f. pivano - amici scrittori Fernanda Pivano - AMICI SCRITTORI
Mondadori, Milano 1995

"Vi ho mai raccontato di quella volta in cui Charles Bukowski mi regalò una rosa strappata dal suo giardino? O di quando, a San Francisco, conobbi Bob Dylan nel 1965 o della volta che ritrovai il manoscritto di Neal Cassady diventato poi 'The First Third"? Oppure della profonda amicizia e delle lunghe telefonate con Jack Kerouac, o di quando feci compagnia a Hemingway al suo ritorno a Venezia dal terribile incidente d'Africa? E del memorabile incontro con Raymond Carver a Roma nell'87, quando 'rimase da me tre ore ma mi arricchì come se lo avessi frequentato da anni'? Vi ho mai parlato della dolcezza di Erica Jong, della timidezza di Henry Miller o di quando, nel '56 in pellegrinaggio letterario negli Stati Uniti, visitai i luoghi della "Antologia di Spoon River"?
Questo è ciò che sembra dirci Fernanda Pivano dalle pagine del libro, una raccolta di memorie su quarant'anni di lavoro e di incontri con numerosi scrittori che, oltre ad essere da lei ammirati, sono stati spesso suoi cari amici e, talvolta, anche maestri.
Nessuna vanità, però, nel raccontare questi emozionanti episodi, nonostante la scrittrice riconosca il suo privilegio - non a tutti capita di passeggiare lungo la Senna con Ginsberg, Gregory Corso e Peter Orlovsky, o di essere chiamata "daughter" da Hemingway - ma solo il sincero entusiasmo di chi ama veramente il proprio lavoro e l'arte di cui si circonda, insieme alla volontà di trasmettere questa passione ai giovani e, ancora una volta, a quelli "ormai meno giovani" che l'hanno sempre seguita, incoraggiata, quelli che, nel 1967, le portavano da leggere le loro poesie e che ogni sera le riempivano la casa "dei loro sogni, delle loro inquietudini, della loro disperazione".
Uno degli episodi più belli è "La storia delle Edizioni East 128 e di Pianeta Fresco", che narra la nascita di una casa editrice di Fernanda Pivano e del marito Ettore Sottsass con l'intento di pubblicare le opere di scrittori esordienti e promettenti a cui nessun editore prestava attenzione e di convogliare in un giornalino le arti figurative, le espressioni letterarie, le idee più all'avanguardia dell'epoca. Ed era un'epoca di grande fermento culturale, sociale ed ideologico - la seconda metà degli anni '60 - e ciò è perfettamente tangibile nell'emozione della Pivano, anche a distanza di anni, di partecipare attivamente al cambiamento in atto.
Fernanda Pivano ci presenta gli scrittori, gli attori e i musicisti che ha conosciuto descrivendoli negli aspetti più insoliti ma più veri del loro carattere, spesso per mostrare quanta differenza ci sia tra persona e personaggio, tra vita pubblica e privata e analizzando, di nascosto, quanta e quale parte di sé tali artisti mettono nelle loro opere. Dietro a tutto questo appare lei, l'autrice, la cui personalità emerge tra le righe di ogni pagina.
Splendide foto corredano i racconti ritraendo una giovane e bellissima Fernanda con gli occhi illuminati dalla gioia di essere accanto ai suoi tanto amati amici scrittori e di condividere con loro un lavoro, un pezzo di vita, un pezzo di storia della letteratura.

Stefania Montanari

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