G. Harari - Fotografie in musica Guido Harari - FOTOGRAFIE IN MUSICA
Rusconi, Milano 1991

Dopo diciott'anni di carriera il fotografo Guido Harari raccoglie, in questo libro, alcuni dei suoi scatti più belli accompagnati da commenti e ricordi scritti dai cantanti e musicisti che, nel tempo, dopo essere stati suoi idoli, ne sono diventati anche amici. Un'interessante prefazione dell'autore racconta come è nata la professione di fotografo e come si è evoluta negli anni insieme ai mutamenti avvenuti nella scena musicale ma anche sociale, in Italia come all'estero. La storia inizia coi primi appostamenti nei backstage dei concerti o davanti agli alberghi delle rockstar per catturare qualche scatto amatoriale, fino diventare il fotografo ufficiale di molti artisti, tra cui Santana, Simple Minds, Fabrizio De Andrè. Per alcuni di essi è stato l'autore delle copertine di grandi album, come Birthday di Paul McCartney; per altri ha realizzato libri, come Notti di Note di Claudio Baglioni.
Ogni immagine è corredata dalle memorie dell'autore riguardo al personaggio ritratto e al momento dello scatto; pensieri ed emozioni sui soggetti sono espressi anche da illustri compagni di viaggio dell'autore, quali, soprattutto, Joni Mitchell e Little Steven.
Difficile elencare le fotografie più belle, tra gli intensi primi piani in bianco e nero di Robbie Robertson, Marianne Faithfull, B.B. King, o le immagini colorate e dinamiche provenienti direttamente dal palco, come quelle di Neil Young, Chuck Berry, Led Zeppelin, oppure ancora le vere e proprie composizioni artistiche piene di poesia quali sono i ritratti di Mia Martini, Sinead O'Connor come Giovanna D'arco, Bob Marley in una nuvola di fumo. Forse meno intense ed emozionanti le immagini tipicamente anni '80 nello stile e nei soggetti, come quelle dei Duran Duran, o di Boy George, in cui il look stravagante e i colori forti incarnano lo spirito del tempo; probabilmente, come si intuisce dalle didascalie dell'autore, foto scattate più per dovere che per passione.
La storia termina con il ricordo di una serata del marzo 1991 a Milano, in cui "Roger McGuinn intona My Back Pages ... Ritorno al futuro o cosa? Il flashback è al solito traumatico, tra sogni, ideali, utopie, innocenza perduta e la puntuale catarsi di una musica dura a morire. Trent'anni di più sulle spalle e l'aria un po' cogliona di chi, come guardandosi allo specchio, per una sera non ha neppure uno straccio di voglia di tirar consuntivi. Abbagliati dall'euforia del juke-box globale e da quanti artisti che avremmo visti volentieri muniti di 'voci potenti / lingue allenate a battere il tamburo... voci potenti / adatte per il vaffanculo' (grazie De Andrè) non solo abbiamo eletto la musica colonna sonora dei nostri anni migliori ma le abbiamo addirittura delegato la chiave dei nostristessi cambiamenti."

Stefania Montanari

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