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Karla Suarez - SILENZI Besa Editrice, 2003 Questo libro è un inno alla libertà. Ma non politica,
non letteraria, bensì alla libertà interiore. La libertà
di stare in silenzio, la libertà di non parlare ma solo di ascoltare,
la libertà di vivere le proprie giornate senza obiettivi, senza
chiedersi nulla se non ciò che passa in un momento e che attira
la nostra attenzione. Simbolica una frase: "la libertà per
me era un posto senza barriere e senza leggi, ma siamo così abituati
alle leggi che quando non esistono ci sentiamo nudi".
La protagonista, di cui non si conosce il nome (la madre la chiama "bimba", i suoi pochi amici la chiamano "Flaca"), vive godendo appieno di questa libertà portata fino allestremo, fino oltre le convenzioni sociali o oltre una vita considerata sana e i più comuni bisogni emotivi individuali. Sin da bambina impara che non deve soffrire per nessuno. Per colpa di un padre rigido e conformista assente anche quelle poche volte in cui è presente. Per colpa di una madre troppo presa da sofferenze damore per il marito, troppo presa dallascolto di nostalgici tanghi argentini, per poterle dare un affetto sereno e privo di malinconia. |
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Per colpa di una famiglia troppo poco canonica,: la nonna persa nella
perenne ricerca di un figlio da adorare, la zia psicologicamente instabile,
lo zio omosessuale. Quella bambina impara troppo presto ad isolarsi
emotivamente dalle delusioni e dai continui piccolo abbandoni e questo
la porterà, in età più adulta, a formulare la "Teoria
dellimprescindibilità", dei "Mondi paralleli".
"..niente è assolutamente necessario. Si può vivere
nello stesso spazio e non incontrarsi mai. Nessuna esistenza è
determinante di nulla
.Siamo di passaggio. Nulla è eterno
e pertanto nulla è imprescindibile. In tre o in due è
lo stesso. E quando uno manca gli altri si adattano..Pertanto bisogna
accettare la presenza altrui così comè, senza pretendere
nulla, senza aspettarsi nulla".
Alessandra Lanubile |
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