DELL’AMICIZIA



Amico mio eri
quando puzzavi di stalla
e dalle scarpe pendevano
frammenti di sterco secco.
Amico mio eri, al bagno,
seduto al mio fianco,
consumavi i fumetti in fretta.
Quale beato calore
si sprigiona dalla merda!
Solo quei lontani animali
sembrano non averlo rinnegato
e si distendono, a sera,
in un altro strato di lettiera.
Amico mio eri
timido, imbecille e servile,
portavi fiero il dì festivo
i miei pantaloni rammendati
ed ora che non sei,
ora che tu fai da padrone,
ti comporti avaro e schivo:
mi mostri orgoglioso
il tuo nuovo vestito
e ti disegni un sorriso
sull’infame mio destino.

II°

Amici più non siamo
e nel mezzo di un libro
teniamo silenti e appassiti
gli erranti arditi gigli
che un dì eravamo.
Amici più non siamo
e dei tuoi pugni stretti
restano flaccide mani
a palpeggiare denaro
nelle tue antiche tasche
sopra l’evento ricucite:
mai più poeti, insieme,
divorando cielo e stelle
dentro un unico piatto.


di Enrico Pietrangeli, tratto dal libro Di amore, di morte, edito da Teseo Editore, Roma, 2001
(l testi riportati sono di proprietà dell'autore, non possono essere riprodotti senza il suo consenso)

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sito dell'autore: www.diamoredimorte.too.it


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