Bonnie Prince Billy - MASTER AND EVERYONE
2003, Drag City

L’amore per un disco è un sentimento reale. È qualcosa di strettamente personale, qualcosa che ti attraversa dentro e che non riuscirai mai a spiegare a nessuno. L’unico artificio è provare a buttare giù, dal proprio cuore e dalle proprie trepidazioni, quattro umili righe di recensione; tentare di tessere, con le proprie mani e la propria coscienza, un’agile tela di emozioni. È questo l’auspicio più grande che mi prefiggo nel commentare l’ultima fatica di Will Oldham (alias BONNIE PRINCE BILLY): rendervi partecipi della seduzione di questo disco, al di là di ogni riferimento stilistico e musicale.
MASTER AND EVERYONE è un album dalla magnificenza intima e naturale, un’opera che si sbroglia in appena 34 minuti, ma che potresti ascoltare per ore, per giorni, per mesi, per anni, senza mai annoiarti.

Oldham sa bene che fare rock, con dignità ed onesta culturale, corrisponde a sopravvivere, ma soprattutto significa credere nei sogni. Tutti oramai sappiamo quanto sia difficile, oggi come ieri, resistere alle tentazioni, andare avanti con le proprie convinzioni e realizzare un album che, detto fra noi, vale 100 dischi alternativi. Paradossalmente MASTER AND EVERYONE è il vero disco anticonformista di questo nuovo millennio. Mai nessuno potrà persuadere il nostro cantore, nato a Louisville (Kentucky), a staccare le sue dita dalla sua consunta chitarra acustica; mai nessuno avrà la forza di stremare la sua poesia, le sue nobili divagazioni musicali, il suo country bislacco e indipendente. La sua voce è un anelito che riscalda il cuore, la sua tiepida malinconia si mescola, con dolce sofferenza, alle atmosfere acustiche dell’intero lavoro. Realizzazione ben educata, fatta di antichi strumenti e fonte della nuova tradizione americana. È bello, poi, tendere l’orecchio ai deliziosi vocalizzi di MARTY SLAYTON che accompagnano il nostro in un viaggio silenzioso e notturno. Le 10 composizioni sono di una omogeneità struggente. Si comincia con l’affascinante e ariosa THE WAY e si conclude l’esplorazione con l’adorabile HARD LIFE, che vi sorprenderà per intensità e melodia. Un album dove si può scorgere la bellezza della pace e della virtù. È inutile continuare: amo questo disco.

Luca D'Ambrosio


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