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AA.VV.
- AMERICA: A TRIBUTE TO HEROES
Interscope
L'evento
storico è stato di portata talmente grande che non è bastato
un solo evento musicale, commemorativo e/o benefico da immortalare su
cd per ricordarlo. D'altro lato, non sarà perché ascolteremo
uno di questi cd che ci ricorderemo degli attentati dell'11 settembre
2001 agli USA, poiché molto difficilmente si potranno dimenticare.
Ma noi, in questa sede, ci occupiamo di musica e non di politica, per
cui, nell'esprimere un parere su "America: A Tribute To Heroes"
e "The Concert For New
York City", i due doppi cd che rendono omaggio all'America,
alle sue vittime e ai suoi eroi, diciamo che sono entrambi ottimi lavori,
grazie anche a cast di prim'ordine, seppur ognuno con qualche piccola
caduta di stile.
"America: A Tribute To Heroes" non poteva che iniziare con
il cantautore che è ormai, nell'immaginario collettivo, un simbolo
di questo Paese: Bruce Springsteen, che ci regala un'intensa e sofferta
- oltre che inedita - "My City Of Ruins", seguito da un altro
caposaldo della musica americana, questa volta sul versante black:
Stevie Wonder con "Love's In Need Of Love Today".
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Ora
è la volta della partecipazione dell'Europa al dolore americano,
rappresentata dagli U2 con una "Walk On" molto più
sommessa della versione originale, confermando il tono dell'intero album:
profonda tristezza, senso di perdita, ma anche un grido di speranza,
un inno all'amore universale, un'invocazione della pace. Tutti
i brani trattano di questi temi, come "There Will Come A Day"
di Faith Hill, prima voce femminile, o "Redemption Song" nella
fedele versione di Wyclef Jean; parlano di eroi, come la "Hero"
di Enrique Iglesias e quella di Mariah Carey; di libertà, come
"Someday We'll All Be Free" resa ancor più intensa
dalla voce di Alicia Keys.
Una delle interpretazioni più toccanti e significative è
quella di Neil Young che canta "Imagine" e accompagna, in
seguito, all'organo Eddie Vedder e Jeff Ament dei Pearl Jam in "The
Long Road". Un po' deludente è invece la versione di "Wish
You Were Here" dei Limp Bizkit insieme a John Rzeznik dei Goo Goo
Dolls (va bene essere tristi per l'occasione, però...). Tom Petty
rinforza lo spirito americano con "I Won't Back Down", così
come la Dave Mattews Band e i Bon Jovi con una dolce versione acustica
di "Livin' On A Prayer", presente anche sull'altro album-tributo
"The Concert For New York City" così come Billy Joel
con "New York State Of Mind", interpretata in modo superbo
e sentito.
La partecipazione di Sting con "Fragile" avvicina ancora il
Vecchio Continente all'America, mentre Celine Dion e Willie Nelson cantano
due inni d'amore verso il loro Paese: "God Bless America"
e "America The Beautiful" per chiudere degnamente il ricordo
del concerto benefico a favore dei familiari delle vittime.
Stefania
Montanari
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