DOWNING ALONE
(Sprofondando solo)


E infine sarà la rinascita

nella visione di un dio o nelle voragini cosmiche.

O forse, più semplice

nella fertile merda di assalti di vermi

ai nostri cadaveri decomposti.

Immagini liquide incastonate in cornici di polvere

le nostre esistenze.


Piramidi d'illusione che barcollano su certezze infantili
mentre attendiamo
di percepire
il calore
di umane espressioni amiche.

Invece,
a cullarci,
amorevoli assenze.
In ognuna delle nostre albe.
Solitudini e assenze,
in ognuna delle mie albe.

Quando orrore è nutrito da fredda coscienza
e da solo
sprofondo.

E allora downing alone
la mia nenia straziante
downing alone
dentro camere fatiscenti di giganti in cemento,
miele e violenza
leccati e assorbiti dai vortici chimici
di rotoli d’hashish e macchie di Bosford
incrostate sui linoleum

downing alone invocando un’identità
downing alone
lacrime d’angelo rannicchiato nell’ombra
a vegliare la morte

downing alone nelle notti metropolitane
dentro strade vibranti al neon
come sagoma anonima fusa
agli aneliti ectoplasmatici
della moltitudine umana

downing alone in ogni ossessione,
paranoia d’insuccesso

downing alone nel ventre di amori
spremuti e violati su ribaltabili acrilici
tra gas al benzene e sperma morente
soffocato nei Condom

downing alone
sulle spiagge oscurate dal pallore di un sole rancido
negli inverni sudorientali,
perdendomi nelle scie
rilasciate
dalle immense portacontainers
della Maersk Lines e della Nedloyd

downing alone, ancora,
nel dolore che piega

downing alone nelle sterili introspezioni karmiche
e downing alone, infine,
quando nutro l’orrore
con la fredda coscienza che in questa vita,
ciascuno dei volti che non sia il mio,
non è altro
che inutile
e fugace comparsa.


di Mike Ràyery
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