T. Adams & M. Cleveland - Live at the Ragged Edge

Tom Adams & Michael Cleveland - LIVE AT THE RAGGED EDGE
2004, Rounder Records


L'eccezionalità di questo disco sta nel fatto che non doveva essere un disco ma la registrazione di una serata tra due amici che si volevano registrare per poi correggere gli errori per le prossime esibizioni insieme. Fu Judy, la moglie di Tom Adams che suggerì ai due musicisti di salvare la registrazione ed inciderla ufficialmente. Quello che era stato registrato era così stupefacente che la major più major che ci sia nel mondo della musica Bluegrass, la Rounder, si volle garantire i diritti per la registrazione di questo cd.
Non scopriamo certo ora questi due talenti. Tom ha suonato nelle più leggendarie Bluegrass Band degli ultimi 20 anni, dai Johnson Mountain Boys alla Lynn Morris Band, dai Blue Highway ai Rage di Rhonda Vincent per poi suonare per un breve periodo nella Band di Dale Ann Bradley prima che una terribile malattia, la distonia, gli impedì (speriamo non per sempre) di usare come avrebbe voluto le dita della mano destra. Per chi non lo sapesse il banjo viene suonato generalmente, salvo qualche rara occasione, dal pollice, l'indice e il medio. Il povero Tom fu colpito dalla distonia al dito medio ma la sua grande classe lo portò a sperimentare un nuovo modo di suonare che consisteva nell'uso dell'indice e del pollice ma la fatica era tanta che presto anche quelle due dita si bloccarono.

Per fortuna Tom riuscì prima di questa brutta esperienza a regalarci questo splendido cd.
Michael, seppur ancora piuttosto giovane, ha già vinto per due volte il titolo di miglior violinista Bluegrass del pianeta e il suo album solista, "Flame Keeper", è stato premiato come album strumentale dell'anno. Mike è un ragazzo eccezionale, sempre di buon umore malgrado il suo handicap fisico (è cieco) e non perde un attimo per scherzare con Tom, che conobbe artisticamente quando i due lavorarono insieme alla corte di Rhonda Vincent.
Tom racconta che quando decisero di registrare questa serata nello stanzino della loro caffetteria preferita a Gettysburg, in Pennsylvania, lo fecero per decidere se era o no una buona idea tentare la fortuna come duo strumentale e quando Tom disse a Michael che avrebbe potuto anche cantare un paio di pezzi per rompere la monotonia, Michael rispose che non ce n'era bisogno. "No davvero, non mi pesa" disse ancora Tom. "Sì, ma non sei obbligato a farlo, non ce n'è assolutamente bisogno" rispose ancora Mike, probabilmente non affascinato dalle potenzialità di Tom come cantante.
Tom però ebbe la meglio e quindi troveremo in questo live alcuni pezzi cantati da Tom, una vera rarità.
L'album non presenta molti brani originali ma i quasi 70 minuti del cd sono un campionario della tradizione USA ma suonati in un modo sconvolgente come pochissimi al mondo saprebbero fare.
Sono ben 14 i tradizionali ma nessuno li aveva mai sentiti suonati in questo modo. Uno dei tradizionali più interessanti è "Shady Grove" dove Mike lascia il violino e si cimenta col mandolino con egual bravura e Tom sostituisce il banjo con la chitarra (anche lui straordinario). E' anche uno dei pochissimi pezzi cantati e sebbene Tom canta piuttosto bene, le perplessità di Mike si rivelano fondate quando Tom, dimenticandosi una parte della strofa, si lascia andare a un "bla bla bla" tra l'ilarità generale. "Bla bla bla" che ripeterà in chiusura e la gente applaude divertita.
In un disco del genere non potevano mancare le gare di velocità. Mike lancia la sfida in "Back Up And Push". Sfida raccolta poi successivamente da Tom in "John Henry". Difficile dire chi ha vinto.
Quando i pezzi non sono dei traditional, generalmente sono dei pezzi che comunque si perdono nella notte dei tempi, pezzi diventati classici della storia del Bluegrass e pure del Country, pezzi scritti da miti e leggende come Earl Scruggs, Paul Warren, Fred Rose e Hank Williams. Mi piace molto il medley strumentale gospel con due dei brani più conosciuti di questo repertorio, "I Saw The Light" di Hank Williams e "I'll Fly Away" di Albert Brumley.
I pezzi più originali sono senz'altro i tre brani scritti da Tom: la progressiva "Box Elder Beetles", la tradizionale "Ginny Whitt's" e la funkeggiante "Funky Mountain Special". Tutte e tre molto belle ma quello che Tom riesce a fare col banjo in "Funky Mountain Special" è delizioso.
Un album nato per scherzo ma che sarà una delle gemme Bluegrass del 2004.

Roberto Campovecchi


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