INTERVISTA A SARAH PIERCE

L’esilità della figura pare quasi contraddire la voce decisa, ma esse vengono unite dalla grazia e dalla raffinatezza di questa songwriter originaria dell’Illinois, che ha sempre desiderato cantare, fin da quando, ancora bambina, cantava alle mucche del papà cowboy...

Sarah, una prima domanda molto diretta: com’è il music business per una donna ?
E’ senz’altro più difficile che per un uomo, ma è comunque più facile ora di quanto non lo fosse 30 o 40 anni fa. Noi siamo più fortunate di Aretha Franklin o Ella Fitzgerald.

Con tuo marito Merel Bregante alla batteria, Bruce Dees alla chitarra elettrica, Maurizio Fassino alla chitarra acustica, Stefano Intelisano alle tastiere e Chris Schelske al basso hai formato una band davvero compatta ed affiatata, in particolar modo dal vivo.
In effetti non conosco nessuno che abbia il nostro stesso suono. Io direi che il nostro è un folk - rock, anche se in ogni Paese in cui andiamo lo chiamano in modi diversi.

Viaggiare è sempre un modo per confrontarsi con altri e riflettere su se stessi e sulla propria musica...
Viaggiare ha influenzato il mio songwriting. Purtroppo, però, non sempre si trova il tempo per ascoltare la musica della gente locale, perché i ritmi delle tournée sono piuttosto serrati. Ma qui in Italia siamo riusciti a sentire alcune cose interessanti.

Quale musica ti piace ?
Amo tutta la musica, amo chi canta, non posso farne a meno. Mi interessano e mi piacciono tutti gli strumenti musicali. Ma non mi piace la musica che ha testi negativi, come il rap. Molto spesso ci sono parolacce, e io credo che non si debbano trasmettere certi messaggi, perché c’è il rischio che anche i bambini li sentano.

Di cosa parli, Sarah, nelle tue canzoni ?
Racconto delle storie. Nell'ultimo disco ("Birdman", uscito nel 2001, N.d.A.) parlo di speranze e di azione. Perché non possiamo solo sperare, dobbiamo anche agire.

Ti fai portavoce di un messaggio importante con la tua musica ...
Con la nostra musica cerchiamo di unire le persone, perché sono convinta che in ogni Paese la gente comune voglia le stesse cose: vuole la pace, vuole che i propri figli crescano sani e istruiti. Capisco che senta di non poter far nulla, perché ha l’impressione che siano i politici a occuparsi di tutto. Ma loro alla gente non ci pensano. Ci dicono che abbiamo fatto cose di cui non sapevamo nulla. E’ una situazione seria e triste.

Essere americani, oggi:
Io sono orgogliosa degli americani. Le donne americane sono forti, lavorano, hanno dei figli e mandano avanti la famiglia.

E aggiunge che, se per un qualche motivo non potesse più cantare, tornerebbe alla sua prima occupazione: la professione medica. Con la sua laurea e la sua esperienza, Sarah vorrebbe aiutare chi ha davvero bisogno, come ad esempio i popoli africani. E mi lascia con un sorriso, un abbraccio e un ringraziamento sincero per il tempo che le ho dedicato.

(per informazioni: www.sarahpierce.com)

Arianna Cantoni

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