Catherine Dunne - LA MOGLIE CHE DORME
Tea Due, 2002

"Farrell guarda sua moglie che dorme...": così inizia il libro, proiettandoci direttamente dentro la vita intima di una coppia irlandese. L'incipit trasmette semplicità di gesti quotidiani, tenerezza, ma, al lettore attento, anche oscuri presagi. Qualcosa non quadra in questa scena familiare che ci si trova davanti appena aperta la porta. Anche i personaggi del romanzo lo penseranno, Farrell lo sa. In realtà, niente quadra in questa storia, nella vita di Farrell.
E' difficile lasciarsi il passato alle spalle, anche dopo essere scappati correndo a perdifiato: a volte ritorna, si insinua nelle sottili crepe della vita quotidiana, ti afferra al collo quando meno te l'aspetti, ti lascia senza aria, ti scaraventa addosso tutte le paure che pensavi di avere lasciato insieme alle persone care che la vita ti ha portato via. Per Farrell perfino il suo nome è troppo doloroso da pronunciare: non vuole essere come suo padre, non vuole nemmeno chiamarsi come lui. Lui non tornerà a casa ogni sera ubriaco, non torcerà un capello a sua moglie, si prenderà cura dei suoi figli, lui renderà sempre felici le persone che ama. Le proteggerà dagli intrusi che vorranno minare la loro felicità. Ad ogni costo, chiunque essi siano.

La storia di un onesto e meritato riscatto da un'infanzia fatta di violenza, privazioni e abbandono si trasforma così nella storia di un amore malato. Di una eccessiva fame d'amore, di approvazione, di rivincita. La storia di un'ossessione, dalle tragiche, imprevedibili conseguenze.
Quando Farrell incontra Grace per la prima volta, sa già che sarà "l'unica donna che avrebbe mai desiderato in vita sua". La aiuterà a fuggire dalla sua famiglia, ad intraprendere il lavoro che sognava, a fare carriera, le darà case sempre più belle, vuole essere tutto per lei. Così da marito attento e premuroso si farà opprimente e geloso, ossessionato dall'idea di non riuscire mai a darle abbastanza e, soprattutto, di non riuscire a mettere definitivamente in ombra l'arrogante padre di lei. Questi è il suo nemico, e Farrell ha imparato dalla vita che il nemico bisogna combatterlo con almeno tre mosse d'anticipo. Sarà una guerra che a poco a poco lo consumerà, trascinandosi dietro tutto ciò che era riuscito a costruire.
Catherine Dunne, scrittrice abile nel portare a galla le inquietudini che si celano sotto la liscia apparenza della quotidianità (come già abbiamo visto nel suo "La metà di niente"), è qui altrettanto capace nel trattenere e guidare l'attenzione del lettore, frammentndo il racconto della vicenda in tre piani temporali che, dapprima completamente sfasati, tendono pian piano a congiungersi portando ad un inaspettato finale.


Stefania Montanari

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