17° COUNTRY NIGHT GSTAAD
Gstaad (Svizzera), 9-11 settembre 2005

Allettante come ogni anno, il programma di Gstaad 2005 mi fa dimenticare la fatica e il tempo che servono per raggiungere questa deliziosa località, una delle prime della parte tedesca della Svizzera provenendo dall'Italia. Il tempo clemente rende gradevole anche l'ultimo tratto che si arrampica su per i monti dopo aver lasciato la comoda autostrada e, dopo aver raggiunto la funivia da dove si parte per il ghiacciaio Les Diablerets, mancano ormai pochi km a Gstaad.
Malgrado la sua importanza quale località mondana e turistica, Gstaad resta piuttosto tranquilla in Settembre risvegliata solamente dall'evento Country per eccellenza, il più importante d'Europa, il Country Night Gstaad che quest'anno festeggia la sua diciassettesima edizione.

E' sempre difficile per gli organizzatori ripetere il livello tecnico delle passate edizioni perché ormai hanno invitato quasi tutte le più grandi star del panorama mondiale. Per fortuna ogni tanto esce un nuovo grande talento da poter affiancare ad una o due star del recente passato.
Così a John Michael Montgomery, che dall'alto delle sue innumerevoli number one e ai suoi quasi venti milioni di album venduti si propone quale star di quest'anno, viene affiancato un giovane rampante che in pochissimi anni ha conquistato critica e pubblico con il suo repertorio affascinante e alla sua voce bellissima, Joe Nichols.

L'incognita del festival è Deana Carter, che dopo un bellissimo disco d'esordio ha incontrato un lungo periodo di alti e bassi, più bassi che alti a dire la verità.
Una certezza, in senso negativo, è la prima Band che si esibisce, il trio Britta T.-Doris Ackermann-Sanna, tre signore Europee che accompagnate da una Band decisamente deludente non lasciano certo il segno. Le uniche note positive riguardano le performance di Doris Ackermann quando canta da sola.
Finalmente arriva il momento di Joe Nichols, momento che mi fa temere di non essere così spettacolare come mi attendevo a causa di alcuni interventi in conferenza stampa. A Joe veniva contestato lo show della sera prima, per qualcuno poco energico e spettacolare. Io non ho assistito allo spettacolo della sera precedente ma vi assicuro che quello del Sabato è stato qualcosa di travolgente, con un Joe tutt'altro che timido a incitare la folla e interagire con la stessa per tutta la durata del suo spettacolo.

L'ingresso è mitico con la canzone che più di ogni altra ha lanciato la sua carriera, "Brokenheartsville", tra l'altro la mia canzone preferita. A sfidare la sempre ordinata compostezza Svizzera, Joe invita tutti quanti sotto il palco con un po' di rammarico da parte dei possessori dei biglietti di prima fila e dei responsabili del servizio d'ordine che dovrebbero impedire tutto questo ma che saggiamente decidono di non intervenire. Dopo solo un paio di pezzi Joe ha il pubblico ai suoi piedi e ne può disporre a suo piacimento facendolo cantare, ballare, urlare e battere le mani a tempo di musica. Il poco tempo a sua disposizione non consente di ascoltare tutte le sue bellissime canzoni ma ben poche, tra le sue migliori, vengono lasciate fuori. Una dopo l'altra, ecco "The Impossible", "She Only Smokes When She Drinks" e il suo recente successo "What's A Guy Gotta Do" alternate ad azzeccatissime cover tra le quali meritano una menzione particolare "Whiskey River", "Family Tradition" e "He Stopped Loving Her Today".
L'eccitazione dei fans è al top e anche l'apparentemente timido Joe Nichols ne viene travolto arrivando addirittura ad invitare un fan sul palco. Il ragazzo (Italiano naturalmente) sale dietro la promessa di conoscere le parole della canzone. Diciamo che non le conosce proprio tutte le parole ma la sua performance è divertente e pare molto gradita a Joe che dopo un abbraccio al suo improvvisato duet partner lo saluta e lo congeda. Il bis è doveroso e in chiusura Joe ci regala la meravigliosa "Farewell Party" dopodiché saluta sulle note di "Brokenheartsville".

Purtroppo lo show di Deana Carter ci fa molto rimpiangere quello precedente di Joe Nichols anche se devo ammettere che, avendo visto Deana Carter già una volta alcuni anni fa in America, mi aspettavo anche di peggio. Allora la sua voce non usciva proprio mentre invece a Gstaad ha cantato piuttosto bene anche se la sua è una voce molto particolare che a qualcuno potrebbe non piacere.
Il suo repertorio recente è abbastanza insipido ma per fortuna ci regala parecchie delle perle inserite nel suo disco d'esordio tra le quali spicca la celeberrima "Strawberry Wine", la sua canzone più applaudita qui in Svizzera.

A chiudere la magica Country Night edizione 2005 arriva quel John Michael Montgomery che agli inizi degli anni novanta ha spopolato in tutto il continente Americano col suo grintoso Country-Rock e con le sue dolcissime ballate. Al suo attivo decine di milioni di album venduti anche se gran parte di queste vendite vanno attribuite ai primissimi album. Ad ascoltare i suoi due ultimi album ci si chiede come mai abbia così tanto successo. Per fortuna a Gstaad non ci fa ascoltare moltissimo dei suoi ultimi dischi, ma tantissimi successi degli albori, dalle splendide e dolcissime "I Swear", "‘Life's A Dance", "I Love The Way You Love Me" e "I Can Love You Like That" alle più scatenate "Beer And Bones", "Be My Baby Tonight" e "Sold".
La voce di John pare stanca e anche il suo aspetto lascia trasparire una condizione di forma non eccelsa specialmente quando canta i pezzi più veloci. A suo agio invece quando ci propone i suoi due ultimi successi, "Letters From Home" e la splendida e commovente "The Little Girl". Da qualche parte avevo letto che John è un discreto chitarrista e mi ha stupito il fatto che ha gironzolato per il palco tutta sera con la chitarra acustica a tracolla senza quasi mai suonarla (alla George Strait): da lontano sembrava pure che non fosse amplificata.

Nel gran finale però ecco arrivare per lui una elettrica sulla quale si accanisce con assolo velocissimi in un brano che però non avrei mai voluto ascoltare, la ormai troppo inflazionata "Sweet Home Alabama". A lui però si può perdonare anche questo.
Cala quindi il sipario su un'altra grande edizione del Festival di Gstaad, edizione che mi ha soddisfatto molto di più della precedente serata del 2004. Come ogni anno passeremo ora mesi a cercare di indovinare chi saranno le prossime star del 2006 e a sognare che siano tra i nostri artisti preferiti.


Roberto Campovecchi


Gstaad 2005 - Deana Carter
Deana Carter

Gstaad 2005 - Joe Nichols
Joe Nichols

Gstaad 2005 - John Michael Montgomery
John Michael Montgomery



torna all'elenco