E' MORTO HARLAN HOWARD
la penna più prolifica della storia del Country

 
Il 4 Marzo scorso si è spento uno dei personaggi più rappresentativi della storia della musica Country. Harlan Howard è stato probabilmente il più grande autore di musica Country da quando esiste questo genere musicale.
A qualche appassionato distratto e superficiale potrebbe non dire nulla il nome di Harlan Howard, ma basterebbe dare uno sguardo ai credits dei dischi Country della propria collezione e, tra i nomi degli autori, il suo vi si presenterà tante di quelle volte da stancarvi.

In una carriera durata quasi 50 anni, Harlan ha scritto più di 4000 canzoni. Fino alla sua morte, il "Decano degli autori di Nashville" è stato considerato uno dei più grandi, e il più prolifico, degli autori viventi.
Un critico musicale lo ha definito ‘l’Irving Berlin del Country’ per il grande numero di suoi classici entrati negli annali della Country Music.
Più di 100 suoi brani sono entrati nella Top 10 e molti di questi sono diventati Number 1 per artisti così diversi uno dall’altro come Patsy Cline, Ricky Van Shelton, Buck Owens, The Judds, Patty Loveless, Rodney Crowell, Pam Tillis, Reba McEntire e Conway Twitty.
Riconoscimenti uno dietro l’altro per questo grande artista che è entrato di diritto a far parte della Songwriters Hall of Fame e della Country Music Hall of Fame.

Chi è stato così fortunato da entrare a far parte della cerchia dei suoi amici più intimi sa che Harlan è nato in una fattoria del Michigan, ma erano tempi duri in quegli anni che seguirono la Grande Depressione per un ragazzino di campagna e Harlan decise di tentare la fortuna a Detroit.
Iniziò a scrivere canzoni Country all’età di 12 anni ascoltando e innamorandosi del Grand Ole Opry, di Ernest Tubb e di Floyd Tillman.
Malgrado fosse vicino al termine della sua educazione scolastica, Harlan amava moltissimo leggere libri, a volte anche 4 o 5 al giorno.

Nel 1955 decise di trasferirsi a Los Angeles inseguendo il suo sogno di diventare autore. Sarebbe già potuto andare a Nashville, ma la sua mancanza di fede nelle sue capacità lo consigliò di assicurarsi la pagnotta cercandosi saltuari lavori nelle fabbriche della città degli angeli. Dopotutto Los Angeles aveva molte fabbriche e molti locali dove si faceva musica, mentre Nashville all’epoca aveva sì molti locali, ma non abbastanza fabbriche.
Durante quegli anni, Harlan sfruttava ogni minuto di pausa durante la sua giornata lavorativa per scrivere canzoni e a volte tornava a casa con 5 o 6 canzoni che si infilava nel taschino della tuta. "Non sapevo allora" dice Harlan "che si potessero fare soldi scrivendo canzoni. Io scrivevo solo perché amavo farlo. Non avrei mai pensato che un giorno sarei stato in grado di lasciare il lavoro e guadagnarmi da vivere scrivendo canzoni".

Era a Los Angeles ormai da un anno quando conobbe Tex Ritter e Johnny Bond e fece loro ascoltare alcune delle sue composizioni. Dapprima con freddezza, ma poi con grande entusiasmo, Tex, Johnny ed altri grandi artisti di quel periodo (Wynn Stewart, Bobby Bare e Skeets McDonald) iniziarono ad incidere le prime canzoni di Harlan Howard.*

Il suo primo vero successo arrivò nel 1959 quando Charlie Walker registrò la sua "Pick Me Up On Your Way Down".
Dopo breve tempo Ray Price ed il cantante pop Guy Mitchell portarono la sua "Heartaches By The Numbers" (registrata anche 40 anni più tardi da Dwight Yoakam) al primo posto delle classifiche Country e pop praticamente segnando il destino di Harlan Howard.
Grazie alla sua crescente fama e ai soldi guadagnati con i diritti di queste due canzoni, decide di trasferirsi finalmente a Nashville con la sua seconda moglie, Jan Howard, e i suoi tre figli adottivi. Le sue canzoni continuavano ad entrare in classifica e la sua fama continuava a crescere.

Nel 1961 la sua carriera raggiunse il top quando Harlan vide 15 sue canzoni trovarsi tutte insieme nella Top 40 delle classifiche Country, un risultato che ogni autore ha sognato ma che mai nessuno all’infuori di Harlan ha mai raggiunto. Harlan inizia a frequentare gli altri grandi autori di Nashville: Willie Nelson, Hank Cochran e Roger Miller e passa le sue serate a far ascoltare ai suoi colleghi le sue composizione al Tootsie’s Orchid Lounge che si trova proprio dietro il Ryman Auditorium dove si teneva il Grand Ole Opry.
Tra le stars che amavano farsi un drink da Tootsie dopo il Grand Ole Opry c’era anche Patsy Cline. I songwriters non perdevano occasione di imbracciare una chitarra ogni Sabato sera dopo l’Opry sperando che le loro canzoni fossero notate dalle stars, cosa che accadeva puntualmente, e le carriere di molti autori, Harlan compreso, presero il volo proprio da qui.

Harlan ha visto registrare le sue canzoni negli anni ’50, ’60, ’70, ’80 e ’90
Lui affermava che non aveva difficoltà nello scrivere le parole, gli venivano a fiumi, e fu una grande fortuna per uno che scriveva canzoni Country dove il 90% del successo è attribuito al testo e solo il 10% alla melodia.
Le sue melodie infatti erano abbastanza semplici, così semplici da guadagnarsi il soprannome di "Il ragazzo dei tre accordi" ma lui ha sempre affermato che il segreto del suo successo è stato quello di abbinare sempre la canzone all’artista giusto.
Nuovi artisti come Nanci Griffith, Collin Raye, k.d. lang e Chely Wright hanno scelto brani di Harlan Howard per ritagliarsi uno spazio nel palinsesto radiofonico Country. I produttori raramente rinunciano ad ascoltare un demo di Harlan Howard per paura di perdere il nuovo grande successo del momento.

Malgrado Harlan abbia influenzato songwriters di tante generazioni, lui ha sempre amato collaborare con gli autori più giovani."Ormai sono l’ultimo dei vecchi rimasti" diceva Harlan poco prima di lasciarci "e questo fa di me un dinosauro e forse è proprio per questo che i giovani autori apprezzano molto la mia compagnia". Lui voleva sì diventare come Irving Berlin e avrebbe voluto fare quello che hanno fatto gli autori della Tin Pan Alley, ma il suo obiettivo era la Southern Country Music.
Harlan vedeva il cantautorato in maniera differente dagli altri artisti, era l’amore della sua vita, era un’autore al 100% per 24 al giorno.

Mentre altri grandi autori della sua età hanno deciso di appendere la penna al chiodo e di vivere di rendita, Harlan ha continuato a scrivere con lo stesso entusiasmo di quando era ragazzino affermando:"Il mio obiettivo ogni giorno è quello di voler scrivere un’altra grande canzone che diventi un altro grande successo per un altro grande cantante che possa cantarla per il resto della sua carriera. Scrivere canzoni è al tempo stesso la mia vita e la mia passione, e questo rende di me un uomo felice".
Così felice che prima di lasciarci ha deciso di fondare una publishing company formata da giovani autori e un vecchio cane che poteva ancora cacciare.

Roberto Campovecchi

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