Riccardo Bertoncelli - STORIA LEGGENDARIA DELLA MUSICA ROCK
Giunti, Firenze 1999

Questo non è un libro sulla storia del rock. Lo stesso autore, infatti fa notare come questa sarebbe una materia troppo ampia da trattare, come "una storia del rock dalle origini al 2000 sia oggi praticamente impossibile e comunque sfugga alle forze di un solo individuo (...), ammesso che una scena così complicata, policentrica, multitribale come quella della musica 2000 possa ancora essere mappata in forme e modi tradizionali come appunto quelli della storia". Non, quindi, una storia, ma un "reticolo di storie" - da non dimenticare - leggendarie. L'autore ci racconta episodi curiosi della carriera dei personaggi che hanno reso grande il rock e di quelli che, in qualche modo, si sono differenziati, a partire da "Memphis, una sera d'estate" del luglio 1964, quando un certo Elvis Aaron Presley registrava le sue prime canzoni, fino all'approdo del rock sulla rete, analizzando come le nuove tecnologie potrebbero cambiare il mondo del rock.
Troveremo, dunque, fotografati, oltre agli esordi di coloro che hanno fatto storia (e leggenda), come Dylan, i Beatles, i Rolling Stones, momenti determinanti, drammatici o assolutamente spettacolari della carriera di tante star, che si sono incrociati, scontrati o ripetuti; momenti che fanno dire: "come avrei voluto esserci!"
Leggiamo, con passi degni di un romanzo, di quando Keith Richards tentò di rubare i dischi che Mick Jagger, incontrato per caso, teneva sottobraccio (non ci riuscì, ma nacquero i Rolling Stones), o di quando Brian Wilson dei Beach Boys cercava invano, tra mille rimuginazioni, di comporre il grande concept album che aveva in testa, che non uscì mai, oppure di quando i Beatles conquistarono l'America, quando Bill Graham aprì il Fillmore Auditorium; quando Robert Wyatt cadde da quella finestra, di quella magica notte del 1973 in cui i Pink Floyd presentarono dal vivo The Dark Side of The Moon, inondando New York di suoni fino all'alba. Possiamo sentire l'atmosfera dei giorni in cui la musica di Woodstock rappresentava il sogno della nazione hippy, dei giorni in cui il primo nucleo del punk scosse la scena newyorkese; vediamo Janis Joplin sepolta viva nel blues, l'ascesa e la caduta di Ziggy Stardust, i R.E.M. girare gli States ancora con un vecchio furgone verde, Ian Curtis cedere sotto il peso del successo, i Guns'n'Roses ravvivare un rock ormai spento. E così via fino a Marilyn Manson, l'anticristo superstar.
Molto originali e vivaci i titoli dei capitoli, escogitati per riassumere e legare tra loro gli avvenimenti più importanti, come ad esempio: "Rock intorno al pube di Johnny B. Goode", "Scarafaggi rotolanti sulla Highway 61", "Sangue, zucchero & un Nirvana a macchie (Un sogno siamese). Ogni capitolo è accompagnato da una lista di dischi, film e libri sui personaggi e i periodi storici trattati, per un maggiore approfondimento per i lettori più curiosi che volessero verificare la veridicità di quanto contenuto nel libro o capire meglio un artista, un genere, un'epoca.

Stefania Montanari

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