Umberto Maggesi - SETTA BUGIARDA
Stampa Alternativa, 2004

Una ragazza come altre, chiusa nel proprio mondo, nelle proprie paure, che passa il suo tempo a piangersi addosso, è la protagonista di questa storia. Viene presa nelle spire di una setta lentamente ma sempre più totalmente, fino a non avere più la forza né la volontà di uscirne.
La forza di questa storia è nella natura apparentemente innocua e portatrice di benessere di questa setta: i suoi princìpi cardine si basano sull’ascesi dal mondo, dalla società e sul distacco dai propri bisogni carnali. Ma dietro questi prìncipi si cela una vera e propria violenza psicologica: non si parla di sette sataniche, sarebbe stato troppo facile individuarne il male, ma di una setta che cattura facendo credere all’individuo d’essere qualcuno, di potersi valere nei confronti della società, fino ad arrivare al lavaggio del cervello, all’annullamento della propria personalità, tramite estenuanti sedute, privazione del sonno e un sistema di premi e punizioni.

Il paradosso è che, seguendo questa setta che predica la propria rivalutazione, la ragazza e tutti gli altri seguaci arrivano a far male a sé stessi annullando la loro capacità critica, e la storia si sviluppa in un crescendo d’assurdità rese ancora più tali dalla constatazione che sono i seguaci stessi a crederci e a distruggersi.
La considerazione di fondo, che emerge prepotente nel lettore, è che la solitudine può rendere l’individuo così vulnerabile e così facilmente attaccabile. Una persona sola, come ce ne sono tante attorno a noi, che non riesce a guardarsi dentro per trovare ciò che desidera, può cadere in un vortice abissale perché cerca fuori di sé una guida, un ancora di salvezza.
..Perché è più facile cercare sé stessi al di fuori, invece che dentro di noi, ma difficilmente questo ci aiuterà a diventare persone veramente libere.


Alessandra Lanubile

torna all'elenco