Allettante come ogni anno, il programma di Gstaad 2005 mi fa dimenticare
la fatica e il tempo che servono per raggiungere questa deliziosa località,
una delle prime della parte tedesca della Svizzera provenendo dall'Italia.
Il tempo clemente rende gradevole anche l'ultimo tratto che si arrampica su
per i monti dopo aver lasciato la comoda autostrada e, dopo aver raggiunto
la funivia da dove si parte per il ghiacciaio Les Diablerets, mancano ormai
pochi km a Gstaad.
Malgrado la sua importanza quale località mondana e turistica, Gstaad
resta piuttosto tranquilla in Settembre risvegliata solamente dall'evento
Country per eccellenza, il più importante d'Europa, il Country Night Gstaad
che quest'anno festeggia la sua diciassettesima edizione.
E' sempre difficile per gli organizzatori ripetere il livello tecnico delle
passate edizioni perché ormai hanno invitato quasi tutte le più
grandi star del panorama mondiale. Per fortuna ogni tanto esce un nuovo grande
talento da poter affiancare ad una o due star del recente passato.
Così a John Michael Montgomery, che dall'alto delle sue innumerevoli number
one e ai suoi quasi venti milioni di album venduti si propone quale star
di quest'anno, viene affiancato un giovane rampante che in pochissimi anni
ha conquistato critica e pubblico con il suo repertorio affascinante e alla
sua voce bellissima, Joe Nichols.
L'incognita del festival è Deana Carter, che dopo un bellissimo disco d'esordio
ha incontrato un lungo periodo di alti e bassi, più bassi che alti a dire
la verità.
Una certezza, in senso negativo, è la prima Band che si esibisce, il trio
Britta T.-Doris Ackermann-Sanna, tre signore Europee che accompagnate
da una Band decisamente deludente non lasciano certo il segno. Le uniche note
positive riguardano le performance di Doris Ackermann quando canta da sola.
Finalmente arriva il momento di Joe Nichols, momento che mi fa temere di non
essere così spettacolare come mi attendevo a causa di alcuni interventi in
conferenza stampa. A Joe veniva contestato lo show della sera prima, per qualcuno
poco energico e spettacolare. Io non ho assistito allo spettacolo della sera
precedente ma vi assicuro che quello del Sabato è stato qualcosa di travolgente,
con un Joe tutt'altro che timido a incitare la folla e interagire con la stessa
per tutta la durata del suo spettacolo.
L'ingresso è mitico con la canzone che più di ogni altra ha lanciato la sua
carriera, "Brokenheartsville", tra l'altro la mia canzone preferita.
A sfidare la sempre ordinata compostezza Svizzera, Joe invita tutti quanti
sotto il palco con un po' di rammarico da parte dei possessori dei biglietti
di prima fila e dei responsabili del servizio d'ordine che dovrebbero impedire
tutto questo ma che saggiamente decidono di non intervenire. Dopo solo un
paio di pezzi Joe ha il pubblico ai suoi piedi e ne può disporre a suo piacimento
facendolo cantare, ballare, urlare e battere le mani a tempo di musica. Il
poco tempo a sua disposizione non consente di ascoltare tutte le sue bellissime
canzoni ma ben poche, tra le sue migliori, vengono lasciate fuori. Una dopo
l'altra, ecco "The Impossible", "She Only Smokes When She Drinks"
e il suo recente successo "What's A Guy Gotta Do" alternate ad azzeccatissime
cover tra le quali meritano una menzione particolare "Whiskey River",
"Family Tradition" e "He Stopped Loving Her Today".
L'eccitazione dei fans è al top e anche l'apparentemente timido Joe Nichols
ne viene travolto arrivando addirittura ad invitare un fan sul palco. Il ragazzo
(Italiano naturalmente) sale dietro la promessa di conoscere le parole della
canzone. Diciamo che non le conosce proprio tutte le parole ma la sua performance
è divertente e pare molto gradita a Joe che dopo un abbraccio al suo improvvisato
duet partner lo saluta e lo congeda. Il bis è doveroso e in chiusura Joe ci
regala la meravigliosa "Farewell Party" dopodiché saluta sulle note
di "Brokenheartsville".
Purtroppo lo show di Deana Carter ci fa molto rimpiangere quello precedente
di Joe Nichols anche se devo ammettere che, avendo visto Deana Carter già
una volta alcuni anni fa in America, mi aspettavo anche di peggio. Allora
la sua voce non usciva proprio mentre invece a Gstaad ha cantato piuttosto
bene anche se la sua è una voce molto particolare che a qualcuno potrebbe
non piacere.
Il suo repertorio recente è abbastanza insipido ma per fortuna ci regala parecchie
delle perle inserite nel suo disco d'esordio tra le quali spicca la celeberrima
"Strawberry Wine", la sua canzone più applaudita qui in Svizzera.
A chiudere la magica Country Night edizione 2005 arriva quel John Michael
Montgomery che agli inizi degli anni novanta ha spopolato in tutto il
continente Americano col suo grintoso Country-Rock e con le sue dolcissime
ballate. Al suo attivo decine di milioni di album venduti anche se gran parte
di queste vendite vanno attribuite ai primissimi album. Ad ascoltare i suoi
due ultimi album ci si chiede come mai abbia così tanto successo. Per fortuna
a Gstaad non ci fa ascoltare moltissimo dei suoi ultimi dischi, ma tantissimi
successi degli albori, dalle splendide e dolcissime "I Swear", "‘Life's
A Dance", "I Love The Way You Love Me" e "I Can Love You
Like That" alle più scatenate "Beer And Bones", "Be My
Baby Tonight" e "Sold".
La voce di John pare stanca e anche il suo aspetto lascia trasparire una condizione
di forma non eccelsa specialmente quando canta i pezzi più veloci. A suo agio
invece quando ci propone i suoi due ultimi successi, "Letters From Home"
e la splendida e commovente "The Little Girl". Da qualche parte
avevo letto che John è un discreto chitarrista e mi ha stupito il fatto che
ha gironzolato per il palco tutta sera con la chitarra acustica a tracolla
senza quasi mai suonarla (alla George Strait): da lontano sembrava pure che
non fosse amplificata.
Nel gran finale però ecco arrivare per lui una elettrica sulla quale si accanisce
con assolo velocissimi in un brano che però non avrei mai voluto ascoltare,
la ormai troppo inflazionata "Sweet Home Alabama". A lui però si
può perdonare anche questo.
Cala quindi il sipario su un'altra grande edizione del Festival di Gstaad,
edizione che mi ha soddisfatto molto di più della precedente serata del 2004.
Come ogni anno passeremo ora mesi a cercare di indovinare chi saranno le prossime
star del 2006 e a sognare che siano tra i nostri artisti preferiti.
Roberto Campovecchi

Joe Nichols
John Michael Montgomery