WAYLON JENNINGS (1937-2002)
Il fuorilegge bussa alle porte del paradiso


Il 2001 è stato un anno molto triste per il mondo della Country Music, grandi artisti ci hanno lasciato, artisti del calibro di Chet Atkins e John Hartford per esempio. La mia speranza era quella che finito l’anno si voltasse pagina e mi auguravo un 2002 un po’ più fortunato, ma purtroppo l’inizio non è stato dei più felici.
Uno dei più rappresentativi artisti del secolo ci ha lasciato. Mercoledì scorso, dopo una lunga battaglia con il diabete, Waylon Jennings si è spento nella sua casa a Chandler, in Arizona. Aveva 64 anni.

Waylon nacque il 15 Giugno del 1937 a Littlefield in Texas, e il sangue Texano ha continuato a scorrere nelle sue vene fino agli ultimi minuti della sua vita.
A 12 anni si esibiva già nelle stazioni radiofoniche e a 17 anni si trasferisce a Lubbock, sempre in Texas.
Per due anni (1958-1959) fu il bassista della Band di Buddy Holly, lavoro questo che gli procurò un seguito tra i cultori del Rock’n’Roll che lo seguirono per il resto della sua carriera anche quando decise di dedicarsi anima e corpo al Country.

Waylon scampò miracolosamente alla tragedia aerea nella quale morirono Buddy Holly, Ritchie Valens e JP ‘The Big Bopper’ Richardson. Aveva il biglietto per quel volo ma lo offrì a Richardson che, malato, non voleva farsi il viaggio in pullman.
Dopo la tragedia Waylon decise di cambiare aria e si trasferì a Phoenix dove formò la Band dei Waylors nel 1960 per poi trasferirsi a Nashville quattro anni dopo.
Nel 1969 sposò la cantante Jessi Colter che gli resterà accanto per tutta la vita e con la quale incise albums storici tra i quali spicca "Outlaws", registrato insieme a sua moglie, a Willie Nelson e a Tompall Glaser che divenne il primo disco di platino della storia della discografia Country.

A metà degli anni settanta divenne il fondatore del cosiddetto ‘Outlaws Movement’ che si opponeva allo strapotere del Country commerciale Nashvilliano su quello più tradizionale Texano. Movimento questo al quale aderirono moltissimi artisti quasi esclusivamente Texani e tra i quali va ricordato senz’altro Willie Nelson. 60 albums e 16 number 1 gli hanno permesso lo scorso Ottobre di entrare a far parte della prestigiosa American Country Music Hall of Fame.
Chi non ricorda i telefilm di Hazzard? Nella versione originale Americana Waylon era il narratore.

Nel 1975 la Country Music Association lo premiò come cantante dell’anno e l’anno successivo insieme a Willie Nelson vinse il premio per il Duo Vocale dell’anno.
A metà degli anni ottanta insieme ad altri monumenti della musica Country formò il gruppo degli Highwaymen. Gli altri erano Johnny Cash, Kriss Kristofferson e Willie Nelson. Registreranno un disco insieme, porteranno la canzone ‘Highwaymen’ in testa alla classifica dei singoli e partiranno insieme per un Tour mondiale.
Gli anni però passano inesorabilmente e Waylon cominciò ad avere dei seri problemi di salute a causa del diabete e le sue condizioni andarono via via peggiorando.

Il 24 Giugno del 1998 ho avuto la fortuna e l’onore di assistere ad una serata tributo in onore di due grandi star che a causa della loro salute non potevano più esibirsi dal vivo: Waylon Jennings e Johnny Cash. La serata indimenticabile si è svolta allo storico Ryman Auditorium di Nashville e vi hanno partecipato artisti incredibili come Mark Knopfler, John Anderson, Kriss Kristofferson, Marty Stuart, Travis Tritt, Dave Rawlings, Gillian Welch, Mark Collie e Mandy Barnett.
Ad un certo punto, un barcollante Waylon Jennings è salito sul palco aiutandosi con un bastone per salutare e ringraziare i presenti e per abbracciare i suoi colleghi sul palco. Le lacrime scendevano a fiumi sia sul palco che tra il pubblico. Ricordo come fosse ieri la commozione di Kriss Kristofferson quando abbracciò il grande Johnny Cash che a fatica era voluto salire sul palco mentre Kriss cantava per duettare con lui.

Da allora non ho più avuto notizie di Waylon, a parte quelle che dicevano che le sue condizioni stavano sempre più peggiorando. E’ difficile immaginare un fuorilegge che bussa alle porte del paradiso, ma se un paradiso c’è, è là che Waylon dovrebbe stare.

Roberto Campovecchi
15 febbraio 2002


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Foto di W. Jennings, K. Kristofferson e M. Stuart