Stamattina ho la lacrima facile. Sarà il mal di denti, o forse lo
spirito natalizio. In verità il Natale, da un po' di tempo, non mi
colpisce più molto a fondo; d'altra parte nemmeno il dolore fisico
è così insopportabile...
Siamo, però, alla fine dell'anno e questo sì che ha il potere
di colpirmi, anche se per me l'anno termina ad agosto e ricomincia a settembre.
Sì, perché quando si esauriscono le ferie, dopo che ci si è
riposati e ricaricati, si è pronti per tornare a quello che si aveva
sospeso, spesso con nuovi progetti e nuove energie da investire. Tra dicembre
e gennaio, invece, non cambia niente; nel passaggio tra l'anno vecchio e quello
nuovo si continuano a fare le stesse cose. Per me il problema - che poi non
è un problema - è che i primi giorni del nuovo anno significano
compiere un anno in più ed è questo, in realtà, che mi
spinge a fare resoconti, bilanci, nuovi propositi.
Ogni anno, ultimamente, ho partecipato a quattro matrimoni e un funerale.
Nel 2002, per il momento, so che non ci saranno i primi, spero neanche i secondi.
Non ci sarà nemmeno il mio, di matrimoni. Mi dispiace per la mami e
il papi, loro pensavano che sarebbe stato l'anno buono. Anch'io lo pensavo,
tempo fa, ma poi ho capito presto che è meglio fare programmi per un
orizzonte temporale non superiore ad un giorno. Anche questa volta la loro
figlia non farà quello che sognavano per lei. Non è nemmeno
diventata un'impiegata di banca. Guardo le mie mani. No, non sono da impiegata.
La cicatrice dice che sono di una che ha lavorato sodo per diventare se stessa.
Se devo pensare a cosa desiderare per me per il prossimo anno, sinceramente,
non so cosa rispondermi; "guardo cadere questa stella e non so più
cosa desiderare, lo vedi siamo come cani di fronte al mare" cantava Francesco
De Gregori. Di solito, quando esprimo un desiderio o quando prego non chiedo
più cose per me, chiedo che le persone care stiano bene, che siano
felici. Io ho i miei genitori, un compagno, degli amici, un lavoro, in qualche
modo; una casa. Mi sento una privilegiata. Ho anche una mente che non riesce
a stare ferma e non mi permette di annoiarmi nemmeno quando sono in compagnia
solo di me stessa. Cosa dovrei desiderare di più? Spesso penso che,
se fossi anche ricca o bellissima o affermata professionalmente, sarebbe tutto
perfetto, quindi non potrebbe esistere.
Pensiamo che essere circondati da queste cose sia normale e non consideriamo
che, invece, molti non le hanno. Continuiamo a preoccuparci di quale sia la
moda di portare i foulard quest'anno, a rattristarci se non possiamo permetterci
le mattonelle griffate nel bagno, a disperarci se, dopo tre viaggi in paradisi
esotici e l'auto nuova, ora ci tocca risparmiare un po'. Davvero, le mie amiche
hanno di questi problemi. Forse, per questo Natale, qualcuno ha rivolto un
pensiero e una preghiera ai bambini afghani o alle donne che lottano per liberarsi
dal burka - mentre qui lottano contro la cellulite - ma è triste che
si debba sempre arrivare alla tragedia per accorgersi del problema, così
come è triste che si debba arrivare a perdere una persona per rendersi
conto di quanto fosse importante per noi.
Meglio che io non dica come la penso sulla guerra in Afghanistan e sugli attentati
agli Stati Uniti: sarebbe poco natalizio. Secondo le previsioni sulle conseguenze
di tali eventi, per queste Feste la gente avrebbe speso meno in regali e oggetti
inutili, avrebbe rinunciato alle vacanze e avrebbe prestato maggiore attenzione
agli affetti, alla famiglia, ai veri valori. Non si direbbe, a giudicare dal
volume delle borse dello shopping e dal traffico in autostrada.
In un romanzo di Stephen King un virus letale si diffonde in tutto il mondo,
annientando la quasi totalità della popolazione e distruggendo la cultura
tecnologica raggiunta. Questo, però, significa anche niente più
piogge acide, niente più buco nell'ozono, nessun rischio di una guerra
nucleare. I pochi superstiti hanno così la possibilità di ricominciare
da capo, ma cercano di ricostruire il mondo uguale a com'era prima. Una nuova
catastrofe li fermerà in tempo, per insegnare loro ad imparare dai
vecchi errori. Chissà se noi impareremo.
Per lo stesso motivo per cui, se unisco il latte e il caffè ottengo
un caffellatte e non posso più dividere di nuovo i due ingredienti,
il progresso non si può fermare, non si può tornare realmente
indietro, si possono solo limitare i danni. Tutta colpa dell'entropia. Forse
il mondo si distruggerà nel 2012, come previsto dai Maya, per opera
di una catastrofe naturale. Chissà, non manca molto tempo e i deserti
stanno già avanzando, il clima si sta già modificando. Se si
continuerà a scrivere "ki 6?" invece di "chi sei?"
anche quando non si tratta di sms, forse finiremo anche noi a parlare la neolingua,
come i personaggi di "1984"; non potremo più esprimere pensieri
e sentimenti, perché non ci saranno le parole per farlo. Credo di più
alle previsioni di George Orwell che a quelle di Nostradamus. Quando nel 1948
scrisse che chi ha il controllo dell'informazione ha il potere, aveva ragione
e direi che ora ce ne stiamo accorgendo. O dovremmo. Ok, lo so, è solo
la fine dell'anno, non è l'apocalisse.
Per farvi i miei migliori auguri per il nuovo anno, dunque, posso dirvi di
credere nei vostri sogni, altrimenti è ovvio che non si avvereranno
mai e, nel cammino per realizzarli, considerate che ciò che incontrerete
durante il percorso può rivelarsi più importante della meta
stessa. Ma questo me l'ha suggerito Paulo Coelho con alcuni suoi libri, quindi
è come se fosse un suo consiglio.
Io posso augurarvi di amare la vostra vita, ma non fino a consumarla come
diceva Jack Kerouac. La vita è un dono prezioso, ogni giorno in più:
rispettatela, anche quella degli altri. E' un dono prezioso ma temporaneo
e il mondo continuerà a girare anche senza di noi, perché nessuno
di noi è il centro dell'Universo. Al mondo, per andare avanti, non
importerà se siamo vestiti all'ultima moda o no. I problemi sono altri.
E io non mi sento migliore nel dire queste cose. Come disse quella canzone,
"un altro giorno è passato e ho ancora mille miglia da fare".
di Stefania Montanari
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