Ho stretto quella sabbia fra le mani
mentre abbracciavo la terra per sentire la sua forza
e rubarle qualcosa.
Ho abbracciato una distesa di sabbia
sdraiata a pancia in giù
e mi sono accorta che piangevo
perché quella non era la mia terra
e lì c'era qualcosa che fa male.
Anche il sole che sembrava morire dietro l'acqua
non moriva mai
neanche quando gliel'ho chiesto.
Colorava anche la sabbia e la mia pelle
mentre respiravo profumi lontani e bevevo gocce dei miei occhi
nascosta perché non lo potevo raccontare.
Per tutti ero lì distesa al sole.
Per loro mi abbandonavo
al sole della sera sulla schiena.
Quel sole che per loro non fa male.
E chi spostava i miei capelli diceva
hai gli occhi di una bimba.
Mi hanno detto che su quella spiaggia di sera si va a far l'amore
complice il sole che non muore
e che non mi aiuterà a morire.
E mi costringerà ad amare, amare ancora.
E io so che l'amore sta lì sotto la sabbia
così nascosto che alla sera non lo sento
perché la sabbia è fredda
se la stringo nell'ora dell'amore.
E io continuo a stringerla e a scavare
per trovare quel che ho perso.
Il sole non mi aiuta, la sabbia non risponde.
Qui sotto c'è il calore della terra
ed esce dove vuole.
Mai dove lo cerchi.
Tutta quest'acqua mi fa sentire freddo,
sola, sull'isola che amo.
di Chiara Biraghi