Brad - WELCOME TO DISCOVERY PARK
2003, Wagram/Audioglobe

Terzo album in dieci anni per Brad, progetto di Stone Gossard nato come collaterale ai Pearl Jam, ma che grazie soprattutto alla personalità artistica di Shawn Smith, principale songwriter della band e voce carismatica, ha saputo ritagliarsi una propria visibilità. Un percorso tuttavia frammentato, nel corso del quale Gossard e Smith hanno avuto anche il tempo di infilare qualche album solo, che rende quindi abbastanza improbabile un lavoro di confronto tra questo "Welcome To Discovery Park" e i lavori che l’hanno preceduto.
Ciò che pare emergere è la solida leadership di Shawn Smith, ben evidente nell’atmosfera complessiva dell’album, che suona decisamente meglio quando la band decelera verso ballate pianistiche ("Brothers and Sisters", "Shine", "If You Could Make It Good", gli episodi meglio riusciti), che divagano tra ruvide lievità pop e schegge di soul bianco.

Non mancano le accelerazioni, come l’arruffata "Revolution", il semplice rock and roll vintage di "La, la, la" o toni epici e gridati che riportano al primo disco del gruppo, "Shame", come "All Is One", che si trascina però stancamente. Complici la produzione, che privilegia suoni spigolosi, e l’essenzialità degli arrangiamenti, "Welcome To Discovery Park" ha spesso il sapore di una jam in studio, qualità particolarmente apprezzabile negli episodi più semplici e rilassati. A conferma dell’attitudine spontaneistica del lavoro, questa edizione europea presenta due tracce aggiunte, curiosamente molto simili, che sembrano demo di canzoni in progress, ancorché soprattutto la prima "It Ain’t Easy", brillanti.

Mauro Eufrosini


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