|
|
Blue
Highway - WONDROUS LOVE
2003, Rounder Records
Non ho mai avuto
dubbi sulle doti di questi cinque ragazzi, grandi musicisti e ottimi
cantanti. Alle spalle una mezza dozzina di fantastici album Bluegrass
ma questa loro nuova uscita, completamente dedicata alla musica Gospel,
mi incuriosiva non poco. Come nei loro album precedenti, i Blue Highway
hanno inserito in questo "Wondrous Love" diversi brani originali da
loro scritti, ben sei, e la loro scommessa era quella di riuscire a
far coesistere questi nuovissimi pezzi scritti all'inizio del terzo
millennio con vecchi traditionals, alcuni dei quali composti addirittura
nell'800.
Il duro lavoro che i nostri ragazzi hanno dovuto affrontare è stato
quello di arrangiare i vecchi traditionals in uno stile che fosse appetibile
a coloro che avrebbero acquistato il disco memori del sound tipico dei
Blue Highway e forse non pronti a qualcosa di così ricercato, e allo
stesso tempo arrangiare i nuovi pezzi originali in uno stile non prettamente
moderno.
|
|
Un
compromesso che ha dato ottimi frutti e ancora una volta i Blue Highway
possono andar fieri della loro creatura. Incredibile la loro versione
di "Wondrous Love", primo pezzo del disco, una canzone già incisa nel
1835, qui proposta in versione a cappella ad eccezione di un breve intro
di mandolino. Inizia il solo Wayne Taylor, poi seguito uno ad uno da
tutti gli altri e in chiusura due cori contrapposti che ti fanno pensare
di essere all'interno di una cattedrale. Da pelle d'oca davvero e già
un primo ospite in questi favolosi cori: Alan O'Bryant. Si prosegue
con un brano decisamente più sullo stile dei Blue Highway, "Traveling
Preacher", seguito da un vecchio successo di Bill Monroe, "Wicked Path
Of Sin".
Tanto di cappello a Bill che ha scritto il brano, ma che dire di come
la cantano i Blue Highway? Ancora grandi armonie e strepitosi Wayne
alla voce solista e Shawn Lane alla voce tenore. Shawn Lane ora ci canta
uno dei suoi brani originali, "I'm Asking You" che il suggestivo dobro
di Rob Ickes e la bella voce dell'ospite Sonya Isaacs trasformano in
una splendida ballata Country.
Bill Monroe non è l'unica leggenda del Bluegrass a fornire materiale
ai Blue Highway. "This World Is Not My Home" ha una lunga storia ed
è stata registrata già negli anni '20 ma i Blue Highway hanno preso
a modello la versione arrangiata e registrata da Jimmy Martin nel 1961
mentre "Live On Down The Line" proviene dal catalogo di A.P.Carter.
Queste ed altre canzoni scritte quasi un secolo fa sembrano scritte
ai giorni nostri grazie agli straordinari arrangiamenti dei Blue Highway.
Ma sono i pezzi originali che più mi affascinano, pezzi come "Chasing
After The Wind", un altro brano a cappella scritto da Tim Stafford che
naturalmente canta da solista alternandosi con Wayne.
Tim è anche l'autore di "The Ground Is Level At The Foot Of The Cross",
un pezzo decisamente Bluegrass dove Tim, ancora voce solista, canta
in un modo che mi ricorda molto lo stile di Peter Rowan. Wayne canta
invece la sua "Seven Sundays In A Row", canzone dalle tinte Country
con un grande Rob Ickes al dobro e la splendida voce di Sonya Isaacs.
Altre due belle composizioni di Shawn Lane che canta da solista nella
prima "Ahead Of The Storm" lasciando l'incombenza a Wayne nel ritornello,
mentre nella seconda, "It Won't Be Long", Wayne è solista dall'inizio
alla fine. Ottimo il lavoro di restauro operato su "Old Brush Arbors",
un pezzo inciso da George Jones nel 1965 e che qui torna a nuova vita.
L'album si chiude con una splendida versione strumentale di "Old Rugged
Cross", arrangiata da Rob Ickes che spinge sotto i riflettori il suo
geniale dobro per un finale che arriva troppo presto. Era la prima volta
che i Blue Highway si cimentavano in un progetto Gospel ma sono convinto
che abbiamo fatto arrossire alcuni veterani di questo stile.
Roberto
Campovecchi
|