SPIAGGE SOLITARIE DI NOIA

Spiagge solitarie di noia
Si stendono lentamente sul subconscio
Notti vuote ruotando all’infinito nell’insolutezza
Della mia vita

Verso sera mi accade di vivere
Senza sentire che esisto
Si va verso un istante di pace
Si retrocede producendo un istabile verso
Di oppressione

L’istante che passa ammazza parti di me
Sentivo di essere vecchio sentivo di portarmi via
I miei vent’anni come se ne avessi vissuti cento
La noia insoddisfatta della ricerca senza vita
Le illusioni di un passato che tornano

Felice a tratti, legato al filo
Sminuisco ogni cosa vivo male
La felicità che esiste ma è lontana del mio essere
Lei che protegge me io che proteggo lei
Le mura invalicabili di noi
I colpi del mio magnetismo inverso
Che affondano sulla pietra ciclopica

Edipo che gioca a carte con il suo passato
Tirando coltelli ad ogni mano sbagliata
Il verso instabile del mio respiro
Barcollo tracollo vendo l’anima al diavolo
Dove sei mi chiedo?
Sono qui mi dici.

Abramo, Isacco, i mille profeti di generazioni
Senza senso veleggiano nei pensieri di chi non li ha mai ascoltati
Ancora blues nelle orecchie
Che senso ha ascoltarlo ancora?
Vivere così dicendo basta a tutto...
Dovresti capirlo da solo mi disse la mia anima lontana
Navigavo in un mare di petrolio
Persi il senso del tempo

Cosa c’è ancora da scoprire ?
Ricordo che dicevo quella frase anche quando
Mi persi a Juarez nella pioggia d’estate
Calda di estasi mistica
Ricordo di essermi svegliato in un convento
Senza nome.


di Salvatore Esposito
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