UN GIORNO QUALUNQUE
(Libera ispirazione da A DAY IN THE LIFE)

Ero in macchina quella sera e la mia mente ando’ altrove.
Pensavo alle mille suggestioni che essa puo’ creare.
D’ un tratto il mio pensiero si rivolse verso persone a me sconosciute.
Tra queste una ragazza di cui mi ha parlato un mio amico: il suo ragazzo
l’aveva lasciata e lei era impazzita. Impazzita a tal punto che lei un giorno
tento’ di strappare i capelli a sua sorella, mentre era al telefono, durante
dolce e soffusa conversazione con il suo ragazzo.
Ma lo sai cosa vuol dire tutto cio’? Lo sai?

Sono entrato in un bar, oggi. C’era un tizio strano e bizzarro, brutto e basso,
che fissava incessantemente il mio volto ed aveva un sorriso ebete. Chi sei?
Cosa vuoi? Stara’ forse per uccidere qualcuno? - mi chiesi sperduto e laconico.
Non ho avuto il coraggio di dirgli niente.
E mi dissolsi nel nulla.

Mi sveglio. Oh, no! Sono ancora qui, che vuoi, dubbio, da me? Vattene, per un po’!...
Vado in bagno, mi guardo allo specchio. Ho fretta: devo prendere il trendo ed andarmene da questa fottura citta’.
Salgo sul treno, ora sono calmo ma sto gia’
cominciando a farneticare. Sono entrato nel "mio" sogno. Surreale e ingombrante.
Ma tutto sommato piacevole ed eccitante. Tutte le altre persone intorno a me
parlano, qualcuno mi fissa, qualchedun altro scruta il suo sguardo fuori dal finestrino.
Un bambino urla e piange a singhiozzo, sua padre gli mette in bocca il biberon.
Una bella ed avvenente fanciulla accavalla le gambe eccitando non
poco i passeggeri ai suoi lati.

Scusate tanto, ma non ho voglia di essere con voi.
E mi spengo...


di Telemaco Pepe
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