ORE SENZA IMPORTANZA
Fancùlonotte a tutti. Percorro il catrame buio e sento zanzare schiacciate sull'asfalto, tutte cotte appiccicate come sulla striscia al miele. Avevo un caldo soffocante nella mia camera, e sono uscito. Percorrendo la scorciatoia di campagna mi sono spogliato completamente e ho camminato con solo le scarpe, con i vestiti in una mano e nell'altra, occhi alle stelle. Nudo, sentendomi di più. La luna illuminava mezze cose. Poi sono arrivato alla stazioncina e ora... Sono qui, i palazzi cadono in alto, a strapiombo. Per questi cento chilometri in treno senza biglietto, ci mancherebbe, ho chiuso il controllore nel cesso.
Quando sono giunto in stazione era il deserto, così ho preso subito la via verso il centro, (ci sto arrivando). Non è notte e non è mattina, posizione angolo di questa piazza. Raggiungo quella fontana, accarezzo il pelo dell'acqua, sto bene. Mi siedo col culo per terra e la schiena contro la vasca della fontana rotonda, poggio il capo sul bordo. Ci sono tre deboli zampilli che fanno polvere d'acqua. Sento solo la testa, come se l'avessi lasciata lì, staccata. Il fresco delle goccioline che mi arrivano, il gorgoglìo. Ascolto anche i rumori deboli, tutta la città. Mi sembra anche... il tocco di una campana, tremolante.
E qualche giorno fa, a pensarci, dovevo stare proprio male, mi pare, (istantanee che non combaciano), di esser stato portato via in barella. C'è una campana sommersa che fa bolle rumorose, musica da vecchio luna park, poi un tocco, e via piano, la fontana prende a girare. La luna inventa tanti fantasmi senz'anima. Colori e cavalli. La mia testa mozzata secca sul bordo, dritta a piedistallo. La giostra fontana. Perdo di vista, troppo veloce, trascinato fin sull'orlo dei tetti. Come nel nistagmo da ferrovia, davanti alla confusione centrifuga mi esplode un'immagine fissa e chiara : una lunga stanza ammantata di stampe giapponesi. In fondo c'è un paravento bianco. Dietro c'è... Lo sento dall'odore, dal profumo sessuale.
Forse lei mi può vedere, non è giusto, (lingerie). Ti aspetto... o devo venire io lì dietro a prenderti ? Sotto al paravento filtra acqua. Si versa, dilaga sul pavimento. Fontana puttana. Ho l'acqua al collo, al mento, sotto gli occhi. Ci sono finito sotto. La campana suona forte fortissimo, mi spacca la testa. Smettila. Di. Vaneggiare. In. Un. Letto. Di. Ospedale. La notte sta per finire. E' ora di accendere la luce. Ma qualcosa non va. E nel buio non riesco più a trovare il mio corpo.Zack Pirani
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