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Mick Wall & Malcom Dome - NIRVANA.
L'EREDITA' DI KURT COBAIN Arcana Editrice, Padova 1996 Questo piccolo libretto, se paragonato con uno dei più autorevoli
e famosi trattati su Kurt Cobain quale è "Cobain", la
raccolta di articoli e interviste di Rolling Stone, sembra insignificante:
94 pagine contro 143, il formato è quasi la metà, la grafica,
all'interno è pressoché assente, la maggior parte delle
immagini, seppure molto belle come contenuto, sono piccole e in bianco
e nero. Ma la qualità e l'importanza dell'opera sta nel fatto che
non celebra un personaggio trasformandolo in eroe, ma analizza l'influenza
che questo artista e il suo gruppo hanno avuto sul panorama musicale ed
è, dunque, di più ampio respiro: "il libro esplora
il dilemma etico che Kurt Cobain ha vissuto, la sua decisione di andare
sino in fondo e rifiutare il destino, la disonestà e l'ipocrisia,
e come questi fattori abbiano portato alla sua morte". Ma non solo:
non c'è solo Kurt Cobain col suo spettro in questo libro, ma ci
sono anche le storie di Courtney Love, Dave Ghrol e i Foo Fighters, Eddie
Vedder, Scott Weiland, i Manic Street Preachers, i Soundgarden e tutti
quelli la cui vita personale e musicale ha ruotato intorno - o insieme
- a quella di Kurt Cobain.
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Vengono esaminate le vicende dei personaggi che, come Cobain, sono
diventati prigionieri del successo e del sistema cui erano contro; rockstars
che non volevano essere rockstars e a cui l'improvvisa popolarità
e la conseguente enorme entrata di denaro hanno fatto perdere il senso
dell'orientamento.
Anche questo libro inizia dalla fine, cioè dal giorno della morte di Kurt, chiedendosi perché. Indaga nella sua infanzia segnata dalla separazione dei genitori e dalle violenze subite a scuola, poi nella sua carriera di musicista, l'enorme successo che ha travolto il gruppo, la dipendenza dall'eroina, l'influenza che la moglie Courtney Love poteva avere esercitato su di lui. Gli autori non sembrano nutrire molta simpatia per lei, pur dedicando una parte del libro ad una sua esauriente biografia. In qualsiasi pubblicazione su Kurt Cobain, infatti, ormai non si può parlare di lui se non si tira in ballo anche lei, per la sua presenza ingombrante e per l'effetto distruttivo che molti credono abbia avuto sul marito. Altra situazione controversa, secondo gli autori, è quella dei Pearl Jam in particolare, ma anche di tutti gli altri gruppi che hanno sfruttato la strada aperta dai Nirvana per giungere al successo. Cobain non mostrò mai molta ammirazione per Eddie Vedder e compagni, definendo la loro musica "rock commerciale", mentre Eddie cercava in tutti i modi di essere all'altezza ed entrare nelle grazie di Kurt. La morte di Cobain, comunque, sconvolse letteralmente e paralizzò tutta la scena di Seattle, ma il libro mostra come molti artisti siano poi dolorosamente rinati e rinnovati, citando Dave Grohl come primo esempio. Chiude il libro una lista di venti dischi sull'eredità di Kurt Cobain, che comprende sia lavori delle band della scena di Seattle, che di altri artisti, tra cui R.E.M., Patti Smith e Neil Young, che hanno voluto rendere omaggio alla persona che, nel bene e nel male, ha dato definitivamente una svolta alle sorti del rock negli anni '90 e ha incarnato la rabbia e la frustrazione di altre migliaia di giovani delusi dal mondo e dal loro destino. Stefania Montanari |
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