JERRY GARCIA & DAVID GRISMAN
La forza della tradizione

Jerry Garcia, chitarrista, leader, anima e forse qualcosa in più dei Grateful Dead e David Grisman, polistrumentista e soprattutto grande mandolinista, creatore della "dawg music" (definita una miscela dello spirito del bluegrass con le melodie del classico american pop, la tecnica di improvvisazione del jazz strumentale e qualche tocco di klezmer), si incontrano per la prima volta nel 1964. David, cresciuto a Passaic nel New Jersey, ispirato sin da piccolo a suonare il mandolino da Ralph Rinzler, un allievo di Bill Monroe padre del bluegrass, si interessa di folk music e di gruppi come il Kingston Trio, i New Lost City Ramblers ed i Greenbriar Boys. Trasferitosi all’università di New York, frequenta i locali del Village come il Folklore Center ed il Gaslight Cafe nel momento di esplosione della musica tradizionale. Nel 1963 raggiunge la Even Dozen Jug Band, formata da Stephan Grossman con Maria Muldaur e John Sebastian e registra il suo primo disco; nel contempo si interessa al recupero di musica tradizionale con Rinzler.

Nello stesso periodo Jerry, cresciuto a Palo Alto in California, si appassiona allo stesso genere musicale; nell’estate del 1964 viaggia in vari stati alla ricerca delle radici del bluegrass e incontra David al Sunset Park in West Grove, Pennsylvania, in occasione di un concerto. I due simpatizzano e l’anno dopo David vola in California e trascorre due settimane con Jerry e i Warlocks che pochi mesi dopo diventeranno i Grateful Dead. Le loro strade si incrociano nel 1973 per il progetto Old & In The Way, che sfocerà nell’eccellente omonimo live album (recentemente sono usciti altri due CD registrati dal vivo dalla band nello stesso periodo per la Acoustic Disc di Grisman). Poi, i due si perdono di vista fino al 1990, quando iniziano quasi per caso una fruttuosa collaborazione. Le loro session si svolgono nei Dawg Studios di Grisman negli spazi lasciati dall’intensa attività concertistica e discografica di entrambi.
Nella primavera del 1991 i due incidono il loro primo omonimo album per la neonata Acoustic Disc (le buone vendite dei dischi pubblicati in coppia serviranno anche a finanziare gli altri progetti di David) con l’aiuto di Joe Craven alle percussioni e di Jim Kerwin al basso (musicisti della band di Grisman); il disco è eccellente e ottiene recensioni estremamente lusinghiere. In effetti, la chitarra e la voce di Jerry si fondono efficacemente con il mandolino di David.

Il repertorio è vario, si va dal pop americano di Russian Lullaby (I. Berlin) e Rockin’Chair (H. Carmichael) al blues di The Thrill Is Gone e Walkin’Boss, dalla splendida melodia tradizionale di Two Soldiers ai Grateful Dead di Friend Of The Devil, dalla dawg music di Dawg’s Waltz e Grateful Dawg all’improvvisata e orientaleggiante Arabia, il brano più sperimentale del compact. Jerry ha raramente cantato così bene; la sua voce (non certo potente) raggiunge vette di lirismo notevole (sentite Two Soldiers) quasi commoventi, saltuariamente riscontrate con i Dead elettrici. D’altronde, le capacità vocali di Garcia nel repertorio acustico sono evidenziate anche da Reckoning, lo stupendo live acustico dei Dead e da Almost Acoustic della Jerry Garcia Band. Il successo del disco e dei pochi concerti del duo impone un seguito, Not For Kids Only. Questo è un progetto particolare: David e Jerry recuperano brani della tradizione popolare per bambini e li registrano con l’aiuto di pochi amici decidendo di dare in beneficenza l’intero ricavato del progetto. Ovviamente, il risultato è molto più di un disco per bambini, come giustamente recita il titolo: è musica discreta, sussurrata, suonata in punta di dita, filastrocche e ballate eseguite magistralmente, con raffinatezza e classe da musicisti che amano profondamente la tradizione e il loro passato. Jerry, da artista completo qual’era, disegna anche la copertina e l’interno del booklet e canta in quasi tutti i brani, tra i quali non posso non citare la commovente versione di Freight Train di Elisabeth Cotten (da sentire il mandolino di Grisman) e A Shenandoah Lullaby, il celebre tradizionale sudista, eseguito con un superbo, struggente arrangiamento per piano e violini, una spanna sopra il resto.

La prematura morte di Garcia nell’agosto del 1995, oltre a segnare la fine dei Grateful Dead, provoca inevitabilmente la pubblicazione di vari progetti postumi. Anche Grisman riesamina le registrazioni delle numerose sessioni degli ultimi cinque anni, alcune spontanee altre più studiate, con brani folk, blues, jazz e country e decide di organizzare il materiale dividendolo per genere musicale. La prima raccolta, comprendente canzoni tradizionali e ballate, viene pubblicata nel 1996 ed è uno dei più bei dischi degli ultimi anni. Shady Grove ha una confezione curatissima. Il CD è contenuto in una scatola che ne ripropone la bucolica copertina, riposante e rilassante quanto la musica del duo; uno splendido booklet racconta le registrazioni del disco e dettaglia l’origine dei vari brani, tutti tradizionali, con foto dei gruppi che li hanno eseguiti per primi e altre immagini curatissime. Il contenuto musicale è di una bellezza rara; giustamente Grisman, nelle note di copertina, spiega che queste registrazioni, oltre a essere una vetta della sua carriera, mostrano la profondità e l’ampio respiro di Garcia, che si dimostra uno dei più grandi interpreti di folk americano di sempre (così come il suo partner).

Shady Grove è da ascoltare in rigoroso silenzio, possibilmente al tramonto, in campagna o in montagna, con rispetto e attenzione.
Tutti i brani sono sopra la media; alcune ballate sono fantastiche come la title track, la commovente Off To Sea Once More (dal repertorio di Ewan Mac Call, Garcia canta meravigliosamente!), Fair Ellender con Grisman ispiratissimo, Jackaroo già eseguita dai Dead (e da Joan Baez con Garcia), The Handsome Cabin Boy e la celebre Whiskey In The Jar , tradizionale americano e irlandese (Pogues, Thin Lizzy). C’è anche una breve hidden track, Hesitation Blues a conclusione di questo disco che trasuda classe e purezza da ogni solco ed esprime al meglio la grandezza dei due artisti, accompagnati in alcuni brani dagli ottimi musicisti del gruppo di Grisman (Craven, Kerwin, M.Eakle + W.Scarlett all’armonica). Dopo l’ottima accoglienza di Shady Grove, Grisman si dedica ai suoi progetti personali e attende due anni prima di pubblicare altre session con Jerry; questa volta l’attenzione si focalizza sulla jazz side della loro collaborazione. So What è il progetto più atipico del duo; da sempre appassionati di jazz come ascoltatori, entrambi lo hanno suonato più raramente. Con l’aggiunta della sezione ritmica di Kerwin e Craven, il compact presenta tre versioni di So What e due di Milestones di Miles Davis (che al Fillmore ha più volte suonato come supporto dei Dead), due versioni di Bag’s Groove di Milt Jackson, oltre a 16/16, una composizione di Grisman. La presenza di più versioni degli stessi brani rende So What un disco per appassionati, più difficile da ascoltare per un neofita del jazz o della musica del duo; si tratta di versioni improvvisate, diverse l’una dall’altra, molto interessanti ed eseguite con maestria per un disco inferiore ai precedenti ma comunque valido.

La successiva e per ora ultima collaborazione dei nostri pubblicata dalla Acoustic Disc è stata registrata nel febbraio ’93 con il chitarrista Tony Rice che in quel periodo stava incidendo con Grisman l’eccellente Tone Poems. La storia di queste registrazioni è interessante e curiosa. David invita Jerry a suonare con lui e con Rice per due sere, in presenza dell’ingegnere del suono Dave Dennison; i brani sono scelti sul momento, neppure provati ed eseguiti una o due volte. Alcuni mesi dopo Grisman viene a conoscenza che queste jam sono state trasmesse da una radio di New York; poi escono dei bootleg, tra i quali lo splendido doppio Jerry’s Home (Kts 1995) che comprende più versioni di tutti i brani. Dopo alcune indagini si viene a sapere che un ragazzo che aveva portato delle pizze a casa di Garcia aveva rubato una cassetta con le registrazioni di queste serate, rendendole poi pubbliche. Così, dopo l’arrabbiatura, quando Grisman risente i nastri e decide di pubblicarli, intitola il compact The Pizza Tapes, rendendo in qualche modo onore al ladruncolo. Se già la qualità sonora del bootleg era buona, quella del disco ufficiale è eccellente, come la qualità della musica. I tre di divertono a riprendere brani tradizionali come Man Of Constant Sorrow, Shady Grove, Little Sadie e Rosalie Mc Fall, con qualche spruzzata di blues (Louis Collins di M.John Hurt, superba), di jazz (So What) e di Dylan (Knockin’ on Heaven’s Door). Inoltre ci sono delle chicche notevoli; Amazing Grace cantata per l’unica volta da Garcia, su richiesta della moglie di Rice, House Of The Rising Sun e una sofferta Summertime. Un ottimo disco, soprattutto se si considera che i brani sono stati improvvisati. L’intesa tra i musicisti è istantanea, quasi magica, come accade solo tra i grandi.

Per ora la storia di Garcia/Grisman si chiude con questo disco; un paio di versioni alternate sono state pubblicate nelle raccolte della Acoustic Disc, mentre l’inedita Blue Yodel #9 è inserita nell’eccellente tributo a Jimmie Rodgers. Vedremo che cosa ci riserva il futuro; senz’altro Grisman ha altre ore di registrazioni di valore e poi ci sono i concerti del duo, di eccellente livello. Per notizie o aggiornamenti il sito di David Grisman è www.acousticdisc.com.

Discografia
JERRY GARCIA / DAVID GRISMAN - Acoustic Disc 02 1991 ****
NOT FOR KIDS ONLY - Acoustic Disc 09 1993 *** ½
SHADY GROVE - Acoustic Disc 21 1996 *****
SO WHAT - Acoustic Disc 33 1998 ***
THE PIZZA TAPES (con Tony Rice) - Acoustic Disc 41 2000 ****

Raccolte
ACOUSTIC DISC 100% HANDMADE MUSIC VOLUME 1 (1993 – contiene una versione alternata di Louis Collins dalle sessions con Tony Rice)
ACOUSTIC DISC 100% HANDMADE MUSIC VOLUME 3 (1997 – contiene una versione alternata di Stealin’)
THE SONGS OF JIMMY RODGERS – A TRIBUTE (1997 Egyptian/Columbia) e ACOUSTIC DISC 100% HANDMADE MUSIC VOLUME 4 (1998) contengono l’inedita Blue Yodel #9

Di Paolo Baiotti, tratto dalla rivista Late For The Sky, n. 54, settembre 2001


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