Guido Harari - FABRIZIO DE ANDRE' - E POI IL FUTURO
Mondadori, Milano 2001

Dopo avere curato libri come "Notti di note" su Claudio Baglioni e "Lindsay Kemp" e dopo vent'anni di lavoro e di amicizia con De Andrè, Guido Harari, fotografo che avevamo già apprezzato nel suo precedente "Fotografie in musica", firma questa nuova raccolta di immagini e parole dedicata al grande musicista genovese nel terzo anniversario della sua scomparsa.
Un libro in cui, in realtà, il fatto che De Andrè fosse un musicista, passa a volte in secondo piano, per far risaltare invece l'uomo che stava dietro alla musica, dietro la chitarra, dietro le parole. Perché Fabrizio raccontava le storie che vedeva, che sentiva; perché Fabrizio sapeva di non essere il centro del mondo e dava voce ai suoi pensieri ma anche alle persone e alle storie nell'ombra; perché Fabrizio amava la vita, in tutti i suoi aspetti. Avrebbe potuto esprimerlo con la pittura, o con un'altra arte. Lui scelse la musica, e la poesia, e ci mostrò il mondo come non volevamo vederlo.
Guido Harari scelse la fotografia e ora ci mostra un De Andrè come non avevamo mai visto, o come molti, i più giovani, non si ricordano.
Le splendide immagini color seppia ripercorrono la vita di Faber fin dall'infanzia, ritraendolo bambino per le strade del borgo, per soffermarsi, poi, sugli anni della giovinezza, degli inizi della carriera, come mostra anche la foto di copertina. Ecco, quindi, il De Andrè della vita di bohème, poi compare la famiglia e i paesaggi sardi si sostituiscono alle vie di Genova. Ecco Puny, poi Dori, i figli - dolcissime sono le immagini di Fabrizio con Cristiano che impara a suonare e con la piccola Luvi - quella famiglia che ha fatto parte anche della sua vita artistica da sempre, fino alla fine.
Per ogni decennio della sua vita alcune righe ne riportano le tappe più importanti; ogni pagina è accompagnata da pensieri di Fabrizio, confessioni, ricordi, spesso come didascalie alle foto per immortalare una fase o una persona particolarmente significativa della sua esisenza. Appunti scritti a mano e testi di canzoni scarabocchiati sono testimoni della sua carriera artistica, mentre le copertine dei suoi dischi sono affiancate dalle immagini che riportano De Andrè al lavoro in studio di registrazione o in compagnia dei suoi musicisti e collaboratori, quindi ecco la PFM, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, i New Trolls. Nemmeno mancano gli amici storici: Paolo Villaggio, Beppe Grillo, Fernanda Pivano.
Le pagine girano, il libro sta per finire, i ritratti ora riportano il De Andrè degli ultimi anni, sul palco per l'ultima volta. Per ricordarlo ci uniamo alle parole di Guido Harari: "oggi di lui mi mancano più di tutto l'acutezza, la lingua e l'ironia più affilate di un bisturi, l'intelligenza e la cultura onnivore, quella sensibilità fatta di velluto e carta vetrata e il saper ascoltare avendo una parola per tutto e tutti. Ma il balsamo della sua arte e della sua persona è ancora qui, intatto per sempre, nelle sue canzoni, nelle sue parole".

Stefania Montanari

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