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Arto Paasilinna - IL MUGNAIO URLANTE Iperborea, 1997 In un villaggio sperduto della Lapponia del dopoguerra arriva un giorno
uno strano personaggio. Chi sarà mai quel pazzo che si è
messo in testa di fare funzionare di nuovo il vecchio mulino delle Rapide
della Foce? Eppure riesce nell'impresa con grande successo e, nelle lunghe
sere dell'estate nordica, raduna intorno a sè frotte di adulti
e bambini che ridono per le sue strampalate imitazioni di animali e per
le storielle fantasiose che sa raccontare. Tutto sommato èuna brava
persona, distinta, gentile e socievole, anche se nessuno sa da dove viene
e quale sia il suo passato.
Peccato che abbia un difetto... Quando èimmerso nella più cupa tristezza, quando il cuore è dolorante o quando esplode di felicità, lui sale su in mezzo ai boschi e ulula. Sì, proprio come i lupi, ulula, e anche forte, talmente forte che sveglia dal sonno tutti gli abitanti del villaggio e anche di quelli vicini e agita i cani che poi non la smettono più di abbaiare. |
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Non se ne può più, non èammissibile che un uomo
si metta a ululare, sicuramente èpazzo. E i pazzi devono stare
in manicomio, quindi anche Gunnar Huttunen deve essere assolutamente rinchiuso,
tutti sono d'accordo. Tranne il mugnaio e tre suoi amici. Lui non sa cosa
farci, gli viene spontaneo, ma non farebbe male a una mosca.
E i suoi amici lo capiscono, del resto anche loro sembrano non avere tutte le rotelle a posto: il portalettere Piitisjarvi è così dedito all'alcol che si distilla la grappa da solo violando legge, il poliziotto municipale Portimo finge di essere d'accordo con le altre guardie e di dargli la caccia per arrestarlo mentre di nascosto lo aiuta nella fuga, e poi c'è la dolce Sanelma Kayramo, la consulente orticola che pedala sorridente da una casa all'altra per educare boscaioli e allevatori alla coltivazione di frutta e verdura. Lei è il grande amore del mugnaio, un amore timido e romantico, fatto di sguardi, di lettere lasciate e raccolte in una cassettina segreta nel bosco, di attese, ma forte tanto da essere decisivo per la salvezza di Gunnar, forte come il suo amore per la libertà. O forse i pazzi sono in realtà gli altri abitanti del villaggio, chiusi nella loro abitudinarietà e nella loro pigrizia, ormai lontani da ogni entusiasmo, loro che, pur vivendo immersi nella natura, non ricordano più la bellezza insita negli istinti primordiali e in tutto ciò che è puro e autentico? Così, anche se inizialmente riusciranno nel loro intento, il mugnaio combatterà fino in fondo per la sua integrità, per difendere la sua vita, con fughe rocambolesche tra i laghi e le foreste finlandesi, tra incontri segreti e lunghe notti di attesa e di paura immerse nella magia silenziosa del Grande Nord. Arto Paasilinna, scrittore di culto in Finlandia con venticinque anni di carriera alle spalle, non smette di farci sorridere e commuovere, di trascinarci insieme ai suoi personaggi in avventure tanto coinvolgenti quanto surreali, sempre accompagnate da un'ironia capace di mostrare il lato esilarante anche nalle vicende più tragiche. Così ne "Il mugnaio urlante" come ne "L'anno della lepre", "Il bosco delle volpi", "Il figlio del dio del tuono", "Lo smemorato di Tapiola", tutti editi in Italia da Iperborea, si respira l'aria fresca e pungente del Nord, la dolcezza incantata dei suoi paesaggi, l'ampiezza degli orizzonti, visibili tanto nelle descrizioni naturalistiche quanto nella speranza che Paasilinna sa fare emergere dai risvolti negativi della società e dalle asperità della vita. Stefania Montanari |
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