto è ostico, occorre avvisare, e sorbirsi il CD tutto insieme, comprese le bonus tracks, può stancare chi non ci è abituato. Dallo stesso periodo provengono due album del nuovo quartetto (senza Sanders), contenenti qualche sovrapposizione.

Siamo agli sgoccioli. La salute è terribilmente compromessa. E' curioso notare che, mentre le ultime biografie spiegano la morte in base ad una malattia del fegato (tumore?), le prime trovavano il motivo nello sfinimento causato dal suonare troppo a lungo e troppo forte. L'ultima opera recentemente pubblicata corrisponde all'ultima apparizione dal vivo. Perchè hanno aspettato 44 anni? La verità è che il concerto era stato volutamente registrato per farne un disco, e l'esecuzione non fu mediocre. Lo fu però la qualità dei nastri, pertanto si rinunciò subito all'idea della pubblicazione. Nel terzo millennio il nome di Coltrane tira ancora e così non ci si è fatto scrupolo di dare alle stampe l'Olatunji Concert. Sarebbe sicuramente stato un documento importante se non ce ne fossero già tanti di simili. Cos'altro pubblicheranno in futuro non riesco ad immaginarlo, ma sono convinto che lo faranno.
Subito dopo la pubblicazione della prima di queste puntate è comparso nelle librerie un nuovo libro in italiano sull'argomento. L'interesse è sempre vivo e non sono certo l'unico infatuato. In quanti siete giunti a leggermi fino qua? Un saluto.

The John Coltrane Quartet Plays

  1. Chim Chim Cheree (Sherman-Sherman)
  2. Brazilia (Coltrane)
  3. Nature Boy (Ahbez)
  4. Song of Praise (Coltrane)
  5. Feelin' Good (Bricusse-Newley)
  6. Nature Boy (Coltrane)
  7. Nature Boy (live) (Coltrane)
17 febbraio (6), 18 febbraio (3,5), 28 marzo (7) e 17 maggio (1,2,4) 1965
con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones

Dear Old Stockholm

  1. Dear Old Stockholm (Traditional)
  2. After The Rain (Coltrane)
  3. One Down, One Up (Coltrane)
  4. After The Crescent (Coltrane)
  5. Dear Lord (Coltrane)
23 aprile 1963 (1-2) e 26 maggio 1965 (3-5)
con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Roy Haynes
(2) originariamente pubblicato sull'album "Impressions"

Transition

  1. Transition (Coltrane)
  2. Welcome (Coltrane)
  3. Suite (Coltrane)
  4. Vigil (Coltrane)
10 giugno (1-3) e 16 giugno (4) 1965
con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones

Living Space

  1. Living Space (Coltrane)
  2. Untitled 90314 (Coltrane)
  3. Dusk Dawn (Coltrane)
  4. Untitled 90320 (Coltrane)
  5. Last Blues (Coltrane)
10 giugno (2,5) e 16 giugno (1,3,4) 1965
con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones

Ascension

  1. Ascension - Edition I (Coltrane)
  2. Ascension - Edition II (Coltrane)
28 giugno 1965
con: John Coltrane, Pharoah Sanders, Archie Shepp, Marion Brown, John Tchicai, Freddie Hubbard, Dewey Johnson, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Art Davis, Elvin Jones

New Thing At Newport

  1. One Down, One Up (Coltrane)
  2. My Favorite Things (Rogers-Hammerstein)
  3. Rufus(Swung His Face At Last To The Wind, Then His Neck Snapped) (Shepp)
  4. Le Matin Des Noire (Shepp)
  5. Skag (Shepp)
  6. Call Me By My Rightful Name (Shepp)
  7. Gingerbread,Gingerbread Boy (Shepp)
2 luglio 1965
(1-2) con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones
(3-7) con: Archie Shepp, Bobby Hutcherson, Barre Phillips, Joe Chambers

Sun Ship

  1. Sun Ship (Coltrane)
  2. Dearly Beloved (Coltrane)
  3. Amen (Coltrane)
  4. Attaining (Coltrane)
  5. Ascent (Coltrane)
26 agosto 1965
con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones

First Meditations

  1. Love (Coltrane)
  2. Compassion (Coltrane)
  3. Joy (Coltrane)
  4. Consequences (Coltrane)
  5. Serenity (Coltrane)
  6. Joy (Coltrane)
2 settembre (1-5) e 22 settembre (6) 1965
con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones

Live In Seattle

  1. Cosmos (Coltrane)
  2. Out of This World (Arlen-Mercer)
  3. Body and Soul (Green-Eyeton-Heyman-Sour)
  4. Tapestry in Sound (bass solo)
  5. Evolution (Coltrane)
  6. Afro Blue (Santamaria)
30 settembre 1965
con: John Coltrane, Pharoah Sanders, McCoy Tyner, Donald Garrett, Jimmy Garrison, Elvin Jones

Om

  1. Om (Coltrane)
1 ottobre 1965
con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones Donald Garrett, Joe Brazil, Pharoah Sanders

Kulu Se Mama

  1. Kulu Se Mama (Lewis)
  2. Vigil (Coltrane)
  3. Welcome (Coltrane)
  4. Selflessness (Coltrane)
  5. Dusk Dawn (Coltrane)
  6. Dusk Dawn (alt. take) (Coltrane)
14 ottobre 1965 (1,4)
con: John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones, Donald Garrett (1,4), Frank Butler (1,4), Pharoah Sanders (1,4), Juno Lewis (1,4)

Meditations

  1. The Father And The Son And The Holy Ghost/Compassion (Coltrane)
  2. Love/Consequences/Serenity (Coltrane)
23 novembre 1965
con: John Coltrane, Pharoah Sanders, McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones, Rashied Ali

Live At The Village Vanguard Again!

  1. Naima (Coltrane)
  2. Introduction to My Favorite Things (Garrison)
  3. My Favorite Things (Rodgers-Hammerstein)
28 maggio1966
con: John Coltrane, Pharoah Sanders, Alice Coltran, Jimmy Garrison, Rashied Ali, Emanuel Rahim

Live In Japan

  1. Afro Blue (Coltrane)
  2. Peace On Earth (Coltrane)
  3. Crescent (Coltrane)
  4. Peace On Earth (Coltrane)
  5. Leo (Coltrane)
  6. My Favorite Things (Rodgers-Hammerstein)
11 luglio (1,2,3) e 22 luglio (4,5,6)1966
con: John Coltrane, Pharoah Sanders, Alice Coltrane, Jimmy Garrison, Rashied Ali

Stellar Regions

  1. Seraphic Light (Coltrane)
  2. Sun Star (Coltrane)
  3. Stellar Regions (Coltrane)
  4. Iris (Coltrane)
  5. Offering (Coltrane)
  6. Configuration (Coltrane)
  7. Jimmy's Mode (Coltrane)
  8. Tranesonic (Coltrane)
  9. Stellar Regions (Coltrane)
  10. Sun Star (Coltrane)
  11. Tranesonic (Coltrane)
15 febbraio 1967
con: John Coltrane, Alice Coltrane, Jimmy Garrison, Rashied Ali

Expression

  1. Ogunde (Coltrane)
  2. To Be (Coltrane)
  3. Offering (Coltrane)
  4. Expression (Coltrane)
  5. Number One (Coltrane)
3 febbraio (3), 7 marzo (1,5) e data imprecisabile (2,4) 1967
con: John Coltrane, Pharoah Sanders (2), Alice Coltrane, Jimmy Garrison, Rashied Ali

Interstellar Space

  1. Mars (Coltrane)
  2. Leo (Coltrane)
  3. Venus (Coltrane)
  4. Jupiter Variation (Coltrane)
  5. Jupiter (Coltrane)
  6. Saturn (Coltrane)
22 febbraio 1967
con: John Coltrane, Rashied Ali

The Olatunjii Concert

  1. Introduction
  2. Ogunde (Coltrane)
  3. My Favorite Things (Rodgers-Hammerstein)
23 aprile 1967
con: John Coltrane, Pharoah Sanders, Alice Coltrane, Jimmy Garrison, Rashied Ali, Algie Dewitt


Giuseppe Balacco


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