16° COUNTRY NIGHT GSTAAD
Gstaad (Svizzera), 10-11 settembre 2004

Devo ammettere che le prime indiscrezioni sul programma di Gstaad per il 2004 mi avevano lasciato piuttosto perplesso. Da sempre il miglior Festival d'Europa con i più famosi e costosi artisti della scena Country mondiale, quest'anno ci ha tenuto col fiato sospeso per qualche giorno quando erano stati annunciati, per il momento, la Lonesome River Band, Michael Peterson e Jamie O'Neal.
Mi sembra già molto strano l'invito della Lonesome River Band a Gstaad perché il Festival Svizzero non si è mai occupato di musica Bluegrass ad eccezione di una partecipazione di Ricky Skaggs (grazie forse al suo stellare passato Country) e poi perché nel suo recente passato la Lonesome River Band ha perso per strada 4 dei suoi 5 fenomeni sentenziando la morte cerebrale della Band.
Michael Peterson aveva sì sfornato un paio di ottimi album ma da troppo tempo non si sentiva parlare di lui e Jamie O'Neal, ad eccezione di un paio di clamorose e forse immeritate number 1, non è certo una superstar.
I responsabili del Festival avevano però in serbo un colpaccio che andrà a segno con l'ingaggio di Leann Rimes, non più amata dagli appassionati di musica Country come all'inizio della sua carriera, ma certamente una star di fama mondiale.

L'apertura del Festival è affidata, come prevedevo, alla Lonesome River Band, che, previsto anche questo, suona per pochi intimi e con un sound non sicuramente all'altezza della fama del Festival, un po' per colpa dei fonici e un po' per la struttura dove si svolge il Festival, un tendone forse troppo alto e senza nessun impianto per l'assorbimento dei suoni.
E' un peccato che il sound non sia perfetto perché Sammy Shelor porta a Gstaad una Band di indubbio valore con i nuovi 4 membri decisamente in gamba anche se non potranno mai raggiungere i livelli dei loro predecessori. John Wade passeggia per il palco come faceva Ronnie Bowman ma purtroppo, per lui, non ha la sua stessa voce. Mike Hartgrove (un brillante passato con i IIIrd Tyme Out, Bluegrass Cardinals e nei Quicksilver di Doyle Lawson) dimostra di essere all'altezza dei suoi predecessori Rickie Simpkins e Randy Howard mentre Jeff Parker non fa troppo rimpiangere Don Rigsby e piace molto la sua voce high lonesome nei pezzi più veloci.
L'unico che non mi convince molto è il cantante chitarrista Brandon Rickman, lui sì, fa rimpiangere i vecchi Lonesome.
Sammy però, come ho detto in precedenza, ha ricostruito un buona Band e il repertorio della Lonesome River Band è, sempre e comunque, uno dei migliori del circuito Bluegrass.

Dopo la Lonesome River Band, Jamie O'Neal, l'Australiana trapiantata a Nashville che si era fatta un nome come autrice scrivendo canzoni per tante star famose ed ora lei stessa a tentare la carriera di cantante.
Il sound di Jamie è rigorosamente Pop e lo show scorre via senza scossoni risultando abbastanza deludente però salverei un paio di cose. Jamie dimostra confidenza con il palco e si sente a suo agio di fronte ad una platea, ma il top dello spettacolo è quando ci canta una canzone da lei scritta per Martina McBride, "How Far". Martina possiede una delle più belle voci al mondo e ascoltare la versione di Jamie O'Neal a Gstaad mi ha impressionato: sembrava di sentire Martina, tanto uguale era la voce di Jamie a quella della superstar.

Michael Peterson sarà la rivelazione di Gstaad 2004, buona voce, straordinarie canzoni, Band essenziale ed in gamba ma soprattutto Michael diverte e fa sorridere con le sue battute e il suo approccio col pubblico non ha eguali nel mondo del Country.
Michael ci canta le sue straordinarie canzoni, quasi tutte tratte dal suo primo album, con un'intensità straordinaria e riesce a farci dimenticare che nel disco originale il violino e la pedal erano un elemento fondamentale per queste canzoni.
Un boato accompagna la sua canzone più famosa, "Drink, Swear, Steel & Lie" e qualche lacrimuccia sarà sicuramente scesa quando ha cantato la sua unica number 1, "From Here To Eternity", che scrisse tanti anni fa per sua moglie.
La canta con sentimento e allegria scendendo dal palco e prendendo la mano di una signora in prima fila che al momento si dimostra molto timida ma che poi nel dopo Festival al saloon la vedo in prima fila anche li a mangiarsi Michael con gli occhi.

Un'altra grande emozione ce la regala con la dolcissima e commovente "When The Bartender Cries".
La fama di Michael come autore è risaputa e allora ecco arrivare uno splendido Country-Rock che scrisse alcuni anni fa per Travis Tritt, "No More Looking Over My Shoulder". Il pezzo sarà poi inserito da Michael nel suo nuovissimo disco uscito poco prima del suo tour Europeo.
La notte del Festival cadeva quest'anno l'11 Settembre e allora Michael non poteva certo non ricordare la tragedia che colpì l'America e il resto del mondo e lo fa con una versione toccante di "Amazing Grace" dove invita tutti quanti a cantare con lui. Purtroppo non sono in tanti a conoscere interamente il testo della canzone (nemmeno io) ma il risultato è lo stesso molto emozionante.
Lo show di Michael sembra molto più breve di quanto non sia stato, tanto ce lo siamo gustati e lui ci da appuntamento alla fine del Festival nel saloon adiacente per un paio d'ore di altra grande musica e divertimento. Annuncia anche che si fermerà a parlare con tutti quelli che lo vorranno e dichiara di essere anche molto bravo a firmare autografi, dice: "Sono bravissimo a fare autografi, se volete quello di Garth Brooks o Alan Jackson, li so fare benissimo".

Arriva il momento della superstar che in conferenza stampa non si era fatta molti amici per la sua indubbia puzza sotto il naso. La signorina se la tira eccome ed è parecchio triste sapere che non accetterà di fermarsi qualche minuto alla fine della conferenza per foto e autografi. In conferenza stampa siamo pochi, meno degli anni scorsi, e la fatica le avrebbe portato via al massimo 15/20 minuti. Che triste vederla allontanarsi dalla sala addirittura scortata, anche se nessuno l'ha avvicinata.
Lasciamo da parte gli aspetti del suo carattere, che comunque non la aiuteranno certo a farsi degli amici, e passiamo all'aspetto puramente tecnico della sua esibizione.

LeAnn Rimes possiede una delle più belle voci al mondo, di tutti i tempi e di tutti i generi e quando la senti cantare non ti interessa molto se non è un campione di simpatia e cordialità, la ascolti e basta e lo fai a bocca aperta. Tante volte, quasi sempre, un artista risulta meglio su disco che dal vivo grazie ai notevoli apporti della tecnologia ma per LeAnn Rimes questo non succede. La sua voce dal vivo è qualcosa di inspiegabile, se non la si sente cantare non ci si crede, io personalmente non ho mai sentito dal vivo una voce più bella, più sensuale e più potente della sua.
Come era logico aspettarsi LeAnn ci canta i suoi successi più recenti, successi incisi da quando ha deciso che il Country non le interessa più o comunque molto meno di prima, successi come "I Need You", "Big Deal", "Can't Fight The Moonlight" dalla colonna sonora del film "Le Ragazze Del Coyote Ugly" o "Last Thing On My Mind", il duetto che ha inciso con Ronan Keating che però stasera ha cantata in perfetta solitudine.
Naturalmente però arrivano anche le gemme del suo pirotecnico esordio, "Blue" su tutte e poi "One Way Ticket" e "How Do I Live", quest'ultima dal suo secondo album.
Nel 1999 LeAnn aveva inciso uno dei più bei dischi Country della storia onorando le più grandi star degli anni '50, '60 e '70 con i loro più grandi successi, successi che cantati da lei sono da pelle d'oca. Purtroppo di questo disco ci regala la sola "Me And Bobby McGee".

Si spengono le luci anche per quest'anno su un'altra memorabile edizione del Festival dei Festival e come succedeva per gli scorsi anni, sto già pensando a cosa ci aspetterà il prossimo anno.


Roberto Campovecchi


Gstaad 2004 - Lonesome River Band
Lonesome River Band

Gstaad 2004 - Jamie O'Neal
Jamie O'Neal

Gstaad 2004 - Mike Peterson
Mike Peterson

Gstaad 2004 - LeAnn Rimes
LeAnn Rimes



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