La strada che divide Correggio da Saint Agreve è lunga parecchio e
l'ultimo tratto ti costringe ad andare col freno tirato per via dei frequenti
passaggi montani. Allora ho deciso di recarmi a Saint Agreve solo quando ne
vale veramente la pena. Negli ultimi tre anni sono andato tre volte perché
ho sempre creduto che ne valesse la pena e i risultati mi hanno dato ragione
anche quest'anno.
Il programma prevedeva un duo femminile a me sconosciuto, Izak & West,
i pluridecorati Asleep At The Wheel e, per la serie chi non muore si rivede,
Jeannie Kendall. In particolare ero molto eccitato di veder per la prima volta
dal vivo Jeannie che riscosse grandi consensi alcuni decenni fa insieme al
padre ma che dopo la scomparsa del genitore era tornata in sella con un album
solista di rara bellezza, decisamente Bluegrass, con grandi artisti presenti
tra i quali Alan Jackson. Pare però che la simpatica Jeannie abbia
annullato la sua apparizione in Francia e se la sia squagliata con i soldi
dell'anticipo che l'organizzazione aveva già versato. Poco
male perché a sostituirla è arrivato uno degli artisti che più
apprezzo nel panorama Country degli ultimi 20 anni: Hal Ketchum.
Il festival si tiene sotto un tendone da circo e si vede male ovunque ti trovi
ad eccezione dei mangiasiepe della prima fila. Non mi pongo molto il problema
perché siamo provvisti di pass e ci apprestiamo ad assistere allo show
all'interno delle transenne che dividono il pubblico dal palco. Purtroppo
molti dei volontari che lavorano al Festival (e che comunque ringrazio per
questo) non parlano inglese e travisano le consegne che arrivano loro probabilmente
dagli artisti o dai loro agenti. Veniamo informati che gli artisti non vogliono
essere disturbati, fotografati e non vogliono nessuno sotto al palco. Invece
basta andare sul lato opposto del palco e
voilà, ci
ritroviamo sotto il palco a fare foto e nessuno protesta.
Il duo che apre le danze si presenta con una Band Francese ad accompagnarlo,
una Band capitanata dal pedal steel guitarist Lionel Wendling. Le ragazze
non sono male, sono graziose da vedere, cantano benino e il repertorio è
a volte molto accattivante come quando cantano "Singing The Blues" ma a volte
piuttosto deludente come quando propongono la cover di "Boot Scootin'
Boogie" di Brooks & Dunn. Purtroppo il loro è uno spettacolo imbottito
di covers e avrei molto gradito ascoltare di più brani originali dei
quali il loro disco d'esordio pare essere ben fornito.
Il secondo spettacolo è una overdose di emozioni. Non vedevo Hal Ketchum
da parecchi anni ed ero molto curioso di vedere come stava dopo i gravissimi
problemi di salute che ne hanno minacciato la carriera e non solo. La voce
è la stessa grandissima e inimitabile di sempre e il susseguirsi di
tutti i suoi più grandi successi ad eccezione di "Mama Knows The Highway"
è quasi commovente. Rattrista però vederlo di tanto in tanto
abbastanza assente con movimenti e sguardi che ti fanno ricordare quanto quest'uomo
abbia sofferto.
Ci pensa però il chitarrista Kenny Grimes a dargli una mano prendendosi
cura di lui, anche accordandogli la chitarra. Avevo visto Kenny l'ultima
volta dal vivo quando venne in Italia ad accompagnare Sarah Pierce. Avevo
notato quanto fosse in gamba, ma quello che gli ho visto fare ad Equiblues
è soprannaturale: Asssoli fenomenali in ogni canzone e di tanto in
tanto dava alla sua chitarra il suono della pedal senza tantissimi problemi
e se chiudevi gli occhi e ti limitavi ad ascoltare ti sembrava proprio di
ascoltare una pedal steel sul palco.
Dopo lo straordinario concerto di Hal, un'altra grande esibizione ce
la regalano gli Asleep At The Wheel, da sempre la miglior cover Band del pianeta.
E' curioso come una Band che abbia sempre proposto covers e pochissimi
originali, sia sulla cresta dell'onda da così tanti anni e abbia
riscosso così tanto successo. Il loro è il solito collaudato
tributo ai grandi del passato, in prima fila ovviamente Bob Wills. Covers
sì, ma come le suonano gli Asleep e come le canta Ray Benson non lo
sa fare nessuno.
Il vocione, basso come pochi al mondo, di Ray Benson ci guida lungo un'ideale
Route 66 accompagnato da straordinari musicisti, bravi da ascoltare e belli
da vedere nei loro costumi perfetti. Le uniche due note stonate sono l'assenza
di Cindy Cashdollar alla pedal e il fatto che Ray conceda troppe volte un
po' di riposo alla sua voce per farsi sostituire da Jason Roberts, anche
lui comunque grandissimo, sia al violino che alla voce. Alla pedal, a rimpiazzare
Cindy troviamo Eddie Rivers che, a parte il fascino, non fa rimpiangere per
niente la bionda Cindy. Eddie se la cava notevolmente bene con lo strumento
e vederlo suonare con il suo cappello da cowboy calzato alla ventitré
è uno spettacolo nello spettacolo.
Ancora una grande esibizione dei Wheels e un'altra grande edizione di
Equiblues.
Spero che anche l'anno prossimo verranno invitati artisti per i quali
varrà la pena guidare per 10 ore.
Roberto Campovecchi

Izak & West

Asleep At The Wheel

Hal Ketchum