Bucksworth - THE CAJON PASSAGES
2004, Silent John Records

Sono sempre particolarmente generoso verso nuove Band che propongono da subito la loro musica senza temere bocciature o critiche troppo severe. Certamente sarebbe più semplice partire con un prodotto magari anche originale ma condito qua e la da azzeccate covers tendenti magari a confondere l'ascoltatore e non concentrarsi sui brani originali.
Quello che ascolterete in questo debutto dei Bucksworth, "The Cajon Passages", è tutto il lavoro del cantante/chitarrista/mandolinista Mark Nemetz che funge pure da produttore.
Mark è l'autore di sette delle interessanti otto tracce che compongono il cd e le musiche sono tutte composte dallo stesso Mark in collaborazione coi ragazzi della Band.
La grande sfida della Band è quella di proporre qualcosa che generalmente si può permettere un cantante già affermato o una Band leggendaria e cioè un concept album, che significa un album dove tutte le canzoni sono collegate l'una alle altre da un filo conduttore, praticamente una storia che viene narrata a capitoli e che termina con l'ultima canzone del programma.
La storia narrata in questo cd si basa sulla mitica leggenda di un ragazzo che viaggia con la famiglia come raccontato nel celebre romanzo "Grapes Of Wrath".
La voce di Mark è aggressiva al punto giusto ma a volte pare portata a livelli superiori alle proprie possibilità apposta per assomigliare a miti del Country Roots.
Il sound è tendenzialmente Roots, più Rock che Country, con però interessanti capitoli che rasentano l'Honky Tonk come la bellissima "How And Where It All Began".
La troppo lamentosa "Where'd My Town Go (Temecula, CA)" presenta forse i limiti della voce di Mark che pare a proprio agio nei pezzi più cattivi ma forse non proprio perfetta per le ballate.
"Crystal Chandeliers And Burgundy" è l'unica cover del cd e risulta essere il brano più Country della raccolta con un bell'accompagnamento col mandolino e una chitarra dolcissima mentre un'altra chitarra un po' più invadente ci regala il Cashiano Boom Chick-a-Boom Sound.
Il mandolino molto protagonista nel brano conclusivo non riesce nel tentativo di restituire al cd sembianze Country ma resta un buon prodotto di musica tradizionale Americana che può certamente fungere da ottimo biglietto da visita per i Bucksworth.

Roberto Campovecchi



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