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Andrea De Carlo - I VERI NOMI Due amici incerti su cosa fare da grandi si improvvisano giornalisti
rock guadagnando una fortuna con la pubblicazione di libri-interviste
ai più grandi nomi della scena rock internazionale. O meglio: Alberto
scrive rimanendo nell'ombra, Raimondo firma gli articoli e impersona la
figura del giornalista cosmopolita amico delle star più inavvicinabili.
Peccato che le interviste siano tutte false e che nessuno dei due amici
abbia mai incontrato in vita sua uno dei musicisti di cui hanno scritto.
Ma l'avventura iniziata quasi per gioco finirà per cambiare le
loro vite, a dimostrazione del fatto che avere il coraggio di credere
nei propri sogni anche quando ciò sembra una follia, dà
di più che rassegnarsi alla realtà più semplice ed
evidente.
Già altre volte De Carlo ha affrontato questo tema nei suoi libri: in "Di noi tre" si trattava di girare un film pur non avendone i mezzi, in "Tecniche di seduzione" il sogno del protagonista era quello di diventare scrittore, in "Due di due" di vivere e lavorare in campagna staccando il cordone ombelicale con il mondo moderno. |
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Tra i temi ricorrenti che appaiono in questo romanzo c'è poi
il viaggio nella tanto sognata America, già trovato in "Treno
di panna", anche se qui l'attenzione non è puntata sul vuoto
dell'american way of life, ma su ciò che questo Paese
da sempre evoca per gli appassionati di rock e magari anche di letteratura
beat ("con gli autobus della Greyhound avevo una familiarità
che mi veniva dai libri e dalle canzoni"). Anche qui, inoltre,
come in "Due di due" e "Di noi tre", la storia inizia
a Milano con due ragazzi pieni di sogni e ignari di cosa riserverà
per loro il futuro, forse perfino ignari che la loro amicizia li accompagnerà
tutta la vita nonostante le distanze geografiche, le diverse strade
intraprese e gli anni che passano, che fanno fare bilanci e che mostrano
che rimane ciò che conta davvero. Ancora una volta si ha un'inversione
di ruoli tra i due protagonisti e ancora una volta, dopo l'invenzione
di personaggi carismatici quali Guido Laremi, Marco Traversi e Misia
Mistrani, tanto per fare dei nomi, l'autore affida il ruolo di co-protagonista
ma non di voce narrante al personaggio più eclettico, più
intenso e complicato dei due, quello intorno a cui ruota l'intera vicenda
- in questo caso Raimondo Vaiastri, caratterizzato da una incredibile
difficoltà a distinguere tra realtà e fantasia. Stefania Montanari |
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