Roddy Doyle - PADDY CLARKE AH AH AH!
Tea Due, Milano 1991

Con questo romanzo lo scrittore irlandese Roddy Doyle, già noto anche per le trasposizioni cinematografiche di altri tre suoi romanzi ("The Snapper"," Due sulla strada" e "I Commitments"),si afferma definitivamente in tutto il mondo. Leggendo "Paddy Clarke" si viene proiettati direttamente nella vita e nei pensieri di un bambino irlandese di dieci anni in maniera inconsueta e innovativa, rispetto ai tradizionali romanzi sull’infanzia.
Tutto il libro scorre con un ritmo svelto, incalzante e libero dagli schemi, esattamente come il pensiero di questo ragazzino divertente e vivacissimo. Siamo in Irlanda nel 1968 e Paddy Clarke ci porta in giro per la sua città, i sobborghi operai di Barrytown, ci fa entrare tutti i giorni in casa sua, ci descrive i suoi genitori e qualche volta ci porta a scuola con lui dal severo maestro "Henno".

Ben presto conosciamo tutti i suoi amici: Kevin, Liam e Aidan, i compagni di scuola e di zuffe; proviamo un po’ di tenerezza per il suo piagnucoloso fratello che lui ha ribattezzato Sinbad.
Le giornate di Paddy scorrono rapide e intense tra partite di pallone in strada, dove deve lottare per essere George Best, gare di parolacce, fuochi accesi di nascosto e tutta una miriade di episodi e relativi guai che fanno sorridere ma anche riflettere. Questo bambino possiede intelligenza e sensibilità con le quali scruta il mondo attorno a sé e soprattutto scruta gli adulti, dal momento che è evidente, in tutto il romanzo, che ai bambini non si riesce a nascondere nulla.
Attraverso le sue riflessioni, ci rendiamo conto che la vita delle famiglie operaie è difficile, che il confine tra l’essere inseriti in un gruppo o venirne emarginati è sottile e che gli adulti mentono spesso. Questi ultimi, in particolare, formano un contorno un po’ insensibile, indifferente e talvolta meschino ad un’infanzia che richiede non solo attenzioni, ma soprattutto risposte e sicurezza.

Laura Ferrari

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