PICCOLA DONNA
Piccola donna cresce e si confronta con chi lo ha già fatto. E' dolce quando si giustifica dicendo che non ha esperienza. Ci crede davvero, ma i suoi amici la ricacciano in fondo all'abisso.
"Non è l'esperienza, piccola, ma è la vita che va così".
" Sì, ma tu ci sei già passato, sei più preparato".
" Sì è vero l'esperienza può servire ad evitare uno schianto, ma lo potevi evitare anche tu. E se non lo volevi evitare pensa che questa è vita e cambia pagina. Questo è il tuo libro... leggilo e girale, queste pagine. Perché è così che ti neghi l'esperienza e poi lo usi come alibi per dire agli altri che la campana di vetro che ti ha sempre
protetto ti impedisce, adesso, di riconoscere una situazione e di schivarne il pericolo".
Rannicchiata sul divano assume le sembianze di una ciambella, ripiegata col corpo su se stessa, arrotolata come una contorsionista si abbraccia le ginocchia e pensa di soffrire come nessun altro. Ma pensa a queste parole di chi, amico, le sta facendo capire che non esiste solo lei a questo mondo.
Quando le sembra di capire davvero che ha ragione lui, si fa venire un altro dubbio. Come i bambini che chiedono "Mamma perché?" e dopo la spiegazione si inventano un nuovo perché... e poi un altro e un altro ancora e così all'infinito...
"Non sto soffrendo solo io, ma allora dove siete voi che soffrite come me?"
"Perché non stiamo insieme, non ci riconosciamo, ci cerchiamo e non ci troviamo mai?".
Pensa a chi l'ha ferita. A chi lei ha ferito. Li vuole abbracciare.
Perché non ha senso che Amore finisca così. Non finisce mai, per lei, piccola che si sente grande. Finisce solo se è contaminato dal male. Se nasce per affetto, se anche ha trascinato con sé carne e desiderio, Amore rimane e si trasforma. Diventa colore, allegria, nostalgia, piccola necessità. Le sembra che nessuno la pensi come lei. Si arrotola e soffre perché si sente sola. Perché quando racconta di sé e dei suoi enormi pensieri le rovesciano addosso sorrisi di compassione, sguardi rassegnati, abbracci splendidi che però la interrompono in questo suo fluire, mani che cercano di prenderla, di renderla finita, di contenere il suo espandersi.
Non si arrabbia e non si rattrista se non a tratti. Non è delusa e nemmeno odia. Non si sente incompresa e neanche così fuori dal mondo. Semplicemente avverte che sta giocando col fuoco e che qualcuno che le vuole bene davvero sta cercando di allontanarla dalle fiamme. E' questo bene che non comprende fino in fondo, non ne capisce il valore... se è un valore o se è un soffio di vento.
Eccola, è lì che sta soffrendo di questo non capire. E' lì che comincia ad odiare un po' chi non la capisce, chi lei non capisce. Esce dalla ciambella, si srotola e chiude le porte a questo bene, le chiude male, le sbatte forte.
Tanto poi ricomincia a danzare nel fuoco, insieme ad Amore.di Chiara Biraghi
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