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Marco Pierotti - GUIDA ALL'ASCOLTO DELLA MUSICA ROCK Il libro prende in esame cinquanta artisti: i primi venticinque sono,
secondo il parere dell'autore, i più importanti, elencati in ordine
cronologico, con la recensione di vari album ciascuno e il relativo giudizio
espresso in stelline. Essi sono citati per "la grande influenza che
hanno esercitato e per i risultati artisticamente perfetti". Gli
altri venticinque artisti sono quelli minori, elencati in ordine alfabetico,
con la segnalazione di un solo album degno di nota per ognuno. Scorrendo
tali elenchi, di primo acchito, si può rimanere alquanto sorpresi
per i nomi che vi si leggono, come Atomic Rooster, Black Widow o Def Leppard
tra i più grandi, ma soprattutto per quelli che non vi compaiono,
come gli U2, Lou Reed, o l'album The Wall dei Pink Floyd, oppure
per quelli che si pensa dovrebbero stare tra gli artisti maggiori e non
tra i minori, come, ad esempio, gli Who e i Grateful Dead. L'autore, però,
segue una logica particolare anche se, come ammette egli stesso, influenzata
dai gusti personali. A volte forse troppo. Inoltre, "la scelta (...)
ha dolorosamente riguardato gruppi i cui lavori siano reperibili su CD.
(...) ". Infine, "non troverete qui recensiti Bob Dylan o Bruce
Springsteen.
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Il primo è troppo poco Rock, essendo più vicino a certa
musica Folk; il secondo è al contrario troppo Rock, limitandosi
a un'operazione di rilettura del Rock degli esordi, e non necessita di
una guida all'ascolto, essendo la sua musica facile e immediata".
Questo chiarisce la logica seguita, e l'autore spiega cosa si intende per puro rock nei paragrafi seguenti, dedicati alla nascita, lo sviluppo e il declino di questo genere musicale. Per curiosità, i gruppi che vantano il maggior numero di album recensiti ed anche i più numerosi voti a cinque stelle sono i Rolling Stones, i Led Zeppelin e i Deep Purple. Non sembra invece degna di considerazione la musica anni '80, dai quali vengono salvati solo i R.E.M. Un libro, dunque, coraggioso, ma interessante, perché sfata alcuni miti divulgati e ingigantiti dalla stampa stessa in questi cinquant'anni di storia del rock, riguardanti, ad esempio, i Beatles, i Rolling Stones, il punk e la grandezza da sempre attribuita loro. D'altro lato, però, è anche l'ennesima dimostrazione del fatto che scrivere su argomenti di questo genere, come anche, ad esempio, "I 100 migliori dischi", "Il personaggio rock del secolo" serve solo a riempire pagine di parole. Nessuna speranza, infine, per il rock italiano: nessun nome di casa nostra figura tra i cinquanta celebrati dal libro. Secondo l'autore l'Italia non potrà mai essere terra di rock e l'unico gruppo che viene citato come il migliore in Italia in questo genere musicale è quello dei Goblin. Grande limite di questo libro è la data di pubblicazione: 1991. Chissà che posto avrebbero trovato i Nirvana, i Pearl Jam, i Radiohead o gli Oasis se fosse stato scritto qualche anno dopo... Stefania Montanari |
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