Accompagnato
dall’amico Greg Cohen, musical
director e contrabbassista di Tom Waits, Mimmo Locasciulli presenta alla Cantina
Mediterraneo la sua
quindicesima
fatica, "Piano Piano".
L’atmosfera è quella
giusta, come dire, avvolgente ma allo stesso tempo frizzante, tanto che il pubblico,
abbastanza numeroso e d’età eterogenea, è in trepidante attesa. Sullo sfondo
intanto fanno bella mostra, come se si trattasse di un presunto dipinto
di Kandinskij un
vecchio contrabbasso e un pianoforte a coda su cui fa buona
guardia un cappello abbandonato.
Calano le luci. Il concerto sta per iniziare.
Tutti sono ai loro posti, in ossequioso silenzio. Improvvisamente uno
scroscio di applausi irrompe nella quiete, conducendo
i due musici verso il palchetto illuminato d’oro.
Il berretto sul capo, una
breve presentazione dell’illustre compagno di avventura, due
note di accordo e … via, si parte senza indugio. Il cantautore abruzzese
rivela immediatamente la sua arte intrisa di desiderio, illusione e romanticismo
attraverso
canzoni popolari e al contempo raffinate come "Lettere dalla Riserva", "Vanina" e "Un po’ di Tempo Ancora".
Quelli
presentati da Locasciulli sono
motivi d’infinita leggerezza ma capaci di far breccia nelle coscienze
d’ogni spettatore, ci riferiamo a "Hotelsong" e
"Olio
Sull’acqua", quest’ultima scritta assieme a Enrico Ruggeri e
Francesco De Gregori.
La folla incomincia a riscaldarsi con "Randagio" mentre
vola sulle ali dell’entusiasmo con "Piano Piano" (brano
da far invidia al miglior Capossela), rabbonendosi
invece sulle note sognanti e dalle tinte jazz di "L’interpretazione
dei Sogni" e "Tu No" (brano che rende omaggio a Piero Ciampi).
C’è infine la struggente "Vola Vola Vola" cantata in parte in dialetto abruzzese; una gemma
da ascoltare al mattino, o quando il sole cala presto all’orizzonte. Tra plausi
e cortesi ovazioni, termina l’esibizione del Nostro cantastorie.
E noi non possiamo fare altro che ringraziarlo della splendida
serata.
© 2005 Luca D’Ambrosio