Allison Moorer - THE DUEL
Sugar Hill Records, 2004

La scarsa risposta che Allison ha ricevuto dalle stazioni radio cosiddette Country, ha convinto l’affascinante cantante a rinunciare alle lusinghe delle major e optare stavolta per un meno remunerativo ingaggio con la Sugar Hill, la più major tra le etichette indipendenti. Solitamente la Sugar Hill tratta musica Bluegrass, ma non è il caso di "The Duel", il nuovo impressionante lavoro per Allison Moorer. Impressionante perché chi ascolta questa artista dagli albori della sua carriera stenterà a credere alle proprie orecchie.
Difficilmente riconoscerete la cantante che incise quello splendido album d’esordio che divenne uno dei dischi Country più belli e tradizionali di quell’anno da permetterle addirittura una comparsa nel film "L’Uomo che sussurrava ai cavalli", di e con Robert Redford, che le valse pure una nomination all’Oscar quale canzone originale per colonna sonora.
Allison è arrivata al successo più tardi della sorella Shelby Lynne ma ogni volta che veniva intervistata prendeva le distanze dalla sorella, nel senso che non voleva essere paragonata a lei né tantomeno che l’interlocutore provocatoriamente accennasse alla sorella come una qualche fonte di ispirazione o di consigli.

Allison aveva creato il proprio sound e a dir la verità si assomigliavano ben poco le sorelle musicalmente parlando. Con questo "The Duel" però, suo malgrado, Allison ricorda spaventosamente la più vecchia sorella sia musicalmente che vocalmente.
Decisamente più Rock che Country, "The Duel", rappresenta lo spartiacque tra la Allison adolescente di "Alabama Song" e la Allison matura che cerca più libertà interpretativa nel mondo delle indie. Forse questa sua dipartita dal mondo delle major è pure condita di rabbia e delusione in quanto "The Duel" è un album non propriamente allegro dove Allison ci parla di fede perduta nella canzone che da il titolo all’album, di alcolismo in "One On The House" e di morte in "Sing Me To Sleep".
Malgrado il sound di Allison sia decisamente irriconoscibile rispetto agli esordi, la Moorer ha mantenuto il rapporto di lavoro inalterato col marito/co-autore e co-produttore Butch Primm che con lei ha scritto tutte le canzoni del disco e ha mantenuto anche il suo rapporto duraturo col produttore R.S. Field (Bobby) che su consiglio di Butch troviamo alle percussioni dopo ben 18 anni di inattività. Sia Allison, che Butch e lo stesso Bobby hanno deciso di dare un suono piuttosto crudo e aggressivo al disco ingaggiando per la registrazione dello stesso una Band che non aveva mai provato insieme prima di entrare in studio e in soli dodici giorni, il disco era pronto. Il risultato è un concentrato di rock, roots e tutto quello che non avreste mai creduto possibile ascoltare da Allison.
Mi piace particolarmente "When Will You Ever Come Down" perché mi ricorda un tantino le splendide ballate di Bob Seger e perché forse tra tutte le canzoni del disco è quella che più assomiglia al passato di Allison. Certamente non appetibile ai fanatici di musica Country e Bluegrass, ma forse "The Duel" ci presenta la vera Allison Moorer, quella che fino ad ora ci avevano tenuto nascosta.


Roberto Campovecchi



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