dEUS
Milano, Magazzini Generali, 29 aprile 1999Avrebbe potuto essere un concerto straordinario date le capacità creative fin qui mostrate dalla band di Antwarp, ma ancora una volta la performance live, resa granitica dall’energia sonora sprigionata dal quintetto belga, ha mostrato qualche limite, o meglio, è stata sì gradita dall’appassionato e numeroso pubblico, ma non ha restituito tutto ciò che sono le idee e le suggestioni che il gruppo ha sempre messo su disco. Il tutto, purtroppo, peggiorato da una resa acustica piuttosto pessima e da un certo caos organizzativo, compreso il viavai delle riprese TV.
Un’introduzione "forte" per non nascondere il rammarico di ciò che avrebbe potuto essere se e ma, oltretutto motivato dall’uscita del nuovo bellissimo lavoro "The Ideal Crash", disco più abbordabile dei precedenti, ma ancora una volta di elevato valore compositivo, strapieno di interessanti elementi rumoristici e di creatività. Abbiamo avuto la fortuna di fare una chiacchierata lampo con il leader Tom Barman, vicino al banco del mixer tra una canzone e l’altra del gruppo di supporto (Soulwax, belgi e granitici anche loro) e lo stesso ha apprezzato (annuendo e ridacchiando) la personale annotazione che i dEUS sembrano essere uno shaker dentro cui finiscono una miriade di suggestioni visive, sonore, musicali, letterarie, che vengono poi restituite in una mistura unica e originale, lambendo generi diversi fra loro senza restarvi appiccicati, oltretutto ottenendo fedeli e competenti consensi.
L’inizio è suggestivo con la splendida "Dream Sequence 1", una ballata rappresentativa per quel che riguarda la svolta "tranquilla" del nuovo lavoro, ma già si capisce che il vestito live sarà improntato a dare anche qualche vibrato scossone ai numerosi fans presenti e coinvolti. Lo sviluppo del concerto si concentra sulle altre canzoni del nuovo disco, inframmezzate con salti nel passato quasi sempre tenendo fuori le composizioni più oblique (quelle che avevano fatto paragonare il gruppo a Captain Beefheart e a Tom Waits). Ne è venuto così fuori un bel concerto di sano rock potente e vibrante, godibilissimo e di grande coinvolgimento per tutti. Ma i dEUS sono qualcosa in più (e un qualcosa in più ancora, perché dal piccolo Belgio hanno bucato tutte le barriere fino a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nel panorama del rock mondiale e già questo è un piccolo grande evento) e l’invito è quello di cercarli e di goderli su disco. Bis, tanti applausi e anche qualche svenimento.Pier Angelo Cantù