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Nuala O'Faolain - SEI QUALCUNO?
Storia di una dublinese L'Irlanda non è solo verde terra dalle dolci colline, col cielo
che "si apre e si chiude al ritmo della musica". E'- ma soprattutto
è stata, in un passato nemmeno troppo lontano - terra di contrasti
anche nella società, con una mentalità conservatrice, chiusa
verso le donne, senza prospettive e stimoli da offrire. Nuala nacque,
circa mezzo secolo fa, in una Dublino che "assomigliava molto di
più ad un reperto storico che a una città moderna".
Avere otto fratelli, all'epoca, non significava nemmeno far parte di una
famiglia particolarmente numerosa. Ogni donna non doveva avere molte preoccupazioni
nella vita, anche se non le era dato modo di avere informazioni sul suo
corpo e sulla sessualità, anche se non era ben accetto che lavorasse,
perché prima o poi avrebbe trovato un marito che l'avrebbe anche
mantenuta e avrebbe fatto tanti figli da avere il tempo già sufficientemente
occupato. Così come aveva fatto sua madre e, prima, sua nonna e,
prima ancora, tutte le altre donne irlandesi, perché era così
che doveva essere. Salvo poi trascorrere il proprio tempo, una volta che
i figli se ne fossero andati, al pub per bere in solitudine, o a casa,
di nuovo davanti ad una bottiglia per dimenticare la propria frustrazione.
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Ma Nuala non accettò che fosse così anche per lei, non
voleva ricalcare la vita di sua madre. Anche se lo capì a trent'anni,
dopo essere andata avanti alla cieca senza chiedersi perché, cosa,
chi, dove. Nuala si trasferì presto in Inghilterra, viaggiò
in tutto il mondo, con amici, amanti o da sola; appassionata da sempre
di letteratura, entrò in contatto con scrittori e intellettuali
e iniziò a scrivere intraprendendo la carriera giornalistica, per
approdare poi alla televisione come autrice e produttrice. Poi, a quarant'anni,
di nuovo sola: la morte del padre - mai stato molto presente, a dir la
verità - poi quella della madre, sola e alcolizzata e la fine dell'ennesimo
amore: "Non possedevo nulla di quanto tradizionalmente ha sempre
contato per le donne, né di quanto aveva contato per me fino ad
allora. Ero sola, senza un marito e senza figli. Sul piano personale,
insomma, mi sentivo solo una fallita". Poi un giorno un editore le
chiese di unire alcuni suoi articoli per farne un libro. Nuala dovette
scrivere note biografiche per l'introduzione, ma aveva tanto da dire,
urgenza di parlare, gridare la propria solitudine e quell'introduzione
divenne "Sei qualcuno?" Non immaginava che tante donne le avrebbero
scritto per raccontarle quanto avessero in comune con lei e per ringraziarla
di aver dato voce ad una condizione diffusa quanto taciuta. Ora Nuala
non è più sola e ha migliaia di lettori in tutto il mondo
che la considerano un'amica. Chissà se questo libro le ha portato
fortuna anche nel trovare quel principe azzurro o principessa che tanto
aspettava...
Stefania Montanari |
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