La nostra categoria è qui rappresentata dal Blu poiché i suoi toni e le
sfumature identificano trasparenza, ricerca dell’infinito, la libertà e la
dimensione sacra. Le sue gradazioni infondono tranquillità, conciliano la
meditazione, inducono alla purificazione e rinascita spirituale dell’anima.
A motivo di ciò , nel corso dell’ultimo congresso ,“ Senso e valore dei colori
dell’iride “ il Blu è stato nominato e delegato per rendere note le nostre
rivendicazioni circa l’uso indiscriminato, lascivo ed a volte demenziale dei
colori.
Diritti costituzionali, leggi e decreti, contratti di lavoro, l’etica e la
ragione impongono e si adoperano per regolare il mondo salvaguardando un po’
tutte le fazioni diverse ed opposte ma nessuno si è mai posto il problema
di stabilire principi, criteri , normative e direttive specifiche riferite
a noi, quasi fossimo una setta pericolosa non contemplata dalle istituzioni.
Questo stato di cose ha concesso ai mass media, forze politiche ed all’intera
popolazione di fare un uso arbitrario stravolgendo completamente il significato
antico, la simbologia e di conseguenza la nostra storia.
Si assiste ad un vero e proprio scempio da ricondurre ad uno stato anarchico
suffragato dal bene placito di chiunque si alterni nel compito di decidere
e legiferare. Al fine di spiegare vorrei portare qualche esempio: è impensabile
ammettere l’uso dei toni Blu per i generi alimentari; ciò significa fomentare
l’eresia e la bestialità consentendo di masticare e deglutire un colore rappresentativo
dell’infinito, di fede e strettamente legato all’acqua simbolo di purezza.
Per non parlare della permissività che impera nel settore delle tinture per
capelli, da un po’ di tempo in qua’ girano indisturbate teste blu ed azzurre,
forse si tratta di una moda passeggera ma se si continuerà di questo passo
a breve tutto sarà concesso. Un giorno o l’altro ci sarà un governo nuovo
e questo è giusto per garantire l’alternanza, ma provate a pensare se per
il gusto di una bella rinfrescata, i nuovi venuti ,sostenitori dei toni più
accesi e purpurei, decidessero che il cielo azzurro, che andava bene al consiglio
dei ministri precedente, andasse d’urgenza re-imbiancato per farlo rosso?
Così come stanno ora le cose nessuno lo potrebbe impedire!
Ai molti imbratta tele che scarabocchiamo e si cimentano col colore pretendendo
di creare ma che contribuiscono solo a far imbestialire l’arte, vorrei ricordare
che solo a pochi e grandi maestri ci sentiamo di esprimere il nostro assenso
incontrastato per le loro scelte riconducibili ad esigenze espressive avveniristiche
seppur a volte particolari e monocromatiche o ad altri che si sono impegnati
a trasmettere gli stati d’animo facendo uso dei Colori in maniera innovativa
o dando ampio spazio al bianco ed al nero quali simboli, di fantasie, sogni
od incubi dell’inconscio.
Noi siamo i Colori, gli unici che possono valutare e decidere cosa possa esser
consentito e giustificato ed ai tanti profani incapaci di pensare e di creare
potremmo arrivare persino ad impedire di manipolarci. I nostri animi sono
molto turbati, ma dopo quello che è successo negli ultimi giorni, occorre
adoperarsi per mantenere la calma a tutti i costi.
La colpa, si sa, è da ricondurre alle teste calde capaci di atti estremi ma
che servono soltanto a vanificare gli sforzi della maggioranza desiderosa
di perseguire intenti più nobili e democratici escludendo a priori di mandare
in tilt il sistema. Noi del S.A.C., sindacato autonomo cromatici, siamo contrari
e rinneghiamo le scelte del Rosso, del Giallo e di quelle puttane delle loro
tonalità che l’hanno fatta sporca creando un caos paralizzante. Quei due,
sempre schizzati per troppa adrenalina, hanno dichiarato sciopero ad oltranza
e deciso di spassarsela.
Così segnali d’allarme e d’attenzione si sono scoloriti e poi disattivati
, tutte le luci si sono spente ed il mondo è piombato nell’oscurità più assoluta;
non si riesce più a distinguere il giorno dalla notte, anche fabbriche e uffici
ormai da tempo hanno chiuso e gli uomini sono caduti in depressione perché
si sentono inutili ed insicuri.
Tutto è iniziato per via dei quarant’anni di carriera della vecchia Band inossidabile
che alla soglia dei sessant’anni si è rimessa on the road con il Licks
World Tour. Per presentare l’evento sensazionale, gli Stones che erano
e restano la più grande roch’n’roll band del mondo, sono atterrati nel Van
Cortland Park di New York a bordo di un dirigibile giallo dipinto con la lingua
rossa leggendaria ed in quell’occasione fra l’altro dichiarato che il Rosso
ed il Giallo hanno deciso di riservare ai Rolling l’uso dei due colori in
esclusiva mondiale per tutta la durata del tour.
Mick e Company sono in forma smagliante, si esibiranno ovunque in stadi, arene
e teatri ed il vecchio Keith pronto a sfornare a raffica i suoi riff deflagranti,
ha biascicato : “che se non basterà suoneranno anche nei garage “.
Volti scavati da rughe sensuali e provocatorie frutto di vite anche troppo
vissute, è come se avessero 3000 anni , sempre più tosti , preparati , intensi
, selvaggi ed arrapanti come nessuno mai lo è stato.
La bocca più sexy e sguaiata che slingua con il pianeta si rimetterà in movimento
pronta a far resuscitare “ if you start me up, if you start me up I’ll never
stop”; ma come cazzo farà ad avere ancora un fisico così , cantare e correre
per due ore ! Le corde di Mr. Rock & Roll sono taglienti, graffianti, distorte
e penetranti , Keith quando suona è un vero Dio grintoso e forse oggi è ancora
meglio di quando era ventenne e troppo consumato : “ I was young , I was foolish
, I was angry, I was vain, i was charming. I was lucy, tell me how have I
changed. Now I’m out Oh out of control Now I’m out Oh out of control
Oh help me now“.
Ai milioni di Rollingstoniani questa volta vogliono donare tutto ; persino
i loro cambi d’abito avverranno in scena ; giacche e camicie ben visibili
sul palco dietro le spalle di Ron Wood. Molte teste eclettiche si sono riunite
per realizzare quest’evento che sarà unico per chi vuole captare l’immortalità,
condividere un’intima simpatia for the devil, fondersi con una musica che
libera il corpo e l’anima , perdersi e ritrovarsi nel loro rock blues-rock
metafisico. Il tour partirà domani 5 settembre 2002 da Boston.
Yellow & Red, vecchi rockettari libidinosi, sono infuocati più che mai quanto
estroversi, creativi e dinamici. Reduci da una lunga militanza in ambienti
musicali hard , si sentono talmente carichi che devono decomprimerli per evitare
di farli schiantare. Nel backstage c’è un gran movimento ma tutto è talmente
predisposto e ordinato che anche la tensione più attanagliante sembra scorrere
via liscia come l’olio. Ron Wood e Keith Richards si piazzano dietro gli amplificatori
sul palco, pochi secondi e Keith salta fuori e tuona il riff di “Brown Sugar
“.
Y& R sono pronti; lingue infuocate accendono i maxi schermi fissati intorno
al palco, Mick Jaegger corre sullo stage ed inizia ad urlare la prima strofa.
Non si capisce più nulla, tutto lo stadio è in piedi urlante. Il Giallo s’impenna
e capovolge, poi rimbalza, tonalità incandescenti si deflagrano e squarciano
l’aria , si plasmano con il rosso, raggiungono il cielo e diluviano un mix
di colore perverso ed inquietante che fa straripare la folla in delirio. Prima
di attaccare “You can’t always get waht you want “ Keith si cambia di nuovo,
e infila una camicia rossa . Il Rosso eccitato perso si fonde con la sua pelle
e per rendere le sfumature della seta cangianti respira a pieni polmoni quel
sudore di Keith che sa di Marlboro e gli provoca un orgasmo amplificato che
trafigge e squarcia il colore fino a farlo sanguinare esaltandolo ancora.
Il tempo rinnega le sue funzioni e si rifiuta di scorrere, esige fermarsi
per guardare ed annientarsi. Nel backstage manco l ‘ombra del vecchio Korova
Milkbar ma tante casse di acqua minerale e profumi freschi che evaporano rendendo
l’aria tersa e frizzante . Non c’è ansia tutto scorre gestito da un sistema
di precisione svizzero che si autosincronizza e rigenera.
Attacca “ Sympathy for the Devil “; R & Y si catapultato sul palco con Mick
in giacca e cappello rosso; si sprigiona un’energia satanica che infuoca la
linguaccia di Andy Wahrol sui monitor ; urla, applausi, è apoteosi.
Un attimo di silenzio e la chitarra di Keith dirompe con la potenza di “ I
cant get no Satisfaction “; lo stadio è inondato da milioni di petali di carta
rossa; poi cala il silenzio e tutto resta sospeso per qualche attimo, si ha
quasi paura di respirare finchè “Jumping Jack Flash “ frastorna il popolo
rock accompagnata da una esibizione grandiosa di fuochi pirotecnici. R & Y
qui scalpitano, scoppiano si disintegrano per ricaricarsi e riesplodere saettanti.
Poi tutto si spegne, cala la notte. Il tour sarà lunghissimo girerà in Usa,
Canada, Messico, Australia, Giappone e Cina per terminare a fine 2003 in Europa
. R & Y sono esausti, è un qualcosa per cui vale la pena di vivere e che dà
gusto anche a morire, qualche giorno per riprendersi e si riparte. I due hanno
deciso di immolarsi per donare ai più Grandi del Rock un’esplosione emotiva
di colore che sia trionfo della trasgressione, un boato prolungato e scaramantico
che annienti la banalità , un effetto dirompente che renda la vita bollente.
Per un anno R&Y non si fecero più vedere, intanto la situazione sulla terra
era precipitata, gli uomini avevano afferrato il senso profondo di quei colori
e si rimproveravano di non aver compreso prima che la vita va vissuta con
più grinta, determinazione e passione. Per certi versi erano anche disposti
ad accettare quella scelta estrema di riservare agli Stones l’uso esclusivo
delle tinte forti ma chiedevano di poter rivedere le posizioni per giungere
ad un accordo inteso a ripristinare prima o poi certi usi e costumi.
Come succede sempre ; qualcuno da tempo cercava di approfittare della situazione
accendendo gli animi ; era il Nero rappresentativo della morte, della negazione
assoluta e spirito dell’opposizione più spietata e diabolica che si adoperava
ambiguamente promettendo tempi migliori pieni di benessere e fomentando ovunque
la rivolta.
Il Grigio, dal canto suo, controbatteva caldeggiando la neutralità e consigliava
a tutti di mantenersi a distanza da certi gruppuscoli. Il Blu che non era
riuscito a controllare la situazione era stato estromesso e quale nuovo delegato
nominato il Verde di indole pacata, perseverante e riflessiva, amante della
natura e sostenuto da tutta la corrente dei Verdi & C che si prefiggeva di
mediare per chiudere la vertenza entro ventiquattro ore con l’approvazione
di un decreto specifico atto finalmente a regolare e tutelare l’uso di tutti
i Colori. Dal giorno dopo tutto riprese e stare al mondo fu molto più bello.
I Colori, finalmente riconosciuti, si adoperarono per sottolineare ed esaltare
ogni attimo della vita, e si intende coadiuvati dall’aiuto fattivo degli Uomini,
che avevano avuto modo di meditare e comprendere il significato di ogni tono
dai più dirompenti fino alle sfumature leggere, minime e sofisticate riuscendo
a comprendersi ed amarsi molto di più grazie a quella maggior sensibilità
acquisita che col tempo seppe andare oltre ed al di là di quella cromatica
.
di Emanuela Nicolini
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