Nuala O'Faolain - SEI QUALCUNO? Storia di una dublinese
Guanda, Parma 2000

L'Irlanda non è solo verde terra dalle dolci colline, col cielo che "si apre e si chiude al ritmo della musica". E'- ma soprattutto è stata, in un passato nemmeno troppo lontano - terra di contrasti anche nella società, con una mentalità conservatrice, chiusa verso le donne, senza prospettive e stimoli da offrire. Nuala nacque, circa mezzo secolo fa, in una Dublino che "assomigliava molto di più ad un reperto storico che a una città moderna". Avere otto fratelli, all'epoca, non significava nemmeno far parte di una famiglia particolarmente numerosa. Ogni donna non doveva avere molte preoccupazioni nella vita, anche se non le era dato modo di avere informazioni sul suo corpo e sulla sessualità, anche se non era ben accetto che lavorasse, perché prima o poi avrebbe trovato un marito che l'avrebbe anche mantenuta e avrebbe fatto tanti figli da avere il tempo già sufficientemente occupato. Così come aveva fatto sua madre e, prima, sua nonna e, prima ancora, tutte le altre donne irlandesi, perché era così che doveva essere. Salvo poi trascorrere il proprio tempo, una volta che i figli se ne fossero andati, al pub per bere in solitudine, o a casa, di nuovo davanti ad una bottiglia per dimenticare la propria frustrazione.
Ma Nuala non accettò che fosse così anche per lei, non voleva ricalcare la vita di sua madre. Anche se lo capì a trent'anni, dopo essere andata avanti alla cieca senza chiedersi perché, cosa, chi, dove. Nuala si trasferì presto in Inghilterra, viaggiò in tutto il mondo, con amici, amanti o da sola; appassionata da sempre di letteratura, entrò in contatto con scrittori e intellettuali e iniziò a scrivere intraprendendo la carriera giornalistica, per approdare poi alla televisione come autrice e produttrice. Poi, a quarant'anni, di nuovo sola: la morte del padre - mai stato molto presente, a dir la verità - poi quella della madre, sola e alcolizzata e la fine dell'ennesimo amore: "Non possedevo nulla di quanto tradizionalmente ha sempre contato per le donne, né di quanto aveva contato per me fino ad allora. Ero sola, senza un marito e senza figli. Sul piano personale, insomma, mi sentivo solo una fallita". Poi un giorno un editore le chiese di unire alcuni suoi articoli per farne un libro. Nuala dovette scrivere note biografiche per l'introduzione, ma aveva tanto da dire, urgenza di parlare, gridare la propria solitudine e quell'introduzione divenne "Sei qualcuno?" Non immaginava che tante donne le avrebbero scritto per raccontarle quanto avessero in comune con lei e per ringraziarla di aver dato voce ad una condizione diffusa quanto taciuta. Ora Nuala non è più sola e ha migliaia di lettori in tutto il mondo che la considerano un'amica. Chissà se questo libro le ha portato fortuna anche nel trovare quel principe azzurro o principessa che tanto aspettava...

Stefania Montanari

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