BOB DYLAN
Assago (MI), Filaforum - 12 novembre 2005

L'influenza che ha avuto Bob Dylan sulla musica dei nostri tempi è incalcolabile.
Come scrittore, è stato il pioniere di diverse scuole: quella rivoluzionaria del vagabondo, quella protestante del folk-singer, poi quella profetica del cristiano ed infine persino quella elitaria dello snob; il suo modo di scrivere canzoni ha guidato molti dei più grandi artisti degli ultimi 40 anni, a partire dai Beatles e i Rolling Stones, poi i Doors e i Dire Straits, Bruce Springsteen e Tom Waits, fino agli U2 ed i Radiohead.
Tutti in un momento od un altro hanno pensato e si sono ispirati al grande Menestrello.
Come cantante, ha dimostrato che non bisogna avere particolari doti vocali per passare alla storia, ridefinendo il modo di essere vocalist di tutta la musica popolare. Come musicista, ha acceso diversi generi musicali, compresi il folk elettrico ed il country rock.

Tutto ciò è soltanto la punta dell'iceberg; diverse decine dei suoi brani sono diventati classici che hanno tutta l'aria di rimanere immortali.
Quando si va a vedere Robert Allen Zimmerman suonare e cantare dal vivo, a 64 anni dalla sua data di nascita, si ha in mente anche tutto questo.
Vogliamo quindi rimproverargli il fatto che non riesca più a scandire in modo intonato le sue canzoni?
O che abbia definitivamente appeso la chitarra al chiodo?
Oppure che non ci abbia concesso il secondo bis?
O che non abbia fatto questa o quell'altra canzone? (mancavano dalla scaletta pezzi del calibro di "Like a rolling stone", "Blowing in the wind", "I want you", "Most likely you go your way" è anche la più che mai attuale "With god on our side").

Nonostante tutto io non lo farei.
Per rabbrividire dall'emozione mi è bastato però ascoltare il forum che cantava all'unisono "Just like a woman" e le note evergreen di "Stuck inside the mobile with the Memphis blues again" e di "Mr. Tambourine man" e di "Highway 61 revisited" riarrangiate in modo impeccabile dalla band che Dylan si porta dietro; vedere dei signori non più giovanissimi commuoversi nostalgici con "Spanish boots" e la folla rappresentante tre generazioni ripetere sospirante "I wanna be forever young"; o pensare che il piccolo bimbo seduto sulle spalle del padre fra non molto tempo si ritroverà a dire "Io c'ero"!

Bhè ragazzi, anch'io c'ero; certo è, che se avessi dovuto spendere 35 euro per qualsiasi altro concerto che duri meno di due ore, in cui ci sia soltanto una qualsiasi band tecnicamente perfetta ed un qualsiasi vocalist pensionato che farebbe meglio ad assumere un team di coristi, mi sarei anche incazzato!



di Francesco Collepardo, tratto da www.francamente.it


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