DIRT TRAIN
(lo Sporco Treno della mia Epoca)

E cosa sono io
nell’acredine nebulosa di questi giorni contemporanei?

Spirito vacillante su una terra bruciata dal gelo

Abbiamo ucciso Cristo due volte, dimenticandoLo

Adesso
non voglio più fingere di non essere
l’ultimo dei falsi messia

Le parole svuotate
come fluido lattiginoso disperso sotto l’immensità dell’Occhio a Ponente

Lo sguardo ferito da realtà in necrosi
neo Babilonia trionfante
covata sino a risplendere
dal calore ossidrico dell’idiozia umana

Non una lacrima
non un fiore per questa mia epoca

Sporco Treno fuori controllo
inarrestabile proiettato
verso mostruose metropoli di rovina

Epoca Sporco Treno fabbricato con l’arroganza
dietro le Bianche facciate rassicuranti
di Case sporgenti su Downing Street

Epoca Sporco Treno che si alimenta di N.A.F.T.A.
e nuove sacre coesioni imperoccidentali

Sporco Treno sorgente da LochNess nitracidi

Epoca Sporco Treno
struttura di catacombe per zombi in catatonia
al crescendo di eco veicolanti asessuate lingue globali
asessuate fedi globali
e asessuati folklori globali
in nome della suprema Weltanschauung strisciostellata

Soffocano le razze
inquinate dal vuoto luminescente coltivato in alienanti Motown

Città degli Angeli e Grandi Mele
Zio Sammy ciclope all’ingrasso
digerendo il cervello di Adamo Smith

Zio Sammy in genuflessione
innanzi ad altari consacrati a Cortès

Beffardo zio Sammy
Portatore di Luce diabolico camuffato da Quetzalcoàtl

Reich restaurati all’ombra del Campidoglio
e nuove Salò zoppicanti
nei crepuscoli di ombelico-Bruxelles

Epoca Sporco Treno apoteosi del fallimento

Fallite le civiltà
regredendo allo scontro frontale

Nuovi Muri a dividere croci romane da mezzelune orientali
Nuovi muri in risposta alla faida
che sconvolge i figli di Caanan e Samaria

Falliti visionari verbi MarxEngelsiani
per tentacolo-egemonia di megalitica divinità Capitale

E non posso non piangere
l’innocenza sepolta dalle macerie dei simulacri dell’opulenza
abbattuti sotto il sole a settembre

Ma comprendo
dobbiamo comprenderlo
l’odio suicida verso Occidente
nutrito dalla disperazione impregnante formicolanti Manila
formicolanti Baghdad
e Jenin
e Kabul
e formicolanti New Road a Bangkok
e pulquerias a Mexico City

La pace è possibile nella morte
e negli strati sferici della Conoscenza

Soltanto

La morte e la Conoscenza, soltanto,
cancellano le differenze

Sfioriscono invece, in Epoca Sporco Treno
Bellezza
e Idee
e Conoscenza

Implosioni mentali
innescate dagli ESCLUSIVO solfidrici di Vanity Fair e Novella 2000

Distese che germogliano narcisi appassiti
il solo seguito desolante allo splendore passato

Non so se credere, e attenderlo
ancora un vortice di Resurrezione
che ci travolga

Confinati al silenzio i proclami di Marinetti
nelle svendite di stagione
le visioni cubiche di Picasso e Braque

Sepolcri d’assurdo conservano spoglie di esistenza sartriana
Scherno e sozzume sugli orinatoi di Duchamp

Ci saranno, Epoca Sporco Treno,
ci saranno nuove surrealtà dagli abissi psichici
ad inghiottirci nelle incoscienze lirico-bretoniane
o nelle ombre metafisiche di De Chirico?

E quale altro dio celebreremo con folgorazioni di parola pura
come un tempo Ermes da Ungaretti e Montale?

Non c’è posto in Epoca sporco Treno
per vastità di Concetti Spaziali

Né tela né superfici per sgocciolanti vernici di Pollock
e riproduzioni d’icona dalla Warhol Factory

Epoca Sporco Treno sanguinante trauma storico
perdona tuo figlio

Perdona la rabbia
per l’impotenza
innanzi a una Madre
indifferente alla propria agonia.


Luglio/Agosto 2002


di Mike Ràyery
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