AA.VV. - BS BANDSYNDICATE
2002, Audioglobe/Shinseiki/Great Machine Pistola/Versus Records

BS Bandsyndicate riunisce artisti indipendenti accomunati dalla città di provenienza, Brescia, provincia evidentemente molto prolifica di nuovi talenti musicali italiani, già patria di Scisma e Micevice (questi ultimi tra i protagonisti di questo album). Che in realtà con il panorama musicale italiano hanno poco a che fare, per quell'aria internazionale che si respira in questi lavori. D'altra parte troviamo un comune denominatore negli album che abbiamo ascoltato di recente che hanno mostrato questa caratteristica: le etichette che supportano questi lavori. La bresciana Shinseiki/Great Machine Pistola, la toscana Urtovox, la distribuzione affidata ad Audioglobe sono ormai una garanzia di qualità, di cura e di innovazione per la musica di casa nostra.
Aggiungiamo che Bandsyndicate è una vera e propria associazione culturale con lo scopo di promuovere la musica indipendente, non solo in ambito locale, "cercando di cogliere i fermenti ed interpretare i mutamenti culturali e musicali in atto".

Ora possiamo parlare delle canzoni e degli artisti presenti in questo album, ma prima abbiamo ritenuto doveroso puntare l'attenzione sull'originalità del progetto e sull'apprezzabilità dell'iniziativa.
Sono nove i nomi che compaiono in questo disco, tra gruppi e artisti solisti, con due brani ognuno. Iniziano i Lumiere Electrique, un trio di giovanissimi che già dimostrano una certa maturità nell'affrontare sonorità post-rock intrise di psichedelia e di malinconica dolcezza; seguono i Demi Jour, che senz'altro spiccano per le chitarre ora aggressive ora avvolgenti e per la splendida voce della cantante, che in "No...beauty" duetta in contrapposizione con una sussurrata voce maschile. I Micevice, band dietro cui si nasconde il nome di Giovanni Ferrario - personaggio già
da dieci anni sulle scene con militanze in varie band tra cui citiamo gli Scisma di cui è chitarrista e produttore - hanno tre album all'attivo già molto apprezzati dalla critica, e l'esperienza si sente. "Picco 220/380" è una dolce nenia dal cantato languido e dalle chitarre (acustiche) cristalline: non serve niente altro per rendere questa melodia notturna uno dei brani più belli dell'album.
I 9rose cantano in italiano, sono al debutto e sfoggiano un songwriting delicato e poetico, soprattutto in "Don Chisciotte e la luna verde". Si torna poi per due brani alle sonorità anglosassoni - anche nella lingua - con i PineApple Facial Wax, la cui "Caress" ha un fresco profumo di brit pop, per poi riprendere l'italiano con un altro gruppo di esordienti, i Microluna, dal sound che riecheggia i Verdena ma anche il pop inglese degli anni '80, anche se qui l'inesperienza si sente e sia il cantato che i testi forse necessitano di un po' di cura in più.
Possiamo intuire che i nove artisti sono stati suddivisi in gruppi di tre: più psichedelici i primi, dal sound carico di colori forti e densi con influenze provenienti particolarmente da oltreoceano (forse il più maturo, certamente il nostro preferito), più pop il secondo gruppo, più solare e di matrice inglese, mentre il terzo gruppo
vede artisti solisti alle prese ognuno col proprio strumento - pianoforte, basso/tastiere, chitarra acustica - e con un cantautorato di stampo italiano, sia nella lingua che nelle sonorità. Anche se Jet Set Roger vira di più verso il blues, Paolo Cattaneo predilige le influenze jazz e Paolo Benvengnù sfrutta diverse contaminazioni e fa sentire le sue precedenti esperienze teatrali e musicali (come membro degli Scisma) con il suo cantato decisamente espressivo e arrangiamenti particolarmente curati per sorprendere sempre sul finale.
Un lavoro, questo "BS Bandsyndicate" che vale sicuramente la pena di ascoltare, anche per constatare a che punto si trova la scena musicale underground italiana, con l'augurio che anche altre città seguano l'esempio di Brescia per portare alla luce i propri talenti.

Stefania Montanari


torna all'elenco
 
collegamento ad un sito sull'artista