Dopo la sua morte, avvenuta nel 1990, il Festival Bluegrass di Chattanooga è dedicato
alla memoria di Boxcar Pinion ed è organizzato con amore, passione
e competenza dalle quattro figlie di Boxcar capitanate da Cindy, presidentessa
dell'organizzazione che promuove l'evento.
La località dove si svolge il Festival è una bellissima conca
tra i rigogliosi monti del Tennessee orientale, a poche miglia dalle famose
Rock City e Lookout Mountain.
Il Festival si svolge, come quasi tutti i Festival Bluegrass in America,
in un campeggio, il Raccoon Campground, all'interno del quale si trova
pure la Raccoon Cave, una grotta visitabile solo con un'attrezzatura
da speleologo. Le montagne e la stagione primaverile ci evitano il caldo infernale che si
soffre di solito ai Festival Bluegrass estivi.
Lo show si apre in tarda mattinata e sul palco salgono e scendono gruppi
abbastanza modesti che servono a scaldare l'atmosfera per le attrazioni
dell'ultima serata di questa tre giorni, i IIIrd Tyme Out e i Cherryholmes. In rapida successione assistiamo ai sets dei Dismembered Tennesseans, Perry
Suits & Third Degree, Steel Grass, Bent Creek, The Lone Mountain Band
e Lovell Sisters Band.
Quest'ultima formazione meritevole di una citazione: gruppo interessantissimo
capitanato dalle giovanissime sorelle Megan, Rebecca e Jessica Lovell, tutte
tre autentici fenomeni, ottime cantanti e straordinarie musiciste, oltre
ad essere ispirate autrici. Se consideriamo la giovanissima età del trio è facile prevedere
un luminoso avvenire per loro.
Come in ogni festival che si rispetti i gruppi migliori si esibiscono due
volte, la prima nel pomeriggio e la seconda in serata.
Ho visto già diverse volte i IIIrd Tyme Out che ormai non resto più sorpreso
dalla loro grandezza. Sono sempre straordinari ma rispetto a qualche concerto
al quale ho assistito alcuni anni fa, stavolta non hanno nessun nuovo disco
da presentare, quindi ottimo repertorio come sempre ma poche novità.
La voce di Russell Moore è sempre da brividi, come del resto quella
profonda e cavernosa di Ray Deaton e le loro gags riscuotono parecchio successo. Il
bersaglio preferito della Band pare essere la prestanza fisica di Russell
Moore non tralasciando qualche ambiguo apprezzamento al suo posteriore. Dopotutto lui è Texano e come da noi i Carabinieri anche i Texani
in America sono da sempre protagonisti di battute e barzellette.
La delusione per non aver ascoltato "How Great Thou Art" viene in parte compensata
quando nel gran finale i IIIrd Tyme Out ci regalano la loro più celebre
canzone, "John & Mary", dove un ispirato Alan Perdue si cala perfettamente
nella parte del protagonista, però quando ascoltavo "John & Mary"
dal suo predecessore e autore del pezzo, Wayne Benson, provavo un'emozione
ancor più forte.
La vera rivelazione del Festival sono stati senza dubbio i Cherryholmes,
la Band formata completamente da membri della stessa famiglia, sei in tutto,
che recentemente è stata eletta "Entertainer of the Year",
il più alto riconoscimento istituito dalla International Bluegrass
Music Association.
Papà Jere è l'autentico mattatore tra un brano e l'altro
raccontando barzellette e storielle sulla vita famigliare dei Cherryholmes
e sulla loro carriera strappando più di un sorriso ad una divertita
platea. Jere è anche un buon cantante ma si esibisce raramente lasciando i
riflettori alla sua prole e alla sua signora, tutti meglio dotati di lui.
Mamma Sandy pare tarantolata, tanto salta e balla durante tutto lo show.
Discreta mandolinista, Sandy ci canta un paio di pezzi senza infamia né lode
ma poi ci delizia con uno yodel di rara bellezza. I quattro ragazzi sono
spaventosi tanto sono bravi. La protagonista pare essere la premiatissima
Cia Leigh, incredibile al banjo e ancor più sorprendente quando canta.
La piccola Molly Kate pare suoni il violino da un secolo e a soli 13 anni
la sua voce è incredibilmente bella e possente. Infine i maschietti, Skip alla chitarra e B.J. al violino: che dire? Bisogna
vederli e ascoltarli perché non saprei come descrivere la loro classe,
la loro velocità e il loro gusto nel suonare i propri strumenti senza
però dimenticare che entrambi cantano incredibilmente bene.
Lo show inizia scoppiettante con "How Long", scritta da Cia Leigh, lo stesso
brano che apre il loro fortunatissimo cd intitolato semplicemente "Cherryholmes"
e che staziona da diverse settimane in vetta alle classifiche Bluegrass. Dopo
solo un paio di pezzi è la volta di mamma Sandy che ci canta"
Will I Be The Winner?" da lei stessa composta. E' ancora la volta
di Cia Leigh che canta "Don't Fall In Love", scritta da lei e finalmente
ecco papà Jere che canta "Red Satin Dress", un pezzo
che lui stesso ha scritto insieme alla sua signora e a Cia Leigh. Dopo il piccolo B.J. che canta la cover della Nitty Gritty Dirt Band, "Workin'
Man (Nowhere To Go)" riecco Cia Leigh con un'altra sua composizione, "Brand
New Heartache".
A parte un paio di strumentali che hanno deciso di lasciare fuori, possiamo
goderci tutti i brani del loro splendido ultimo cd e ci divertiamo un sacco
quando Jere presenta "Heart As Cold As Stone", scritta da Molly Kate quando
aveva solo undici anni e che lui dichiara essere stata scritta con suo padre
in testa. Immancabile un brano di Bob Wills vista la presenza di due violini
e inevitabile pure una versione formula uno di "Orange Blossom Special".
Dopo aver assistito ad una performance danzante di Cia Leigh che si è esibita
in un clogging, finale pirotecnico con Sandy e i figli Molly Kate, Cia Leigh
e Skip in una travolgente danza Irlandese.
Non so se verranno mai a suonare in Italia ma vi consiglio di andarli a vedere,
ovunque suonino, anche dall'altra parte del pianeta.
Foto dell'evento:
- Lovell Sisters Band
- Russell Moore
- Cherryholmes
Roberto Campovecchi